L’ISOLA DELLA TECNOLOGIA E DELLA COMUNICAZIONE: LA CULLA MEDITERRANEA DELLA ‘TECHNE’

qui sopra Luca Manunza. A destra, sopra il CRS4 e sotto TISCALI

di ORNELLA DEMURU

Sardegna, culla della tecnologia e della comunicazione: un’ affermazione forzata o la verità di una lunga storia sociale ed economica della Sardegna?
L’antropologo e scrittore Michelangelo Pira, morto nel 1980, scrisse nel 1970 un racconto, una favola utopistica dal titolo “Il villaggio elettronico” che rivela una visione, prima che un’esigenza, di un mondo interconnesso.
In questa favola futuribile l’autore immagina, “trent´anni prima del boom di Internet, che gli uomini ritrovino, grazie alla comunicazione elettronica, i linguaggi, le dimensioni e gli affetti scomparsi dalla vita dell´uomo contemporaneo.
Il protagonista è un novantenne, padre fondatore di una nuova società, nato negli anni ’70 del ‘900, che ricorda ai giovani la rivoluzione avvenuta grazie al collegamento dei computer in una rete planetaria. Così la comunicazione elettronica, che migliora comunicando, ha liberato e riscattato l’umanità dalle costrizioni e dalle ripetitività negli uffici, nelle scuole e nelle fabbriche: il nuovo sistema nervoso centrale ha trasformato il pianeta in un immenso villaggio elettronico. Una favola utopistica che racconta con decenni di anticipo il futuro nel quale siamo appena entrati.
Insomma Michelangelo Pira, il nostro Jules Verne di Bitti, anticipa una comunicazione elettronica globale tra gli esseri umani in molti aspetti simile alla rete web dei giorni nostri. Un profeta tecnologico. Un seminatore di idee e di crescita sociale, che evidentemente con la sua profezia rilanciava una sensibilità in qualche modo presente, diffusa. Ecco perché il tempo della raccolta di questa semina di idee innovative non tarderà a maturare in terra di Sardegna.
A dimostrarlo alcune date e alcuni dati di questi ultimi 20 anni.
Nel 1990 nasce il CRS4, il “Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna”, un “centro di ricerca interdisciplinare che promuove lo studio, lo sviluppo e l’applicazione di soluzioni innovative a problemi provenienti da ambienti naturali, sociali e industriali. Tali sviluppi e soluzioni si basano sulla Scienza e Tecnologia dell’Informazione e sul Calcolo Digitale ad alte prestazioni. L’obiettivo principale è l’Innovazione. La mission del CRS4 è quella di aiutare la Sardegna a dar vita e far crescere un tessuto di imprese hi-tech essenziali per il suo sviluppo economico e culturale.” E sarà proprio qualche anno dopo, nel 1994, che al CRS4 nascerà, non a caso, il primo sito web italiano, e subito dopo nel 1995 uno dei giovani ricercatori del Centro, Luca Manunza, svilupperà la cosiddetta “webmail”. Si, proprio quella casella di posta così familiare, che apriamo su diversi provider internet e che al mondo usiamo in milioni di persone.
Ma i primati non finiscono qui. Il primo quotidiano online in Europa sarà il giornale L’Unione Sarda (1994) grazie all’intuito e alla perspicacia dell’allora editore Nicola Grauso che proprio in collaborazione col CRS4, allora guidato dallo scienziato e premio Nobel Carlo Rubbia, darà vita al primo Internet Service Provider sardo e italiano: “VOL”, meglio noto come “Video On Line”.
La vita di Video On Line proseguirà fuori dall’isola, VOL verrà venduto a Telecom On Line nel 1996 dalla quale nascerà l’attuale Tin.it.
Qualche anno più tardi nel 1998 nascerà un altro importante internet provider che segnerà un nuovo corso per l’high-tech in Sardegna e nel mondo, si tratta dell’azienda “Tiscali”.
