UN PALCO, UN SORRISO: ANDREA DELOGU. UNA CARRIERA IN ASCESA PER LA RAI TRA RADIO E TELEVISIONE. UN’ADOLESCENZA COMPLICATA, UN’IRONIA PUNGENTE, UNA SIMPATIA INNATA

Andrea Delogu

di MASSIMILIANO PERLATO

Andrea Delogu, conduttrice affermata ed in costante ascesa in televisione e in radio per la Rai ha nel suo animo sin dalla tenera età la passione per il palco, per lo spettacolo. Ci rammenta un primo episodio con simpatia, legato alla sua adolescenza. “Abitavo a Rimini con la mia famiglia. A 14 anni ero in piazza in occasione di un concerto di Cristina D’Avena: lei era in ritardo, ma mancava un conduttore che lo esponesse al pubblico. Così sono salita sul palco, ho ascoltato la mia voce erompere dalle casse e tutti mi hanno guardata”. 

Un istante basilare, per la conduttrice: “È stata un’emozione forte e ho preso la decisione d’intraprendere questo percorso come un lavoro, per pura passione”.

Da quel momento in poi Andrea si è preparata moltissimo: dizione, canto, recitazione e soprattutto esperienze radiofoniche. La stessa conduttrice ha infatti ammesso: “Bisognerebbe fare radio per divenire un vero showman. Il pubblico della radio è selettivo e non fa sconti: sono semplici ascoltatori e ci vuole più di un sorriso per procurarsi il loro consenso”.

Seppur costellata da tante trasmissioni e successi negli ultimi anni, l’esistenza di Andrea Delogu non è iniziata nel migliore dei modi.  Sono le storie della sua famiglia e la dislessia, a dirci chi è Andrea Delogu oggi. È nata a Cesena il 23 maggio 1982. Di origini sarde, ha vissuto un’adolescenza molto particolare. I suoi genitori, entrambi ex tossicodipendenti, si sono conosciuti nella collettività di recupero di San Patrignano dove la conduttrice è vissuta fino all’età di 10 anni. Suo padre Walter nella comunità faceva l’autista personale di Vincenzo Muccioli, sua madre si occupava di fotografia. “Per 18 anni sono stata zitta –dice Andrea–, non ho raccontato mai che cosa avevo vissuto. Avrei dovuto spiegare troppe cose”.

Andrea è legata ai suoi genitori, ha detto di aver imparato molto durante l’infanzia a San Patrignano, in particolare il senso di comunità e il rispetto. Per lei è stata un’enorme lezione di vita. “Non sono una vittima. Con la droga i miei genitori hanno fatto un errore. Hanno colmato un vuoto, fallendo. Non posso accusarli, anzi mi sento orgogliosa di loro. Mi hanno evitato di affliggermi, soffrendo al posto mio – evidenzia – e quel periodo della mia prima giovinezza è stato molto istruttivo. Ho imparato la condivisione. Lì tutto era mio, ma anche nostro. Vivere in gruppo è stato uno stimolo a non smettere di creare. Ho maturato una forte sensibilità dentro di me in sinergia con tutti quei bambini con cui sono cresciuta”.

La Delogu ha ricostruito questa parte dell’esistenza nel romanzo La collina (2014), scritto insieme ad Andrea Cedrola; il libro raggiunge tre ristampe in 10 giorni e 20.000 copie vendute. “Sono stupita quando qualcuno resta colpito o disturbato da una libertà che si prende una persona che non tange nessuno. Mi sembra anacronistico. Il concetto di libertà è: io vivo onorando gli altri, senza togliere nulla agli altri. E invece ci sono incastri umani, anche di bigotteria, verso gli altri. Per fortuna le cose cambiano, le generazioni migliorano. Per me l’emancipazione è la serenità propria e il non giudicare. Giudicare è una fatica, fai il doppio lavoro, devi vivere per te e giudicare un altro, perché? Manco ti obbligassero. Poi sono cresciuta in un contesto particolare in cui la libertà era molto importante”.

Una storia forte quella dei suoi primi anni di vita che avrebbe potuto segnare la crescita di ogni fanciullo. Eppure lei ha conservato un carattere solare. “Sì. Il fatto è che io so come si sta con i piedi per terra. E quindi per me è assurdo dover fingere di essere interessante o simulare di essere ombrosa. Stare bene è una figata vera. È così difficile riuscire ad esser sereni interiormente e quella esperienza me lo ha insegnato. Oggi non ne parlo volentieri perché molti trattano l’argomento con superficialità, con atteggiamento pruriginoso: ‘Sei nata in una comunità di recupero? Cosa è successo? Cosa hai visto?’. In realtà non è quello il punto. C’è una storia dietro e c’è una grande deferenza verso le persone che mi hanno cresciuta e troppe volte ho sofferto leggendo interviste in cui venivano descritte in modo indelicato”.

Andrea Delogu ha rivelato di aver scoperto da adulta, durante un corso di dizione, di essere dislessica. Ha anche dichiarato di aver sofferto di depressione. E da quell’episodio ha tratto la verve per poter scrivere un altro libro di successo, Dove finiscono le parole (2019). “Sono dislessica. In realtà il libro è un manuale di sopravvivenza per ridere. È esploso improvvisamente, ha avuto un boom specie nelle scuole. Ho fatto un ‘Ted talk’ qualche anno fa in cui esponevo in modo leggero come vivo la dislessia. Ho scritto il manuale pensando ai ragazzini, con un testo grande e frasi molto strette. Da bimba dislessica quando leggevo i libri di scuola delle medie era un incubo, avevano costrutti lunghissimi e per me era impossibile. Mi sono dovuta allenare. Ho imparato a leggere per il gusto di leggere a 26 anni”.

