LA FESTA DELLA BEATA VERGINE DEL RIMEDIO DI OZIERI

di MARIA VITTORIA DETTOTO

Si è appena conclusa ad Ozieri, la 128esima edizione della festa in onore della Beata Vergine del Rimedio, svoltasi anche quest’anno in tono minore a causa del Covid. Anche la messa principale in onore della Santa, svoltasi domenica alle 18 ed officiata dal vescovo Corrado Melis, poteva certamente essere più partecipata e ad essa non è seguita la tradizionale processione, che consente alla Vergine il passaggio nelle vie principali di Ozieri, oltre che la sfilata dei gruppi provenienti dai vari comuni della Sardegna in abito tradizionale sardo.

“Non sono bastati questi due anni a farci cambiare “, dice il vescovo Melis nel corso dell’omelia, ” Maria è una donna a noi vicina: con la sua vita di madre e di sposa, ci regala una visione realistica delle cose. Non dobbiamo avere paura a guardare le cronache che ci riguardano e pensare che il protagonismo di Maria, non ricorre alla violenza fisica o psicologica, ma alla dolcezza ed alla tenerezza. Dobbiamo avere fede con una totale apertura a Dio”, aggiunge il vescovo.

La fede è elemento centrale della parte religiosa della festa, un tempo unico elemento dal momento che i festeggiamenti civili in passato neanche esistevano. A manifestarne un segno tangibile, oltre ai presenti raccolti in intima preghiera e raccoglimento con la Santa, ci sono i seminaristi provenienti da Ozieri e Cagliari, che accompagnati dal signor Farris, accompagnano col loro canto potente e melodioso, tutto il corso della funzione. Tra essi, Giuseppe Terrosu, giovane ozierese di 21 anni che si appresta al sacerdozio: “Non pensavo di fare il sacerdote, ma nonostante nella mia vita praticavo sport e facevo parte dell’Azione Cattolica, sentivo un senso di insoddisfazione, di mancanza interiore. Dalla quarta superiore ho deciso di entrare in seminario ad Ozieri e dopo essermi diplomato al liceo classico, frequento oggi il quarto anno di università a Cagliari. La facoltà è quella di teologia, nella quale affluiscono tutti i seminaristi sardi. Ora grazie al Signore, ho ritrovato la pienezza delle cose”, conclude.

Alla messa erano presenti autorità civili e militari, tra le quali il capitano dei carabinieri di Ozieri Andrea Azuni ed il maresciallo Giovanni Ara, il maresciallo Ciro Oliva ed Andrea Lotto in rappresentanza della Guardia di Finanza, i volontari del 118 di Ozieri ed a custodia del simulacro e della bandiera sociale della Beata Vergine del Rimedio anche i Templari Cattolici d’ Italia, Commanderia ex Valle Mannu con sede ad Ozieri.

L’ associazione Beata Vergine del Rimedio rende noto che presto verranno aperte le porte a chi vorrà entrare a farne parte. Si auspica che venga dato a tutti la possibilità di farlo e che magari si colga la proposta di fare organizzare Sa festa Manna Othieresa alle leve dei 18 o dei 25enni di ogni rispettivo anno, come più volte proposto e come peraltro si usa fare in molti altri paesi, per apportare nuova linfa alla manifestazione e certamente nuove risorse che restando invece sempre le stesse persone da una vita, probabilmente vengono a mancare per il naturale invecchiamento degli organizzatori della stessa e per una progressiva mancanza di entusiasmo. 

Qualcuno ha posto anche l’attenzione sul fatto che era stato proposto il passaggio del simulacro della Beata Vergine del Rimedio a bordo di un mezzo della protezione civile, dei vigili del fuoco o di altre forze dell’ordine, per permettere alla Santa di raggiungere nonostante la pandemia e l’ assenza della processione, i vari quartieri di Ozieri, compresi San Nicola e Chilivani, affinché arrivasse loro la benedizione e potessero i residenti sciogliere il voto. La proposta non è stata accolta e il vescovo Melis ha dichiarato che non ne era neppure a conoscenza. 

Peccato, sarebbe stato un modo per rimediare al gap dovuto al Covid, come è stato fatto in altri paesi. Auspicando che il 2022 porti delle novità positive per la nostra festa, ringraziamo la Beata Vergine del Rimedio per ciò che ci ha donato nell’anno appena trascorso. 

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