CI SONO TRE CATEGORIE DI UOMINI: I VIVI, I MORTI E I MARINAI: ANDREA MURA, UNA LEGGENDA

Andrea Mura

di CHRISTINE LAURET

«Ci sono tre categorie di uomini: i vivi, i morti e i marinai» (Aristofane)

Vale a dire che i marinai navigano tra le acque spesso torbide che separano i viventi dai morti? Andiamo dunque all’incontro con un Marinaio leggendario…

Porto Frailis, borgo in riva al mare piccolo e grazioso: bella vista, pittoresco, ma soprattutto la tana di Andrea Mura.

Lo incontriamo qui, a casa sua, tra i suoi cari: moglie, figli e amici. Posso dirvi di essere stata testimone di un’intesa ideale, una vita fluida, pianti di bambino, rumori di un altro bambino, il caldo, gli ospiti da gestire… ma in questa coppia si sente la felicità, un legame forte che, come sappiamo, aiuta a superare tanti problemi.

Arrivo e sono ancora seduti a tavola. Non importa, si aggiunge una sedia e si fa un pò di posto. Mi ritrovo assalita da talmente tante domande che mi chiedo chi deve essere intervistato oggi? Perché se siamo qui, è proprio per il campione, la leggenda, l’ambasciatore del mare: Andrea Mura.

Ci riceve senza alcuna formalità e ci mette subito a nostro agio.

Ho l’impressione di rincontrare un gruppo di vecchi amici. Andrea vestito con un pantaloncino e la maglietta con l’effigie della sua barca «Vento di Sardegna», il viso illuminato da un sorriso, lo sguardo schietto, eccomi al fianco dell’atleta che ha fatto tanto scrivere di sé. Pensavo che la sua presenza potesse mettermi in suggestione ma il suo lato bonario mi fa sentire subito rilassata e pronta per l’intervista.

«Uomo libero, amerai sempre il mare» (Baudelaire)

Poco a poco si fa il silenzio e tutti pendono dalle labbra di Andrea.

Per dipingere un po’ il ritratto del personaggio, se mai vi è sfuggito, il suo palmares vi permetterà di capire meglio, perché ho fatto 200 chilometri sotto un sole che spacca le pietre per snidare questo lupo non così solitario:

-Consacrato velista dell’anno per due volte

-Nominato ambasciatore per la vela nel 2014

-Medaglia d’argento per «meriti di marina» (onorificenza militare data per la prima volta ad un civile)

-Medaglia d’oro dal CONI nel 2018 per meriti sportivi (è il più alto riconoscimento)

-2 titoli mondiali: in effetti, 2 volte vincitore della OSTAR

-2 volte vincitore della famosa «Route du rhum»

-Randista sul Moro di Venezia durante la 28ma coppa America nel 1992

-Testimonial dell’UNICEF…

Questo per citarne alcuni… E la lista non si ferma qui! Prima di essere scelto come randista sul Moro di Venezia ad appena 23 anni, ha dovuto superare tanti record!

50 anni di carriera, una marea di medaglie e l’unica cosa che manca nel «quadretto» è la sua partecipazione alla Vendée Globe (regata estrema: giro del mondo in solitaria). Vi chiederete: com’è possibile che un campione di questo calibro non abbia ancora partecipato a questa Regata!? Più di 100 giorni in mare in solitaria, il giro del mondo…qual è il navigatore che non sognerebbe di misurarsi con tutti gli oceani del globo?! Sono sorpresa…

Ho la sensazione di aver rotto il vaso di Pandora. Alla mia domanda “perché?”, il suo sguardo si fa velato, il sorriso forzato e la sua risposta mi ghiaccia: “niente sponsor!”

Ho capito bene?!… Come si fa a non sponsorizzare un navigatore senza pari come lo è Andrea? Sicuramente ho capito male! Allora insisto e ottengo una risposta più chiara… però sempre la stessa: “niente sponsor, niente soldi, niente Imoca 60 per poter partecipare”.