Da giovanissima ha studiato recitazione, canto e dizione. Appassionata anche di danza, dopo la gavetta in radio, ha debuttato in tv nel 2002 nel programma in onda su Italia 1 ‘Mai dire Domenica’, condotto dalla Gialappa’s Band e dal Mago Forrest. Qui era una delle letteronze, ballerine dello show. “Ho fatto teatro in tempi non sospetti. Perché non avevo la possibilità economica di andare in analisi. E la cosa più vicina all’analisi è studiare teatro che ti porta ad apprendere chi sei. Ma non era mai un desiderio di portare qualcosa in scena. Ho sempre voluto fare televisione, parlare in radio, per me che avevo problemi di scrittura ed eloquio era un sogno e una sfida”.

Nel 2004 diventa una delle ragazze di ‘Campioni – il sogno’, un reality sportivo dedicato al mondo del calcio. Sino al 2005 ha condotto un magazine su Sky. Sino al 2007 ha guidato un programma di cui era anche autrice ‘A casa di Andrea’. Dal 2014 ha condotto per tre edizioni il programma ‘Stracult’. Nel 2015 lo storico programma calcistico ‘Il processo del lunedì’.

Da qui la sua carriera ha preso il via con la presentazione di programmi di successo: ha commentato il concerto evento ‘One Love Manchester’ e ha condotto i ‘Nastri D’Argento’. Nel 2018 ha affiancato Renzo Arbore nello show ‘Indietro tutta! 30 e l’ode’. L’anno successivo invece era al timone del programma ‘Guarda…Stupisci’. Ha condotto lo scorso anno, insieme al giornalista e conduttore Marcello Masi, la versione estiva del noto contenitore pomeridiano di Rai 1 ‘La Vita in Diretta Estate’.

Oltre ad essere una conduttrice di successo, appassionata di recitazione, nel 2020 ha debuttato al cinema come attrice nella commedia romantica ‘Divorzio a Las Vegas’ dove tra l’altro ha affiancato il marito Francesco Montanari, sposato nel 2016, noto per aver interpretato, tra i tanti ruoli televisivi, quello del Libanese nella serie tv di successo ‘Romanzo Criminale’. Di questa esperienza, Andrea racconta con la sua solita ironia: “Quando ti si presenta a 37 anni l’opportunità di fare, è un miracolo. È difficile imparare qualcosa di nuovo quando cresci. Di solito usi gli strumenti che hai per fare quel che sai. Ma volevo comprendere se avevo strumenti diversi. Avevo paura di fare una figura barbina, mi sono preparata benissimo. Un mese dopo mi hanno chiamato. Abbiamo subito lavorato sul copione e siamo partiti col set”.

Nella carriera in ascesa della conduttrice, anche delle esperienze musicali. Nel 2003 con Barbara Clara, venezuelana Miss Italia nel mondo nel 2000, ha fondato il duo pop noto anche negli Stari Uniti ‘Cinema2’. Attualmente invece forma con la disk jockey Ema Stockolma il duo ‘Stocklogu’ che ha partecipato a programmi come ‘Aggratis!’ e ‘Jump! Stasera mi tuffo’. Ha pubblicato anche un album dal titolo ‘Chicas de contrabando’.

Non manca poi la radio. È speaker radiofonica su Rai Radio 2 dove ha condotto: ‘I Sociopatici’, ‘The Voice of Radio 2’ ed inoltre ha presentato per diversi anni la diretta del Festival di Sanremo.

In rapida serie programmi che ha condotto tra cui: ‘Sarà Sanremo’, ‘Dance dance dance’, ‘l’Eurovision song contest’, ‘Telethon’, ‘il Festival di Castrocaro’, ‘Sanremo Giovani’ e altri.

È molto brava sui social, sexy, a volte provocatoria, ironica, naturale. Governa perfettamente il rapporto con i follower. “I miei follower sono educati. Io rispondo, se c’è qualcosa che non va ne discutiamo e a volte chiedo scusa se faccio una stupidaggine. I social mi hanno dato tanto. Ho iniziato a fare ‘Stracult’, il mio primo lavoro in Rai importante, perché su Twitter commentavo i film e Marco Giusti mi ha notata. Arbore mi ha chiamato per uno speciale, perché ero attiva su Twitter. La comunicazione è arrivata prima da lì”.

Per concludere non potevamo che parlare di Sardegna, il luogo di origine di suo padre. “Per me le origini sarde hanno un valore particolare – spiega –, ogni estate torno nella ‘mia’ terra e mi piace sentire i racconti dei miei parenti. Ogni tanto, tra l’altro, ci sono persone che mi scambiano per romena, ingannate dal mio nome che in Italia è poco utilizzato per le donne: ora, io non ho niente contro i romeni, ma non riesco a capire come facciano a confondere il mio cognome chiaramente sardo. C’è una cosa sulla quale rifletto spesso, pensando a come sono cresciuti i miei nonni in Sardegna: credo che vivere in quest’isola dia comunque la grande sensazione di possedere la propria terra, anche se non so se vivere qui sia un limite oppure no. Un grande interrogativo, insomma: sei libero o limitato? Ancora non l’ho capito, la certezza l’avrò tra qualche anno”.

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