Fondata da Renato Soru, fortemente identitaria rispetto alla Sardegna, (Tiscali è il toponimo di un villaggio nuragico, alle falde del Supramonte, nelle campagne di Dorgali) i primi anni di Tiscali segnano l’inizio di una nuova filosofia della comunicazione: la cosiddetta freelosophy, la filosofia del gratuito.
Per la prima volta grazie a Tiscali, l’accesso a internet sarà appunto gratis: Tiscali Free Net è il suo slogan-promessa. Promessa non solo mantenuta ma che determinerà una svolta epocale nel mondo del world wide web. Mentre con gli altri provider allora esistenti si era costretti a pagare un abbonamento, Tiscali con la sua freelosophy costringerà le varie aziende a seguire l’esempio sardo, contribuendo in questo modo a diffondere internet in maniera esponenziale in Europa e nel mondo.
E così sarà anche per i servizi di webmail che fino ad allora erano a pagamento sia in Italia che nel mondo, Tiscali ancora una volta s’imporrà offrendoli gratis e traccerà la linea. 
Ma noi sardi siamo pionieri anche della “chiamata a voce” gratuita. Oggi il diffuso sistema di comunicazione integrato voce, video e messaggistica denominato “Skype”, (declinato su cellulari nel 2009 da “WhatsApp”) è proprio da Tiscali che ha preso esempio. Sempre alla fine degli anni ’90 grazie agli sviluppatori di Tiscali, nascerà il servizio “Voispring”, poi diventato “NetPhone” che offriva e offre le “telefonate” gratuite via internet.
Nel 2003 l’azienda Tiscali ha sedi e servizi in tutta Europa dall’Inghilterra, alla Germania, passando per la Francia e la Spagna. Il suo brand viene definito pan-europeo, e per la Sardegna tecnologica i primi anni del XXI secolo rappresentano il momento di più alto prestigio tecnologico e popolare.
In quel momento la Sardegna viene definita la “Silicon Valley” del Mediterraneo, appellativo che oggi abbiamo perso, perché nel frattempo gli investimenti in questo settore non sono stati al passo coi tempi, e nonostante per noi rimanga un’economia importante e d’eccellenza, abbiamo perso quel primato.
Secondo gli ultimi dati disponibili, a fine giugno 2020, 385 aziende vendono i propri prodotti via internet (13,2%), 139 hanno una attività di telecomunicazione (4,8%), 818 offrono consulenza informatica e producono software (28%), e 1.578 elaborano dati e creano portali web (54%).
A livello territoriale, 1.623 operano nella vecchia provincia di Cagliari (crescita del 3,4% rispetto al 2019), 852 nella provincia di Sassari-Gallura (+0,2%), 276 in quella di Nuoro (+3,8%) e 169 in quella di Oristano (+1,2%).
Dall’elaborazione emerge anche come, nei mesi della crisi sanitaria, tra le micro e piccole imprese sarde il 19,9% abbia introdotto o diffuso lo smart working.
Il 29,7% ha utilizzato canali alternativi di vendita, incrementando così l’uso dell’e-commerce. Nel secondo trimestre del 2020, inoltre, l’occupazione del settore segna un aumento del 4,1% a fronte di una diminuzione del 3,6% del totale degli occupati.
Insomma a vedere questi dati in un periodo di profonda crisi economica e anche sociale continuiamo a restare una terra singolare, segnata da questo desiderio di innovarsi attraverso la tèchne. Parrebbe quell’isola galleggiante dove, stando al mito, la dea greca Leto (Latona per i Romani) protettrice del progresso tecnologico, avrebbe dimorato, rendendola stabile grazie al fissaggio di quattro pilastri sul fondo del mare. Se non sapessimo con certezza che nella mitologia quell’isola corrisponde a Delo, avremo leciti motivi di immaginare che l’isola protetta dalla dea della tecnologia sia proprio la Sardegna.

#Lacanas cartaceo

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