OMAGGIO A CECILIA MANGINI E UN DOCUMENTARIO SUL BORGO MINERARIO DI STEFANIA PORCHEDDU: IL 29 AGOSTO AD “ASINCRONIE”

di GRAZIA BRUNDU

I ragazzi di vita di Cecilia Mangini e l’Argentiera di ieri e di oggi di Stefania Porcheddu

in proiezione domenica 28 agosto al Pozzo Podestà durante la terza giornata di

ASINCRONIE – FESTIVAL DI CINEMA DOCUMENTARIO E FOTOGRAFIA

Il primo fine settimana di “Asincronie”, il festival di cinema documentario e fotografia organizzato e diretto dall’associazione 4Caniperstrada, con il sostegno della Fondazione Sardegna e il patrocinio del Comune di Sassari, si conclude domenica 29 agosto (dalle 21, al Pozzo Podestà) con un omaggio a Cecilia Mangini e la visione di due documentari girati dalla regista pugliese tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta tra i ragazzi delle borgate romane (“Ignoti alle città” e “La canta delle marane”), e poi con la proiezione di “Argento Vivo” di Stefania Porcheddu, che racconta passato e presente del piccolo borgo dell’Argentiera attraverso le testimonianze dei suoi abitanti.

Alle 21 (Pozzo Podestà) il festival ricorda la documentarista Cecilia Mangini, recentemente scomparsa all’età di 94 anni, dopo una vita professionale molto intensa, dedicata non solo alla regia ma anche alla sceneggiatura e alla fotografia. Nata vicino a Bari nel 1927 e cresciuta a Firenze prima di trasferirsi a Roma poco più che ventenne, Cecilia Mangini ha realizzato diversi documentari sulle periferie cittadine e sulla vita delle classi sociali più umili.

“Ignoti alle città”, realizzato nel 1958, è il suo documentario d’esordio e segna l’inizio della collaborazione della regista con Pier Paolo Pasolini. Il film ritrae la vita di un gruppo di ragazzi di borgata romani fra litigi, spensieratezza, rassegnazione e cinismo, con i bambini costretti a crescere troppo in fretta e gli adolescenti che si arrangiano fra furti e rapine. Le periferie romane sono lo scenario anche de “La canta delle marane” (1961), girato in 35 mm e ambientato sotto Ponte Mammolo, dove si ritrovano i ragazzi delle borgate per trascorrere i momenti torridi dell'estate nella marrana e passare momenti di gioia e di vacanza, amicizie e botte, tuffi e giochi, con fuga finale all'arrivo delle guardie.
L’Argentiera è un piccolo borgo nel Comune di Sassari, dove oggi vivono circa 65 persone. Prima del 1962, anno della chiusura dello stabilimento minerario, il paese contava più di tremila abitanti. Il documentario “Argento Vivo” di Stefania Porcheddu analizza il passaggio tra ieri e oggi, il prima e il dopo lo spopolamento, raccontato dalle voci di chi lo ha vissuto e lo vive ancora, una ricerca umana attraverso le vite di lavoratori, figli ed eredi di quella realtà.

Oltre alle proiezioni, nel corso della giornata Veronica Muntoni conduce un laboratorio di calotipia e l’associazione Spazioperaria uno di fotografia e disegno per ragazzi. Per partecipare è necessaria la prenotazione, così come per assistere alle proiezioni e a tutti gli altri eventi del festival (mail a: 4caniperstrada@gmail.com). “Asincronie torna anche nel weekend dal 3 al 5 settembre. Info e programma su: www.asincronie.net.

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