C’è stato un tentativo nel 2016. Ahimè! Mentre giungeva alla meta, dopo un anno di lavoro pesante e di preparazione, la barca è stata venduta per mancanza di soldi e Andrea è rimasto appiedato. Il suo sogno: Vendée Globe volata via con la barca. Parlare di questo sogno perduto è ancora doloroso, si percepisce l’emozione nell’aria…

Per qualche minuto, non si sente una mosca volare tanto forte è la tensione, ma rapidamente il grande capo riprende le redini e mi dice: “Il mio sogno, lo realizzerò in un modo o nell’altro…“

Quel tono non lascia alcun dubbio, è quello del navigatore sicuro di se stesso, quello che ha saputo convincere, in regata, Paul Cayard, allora timoniere del Moro di Venezia.

Perché, a 23 anni, bisogna essere sicuri di sé, quando decidi di cambiare la vela qualche minuto prima dall’inizio di una regata di coppa America, andando contro tutte le previsioni di tutti i meteorologi!

Bisogna saper tenere duro per decidere di salire oltre il 58° parallelo, col freddo gelido che tira fuori, là dove l’acqua non supera i 3 gradi. Navigare in solitaria, attraversare la “tempesta perfetta” e, contro ogni previsione, contro ogni aspettativa, vincere la OSTAR, vittoria generalmente riservata ai francesi e inglesi.

È prendere in giro i francesi! non conoscevano il Mac Gyver della vela, non conoscevano la Sardegna? Ecco fatto! E con un bel rappresentante! Ogni nazione sognerebbe un campione di questo genere!

Realmente? Non sono convinta… oppure dovrebbe spiegarmi che cosa fa ancora Andrea nel nostro mare, quando il mondo l’aspetta? Dov’è il suo fan club? Dove siete signori armatori? E tanti altri… ma la lista sarebbe troppo lunga.

Oggi, sponsorizziamo qualsiasi squadra, qualsiasi progetto, anche il più inverosimile. Si spendono milioni per progetti che non ne hanno realmente bisogno e si è reticenti per sponsorizzare un campione, un vero campione… che dico… un eroe che farà guadagnare sicuramente più dell’investimento!

È vero, non so tanto in questo campo e forse mi lascio trasportare troppo rapidamente, ma giustamente per noi, popolo, sono queste vittorie che ci fanno vibrare: vedere alti i 4 Mori in cima all’albero, avere un ambasciatore che ci fa incantare vicino a noi!

Sentire risuonare il nome di Andrea Mura sulla bocca di tutti, che ancora una volta supera inglesi, francesi, australiani e tanti altri in una corsa attorno al mondo, è questo che richiediamo: il giro del mondo di Andrea Mura in 73 giorni!

Perché 73? Perché l’ultimo record è di 74 giorni… allora, sogniamo in grande e auguriamo ad Andrea di poter, prossimamente, prendere il largo e portarci un nuovo record, e voi signori armatori (o altri) tirate fuori i portafogli, e svegliatevi!

Un uomo di questa tempra non si trova a tutte le latitudini.

PrendiamoCi cura dei nostri Campioni! Via col vento Andrea, il nostro cuore è con te!

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4 pensieri riguardo “CI SONO TRE CATEGORIE DI UOMINI: I VIVI, I MORTI E I MARINAI: ANDREA MURA, UNA LEGGENDA”

  1. Conosco personalmente Christine e conosco personalmente Andrea💞
    Nella lettura fluida e emozionante di questa intervista, oltre che scoprire parti a me sconosciute, ho osservato la bellezza di un incontro ad un livello che va oltre il mero impegno lavorativo, grazie ad entrambe per essersi donati senza Riserve🙏💗

  2. Non conosco personalmente il super-premiato Andrea Mura ma ho letto spesso delle imprese marinaresche da lui compiute solcando quasi tutti i mari del globo.
    Ma dopo aver letto il bellissimo articolo è come se fossi stato presente al pranzo descritto da Christine Lauret (magari aggiungendo un’altra sedia).
    E’ bello leggere simili storie quando sono narrate e scritte senza forzature.
    Complimente e ringraziamenti al nostro super-marinaio che porta in alto il vessillo dell’Italia e della Sardegna alle varie latitudini.

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