L’ATTUALITA’ DI ANTONIO GRAMSCI OGGI NEL MONDO: INCONTRI SINO A DOMENICA TRA CAGLIARI, GHILARZA E ALES CON RELATORI PROVENIENTI DA UNA TRENTINA DI NAZIONI

di OTTAVIO OLITA

A 130 anni dalla nascita, a 84 dalla morte, Antonio Gramsci è sempre più attuale, la sua voce si diffonde con una forza impressionante, quella forza che il fascismo tentò inutilmente di fermare. Il suo pensiero, le sue analisi, di un’attualità sconcertante, vengono studiati non solo nelle scuole e nelle università, ma anche nelle comunità di base, nelle realtà sociali più semplici. E questo avviene in ogni angolo del pianeta, come dimostra il convegno ‘Gramsci nel mondo di oggi’, che da giovedì 30 settembre  a domenica 3 ottobre si svolge tra Cagliari, Ghilarza e Ales.

          Ben 43 relatori provenienti da dodici paesi europei, da sei latino americani, da paesi anglofoni come Gran Bretagna, Canada, Australia, Stati Uniti, ma anche da Africa, Africa Occidentale, Paesi Arabi, Asia, Cina e India si confrontano per scambiarsi risultati di ricerche, studi, approfondimenti sul perché Gramsci, da intellettuale formatosi culturalmente nei primi decenni del ‘900, ha saputo immaginare quel che sarebbe accaduto nelle situazioni economiche e sociali tanto tempo dopo la sua esistenza.

          “Se pure con impostazioni diverse da Paese a Paese, da continente a continente – dice Gianni Fresu uno dei dodici studiosi che costituiscono il comitato scientifico organizzatore dell’evento – quel che colpisce del pensiero e delle opere di Gramsci è la profondità e la lucidità delle analisi”.

          Gianni Fresu, giovane docente, nel 2014 venne chiamato da un’Università brasiliana per tenere dei corsi sul grande intellettuale sardo. Quest’anno è stato finalmente chiamato anche dall’Università di Cagliari e quindi si è posto in aspettativa rispetto al lavoro in Brasile.

          “Gli studi internazionali sulla sua opera si differenziano in modo significativo. In Europa e in Italia l’accento è posto su un accurato esame filologico; nel nord America e in generale nei Paesi anglofoni le ricerche sono quasi esclusivamente a livello universitario. Completamente diversa la realtà in Sud America dove la riflessione gramsciana viene sempre tradotta in azione politica. Se ci pensiamo bene è quest’ultima metodologia a corrispondere meglio all’impostazione teorica di Gramsci che criticava l’astrattezza dell’ideologia che non si collegava alle realtà locali, nazionali. Sottolineava inoltre la necessità che la filosofia poi si collegasse alla politica. Nella mia esperienza ho avuto il piacere di conoscere quello che io considero il maggiore studioso brasiliano, Carlos Nelson Coutinho. Per lui Gramsci non può essere considerato come uno dei classici della storia, come Machiavelli o Guicciardini. Lui lo considera un grande autore contemporaneo”.

          Un contributo decisivo all’iniziativa è stato dato dal ‘Gramsci Lab’, una struttura interdipartimentale e internazionale – voluta fortemente da Maria Del Zompo, ex rettore dell’Università di Cagliari – che sta dimostrando come sia falsa l’affermazione secondo cui l’interesse per Gramsci sia maggiore in altre parti del mondo che in Italia. Il convegno realizzato a Cagliari ne è la prova più evidente.

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