CRESCE IN SARDEGNA LA DISPONIBILITA’ AD OSPITARE: L’ISOLA PRONTA AD ACCOGLIERE I RIFUGIATI AFGHANI

Civili afghani accolti all’aeroporto di Fiumicino durante l’arrivo del volo dell’aeronautica militare da Kabul che ha portato in Italia, civili afghani, il console Tommaso Claudi, l’ambasciatore Stefano Pontecorvo e i Carabinieri del Tuscania, Roma, 28 agosto 2021. ANSA/ANGELO CARCONI

La Sardegna non si tira indietro nella battaglia della solidarietà per il popolo afghano alle prese con una situazione drammatica dopo la presa del potere da parte dei talebani. Nelle prossime ore (la data viene mantenuta evidentemente riservata dalle autorità per evitare rischi legati alla sicurezza) potrebbero arrivare i primi gruppi di profughi, che dopo un totale annunciato di 110, poi diventato 130, potrebbero invece essere quasi 200. E non è detto che arriveranno tutti assieme, per essere smistati nei vari centri che si sono offerti di ospitarli: per ora si conoscono con certezza solo i numeri comunicati dal prefetto di Cagliari Gianfranco Tomao, che ha parlato di 53 rifugiati destinati a Cagliari, 32 a Sassari, 14 a Nuoro e 11 a Oristano.

«A breve sapremo tutto, per ora ancora non abbiamo notizie precise – ha detto l’assessora regionale a cooperazione e sicurezza sociale, Alessandra Zedda – Trattandosi di un’operazione gestita a livello ministeriale le comunicazioni arriveranno dalle prefetture, e da qui alla rete dell’apposito tavolo allestito per l’emergenza».

Ne fanno parte Regione, diocesi, Caritas, Croce rossa, Anci, Ats, Tribunali per i minorenni, Commissione territoriale per la protezione internazionale, Unhcr e Servizio centrale di accoglienza migranti. «La protezione civile avrà il coordinamento dei profughi per i quali è stato già escluso un contagio da Sars-Cov2 – dice la Zedda – mentre l’Ats sarà impegnata per la parte da monitorare, ma anch’esse attendono indicazioni».

Si tratta di una fase essenziale, perché un eventuale caso di positività sfuggito ai controlli costringerebbe a trovare problematiche soluzioni. L’esponente della giunta conferma che «c’è già la disponibilità di alcune strutture, le stesse messe in campo contro il Covid nei momenti cruciali della pandemia, e sotto questo profilo non mi risultano difficoltà; anche casa di accoglienza di Villasalto si è unita nelle ultime ore, a Sassari e Nuoro le sedi per i rifugiati sono già state individuate. Da capire anche la tipologia degli ospiti in arrivo: ci è stata comunicata la presenza di un certo numero di minorenni non accompagnati». Le Caritas non sono ancora state informate: sanno solo che i profughi afghani arriveranno «nei primi giorni della settimana».

Quella di Cagliari non dovrebbe rientrare nelle prime assegnazioni, il che fa pensare che i rifugiati possano arrivare non tutti insieme. Sono oltre 5.000 i profughi arrivati i Italia con il ponte aereo con l’Afghanistan. Per circa 2000 è previsto il passaggio, già avviato con i primi 1.300 che sono riuscite a imbarcarsi dall’aeroporto di Kabul, nel Centro operativo emergenze della Croce Rossa Italiana ad Avezzano, operazione sotto il coordinamento della protezione civile e in collaborazione con il ministero della difesa. Qui c’è la prima accoglienza, com tamponi, vaccini e la quarantena di una settimana, quindi lo smistamento alle varie sedi che li ospiteranno. L’adattamento alla nuova situazione non dovrebbe presentare particolari problemi, stando alle notizie che arrivano proprio dall’hub di Avezzano: «Ci sono famiglie con genitori, figli e anche con nonni, e nuclei con la sola mamma con la prole perché in alcuni casi i padri non sono riusciti a partire – dice il direttore della protezione civile abruzzese, Mauro Casinghini – Sono persone di un livello culturale molto più elevato della media, che mostrano affinità con la nostra cultura grazie alla lunga collaborazione in Afghanistan con le forze occidentali. È molto chiaro il fatto che, anche per quanto riguarda i bambini, abbiano respirato una cultura differente».

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