‘MYMISSES’, UNA BAND DAI SUONI HARD ROCK-ALTERNATIVE METAL: DALLA PROVINCIA DI CAGLIARI, ALLA ‘CHIAMATA’ DELLA PAUSINI, AD UN FUTURO TUTTO DA … SUONARE

le “Mymisses”

di ANDREA RIPOLI

Le Mymisses, ovvero Giorgia, Laura, Stefania e Marta: siamo 4 ragazze della provincia di Cagliari che circa 6 anni fa hanno deciso di fondare una band dai suoni hard rock-alternative metal.

Abbiamo un album all’attivo (“Straight On My Way”) presentato anche in Sardegna, in Italia e all’estero su oltre 100 palchi, una collaborazione molto importante per un videoclip di Laura Pausini (“Frasi a Metà”) e tante altre apparizioni in TV, Radio e sul palco in apertura a rockstar come Skin (Skunk Anansie), Marky Ramone (Ramones), Venom INC, Rezophonic, Pino Scotto, Nitro ecc.

In questo periodo state lavorando a qualche nuovo progetto? Questi due anni sono stati, come potete immaginare, piuttosto difficili per tutte noi. Vivendo in comuni diversi e svolgendo anche altri lavori, è stato davvero poco il tempo che abbiamo potuto dedicare alla band. Non appena è stato possibile, però, abbiamo organizzato un concerto nella nostra città (Cagliari) in collaborazione con il WWF e il marchio di abbigliamento Blind Heart, per risalire sul palco dopo un anno e riportare un po’ di rock negli animi dei nostri fan. E’ stato davvero emozionante e non vediamo l’ora di poter replicare! Al momento abbiamo in ballo qualche altro concerto estivo in Sardegna e nel nord Italia, stiamo attendendo solo le conferme da parte delle autorità competenti per via dell’emergenza sanitaria. Nel mentre abbiamo ripreso a lavorare anche alla scrittura dei nostri brani: stiamo lavorando in particolare a un singolo che uscirà nel 2022.

A chi si rivolge la vostra musica?  Possibilmente a tutti! Il rock è un genere amato dai più piccoli ai più grandi: pensare che, durante l’ultimo concerto, abbiamo avuto tra gli ospiti una persona di 91 anni! In generale, comunque, la nostra musica ha un target molto ampio e viene apprezzata maggiormente dagli amanti dei generi hard rock, alternative metal e alternative rock. Si tratta infatti di suoni abbastanza energici e “cazzuti”, alternati da parti cantate e ritornelli molto melodici.

Quali temi affrontate nelle vostre canzoni? I testi di Straight On My Way crediamo che riflettano benissimo i primi due anni vissuti insieme come band, tra argomenti e momenti più delicati per la vita di ognuna e la voglia di andare avanti ugualmente senza fermarsi davanti a niente. Il messaggio principale che cerchiamo di trasmettere è carico di energia positiva e adrenalina e rappresenta la nostra direzione: Straight On My Way, “dritte per la nostra strada” costi quel che costi. Ne parliamo molto apertamente nella stessa title track, come in Face The Fear e lo accenniamo anche nella traccia di chiusura Hard To Leave, dove affermiamo di essere intenzionate a continuare a tener vivo il sogno che stiamo vivendo, nonostante le tante tentazioni e difficoltà che ci hanno messo duramente alla prova in tutto questo tempo, sia nella vita di tutti i giorni che nel mondo della musica moderna. Be Bad, Slipping Away e Back To Fly vanno invece più a fondo sulle tematiche dei vizi, della felicità effimera e dell’amore che rischia di distruggerci, mentre War Cry è una descrizione chiara e diretta della condizione di un uomo comune durante un periodo di guerra (classica o moderna), obbligato ad obbedire e distruggere un altro essere umano pur di campare. Ci auguriamo che i nostri testi possano comunque essere interpretati liberamente e che possano dare conforto a chi si sente in una situazione simile.Later’s Too Late, l’ultimo singolo rilasciato nel 2019, tratta un tema molto più delicato come il deterioramento del pianeta a causa di problematiche sociali, politiche e ambientali trascurate. Il testo della canzone vuole essere una chiamata all’azione indirizzata a tutte le persone che hanno ancora, o hanno bisogno di trovare, la speranza di salvare questo mondo prima che sia troppo tardi.

Come avviene il processo creativo per le vostre canzoni, dall’idea iniziale alla realizzazione? Diciamo che dipende da canzone a canzone, ognuna ha una sua storia: c’è quella nata in cameretta da un riff, quella nata in saletta strimpellando o quella che nasce già con una struttura dalla mente di qualcuna di noi e che poi va semplicemente arrangiata.

le “Mymisses” con Laura Pausini

Nel 2018 siete state scelte da Laura Pausini per apparire nel video del suo singolo “Frasi a metà”. Cosa vi ha lasciato quell’esperienza? Possiamo dire, a distanza di diverso tempo, che è stata un’esperienza fantastica che ancora fatichiamo a realizzare, ma che rifaremmo mille volte. Senza ombra di dubbio ha rappresentato come il mondo della musica ad alti livelli non abbia bisogno di pregiudizi inutili sul metal e sui generi meno radiofonici, ma anzi ha mostrato come ci sia una grande apertura mentale, dando spazio a una band emergente di un genere completamente diverso a quello della Pausini. E’ stata proprio lei a sceglierci tra tutte le rock band femminili italiane, andando a visitare il nostro sito web e facendosi un’idea di come eravamo; ci ha, poi, fatte contattare telefonicamente dalla casa di produzione video che si sarebbe dovuta occupare del video, chiedendoci disponibilità per girare il videoclip a Roma una settimana dopo. Ovviamente non ci saremmo mai aspettate una cosa del genere e in quel momento eravamo shockate! Ma abbiamo accettato immediatamente, fiduciose che una collaborazione del genere avrebbe solo potuto arricchire il nostro bagaglio personale, poiché avremmo lavorato con l’artista italiana che ha fatto più successo nel mondo. La Pausini si è infatti rivelata una super professionista molto disponibile e umile nei nostri confronti, mettendoci a nostro agio e mostrandosi molto interessata anche verso il nostro progetto musicale. E’ un qualcosa che auguriamo a chiunque, perché il bello della musica è proprio la possibilità di far sempre nuove e varie esperienze senza bisogno di rigide categorizzazioni di genere.

Avete un obiettivo personale, legato alla musica, che vi piacerebbe raggiungere prima o poi? Uno dei nostri sogni, sicuramente, sarebbe quello di raggiungere alcuni tra i palchi più rinomati d’Europa per il nostro genere, dal Rock Am Ring al Download Festival. Ma continuiamo a volare basso e ad andare dritte per la nostra strada, perché le soddisfazioni arrivano quando meno te le aspetti!

In conclusione, potete lanciare un messaggio rivolto a chi sta cercando la propria strada in ambito artistico? L’unica cosa che possiamo sentirci di dire ai nostri giovani colleghi è quella di restare sempre umili e soprattutto se stessi, ma prima di tutto uscendo fuori dalla sala prove e facendo sentire la propria voce curando ogni minimo dettaglio, in modo da tirar fuori una bella botta! La gente là fuori ha solo bisogno di essere risvegliata, il rock non è morto ed è compito di tutti noi tenerlo su.

articolo pubblicato sulla pagina facebook LA VOCE LETTERARIA

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