PER UN FUTURO MIGLIORE, LA STORIA DI ROBERTO CADDEO ED ERIKA ANGIONI EMIGRATI A LONDRA

di GIACOMO PITZALIS

Anche stavolta la speranza è la stessa: realizzare i propri sogni nel cassetto. Anzi, nei cassetti. Si tratta di Roberto Caddeo, 30 anni, di Guasila, e sua moglie Erika Angioni, 25 anni, originaria di Quartu Sant’Elena.
«Siamo partiti nell’ottobre del 2017 dalla Sardegna e, tra tutte le mete disponibili, abbiamo optato per Londra. La decisione di trasferirci è frutto di anni spesi alla ricerca di un lavoro stabile che, ogni volta, ci conduceva all’ennesimo buco nell’acqua.» Una decisione, come il più delle volte accade, dettata dal troppo arido ambiente occupazionale sardo.

«La decisione di lasciare amici e parenti è stata davvero difficile, ma ci siamo trovati di fronte a una scelta obbligata. A malincuore – racconta Roberto – abbiamo capito che la Sardegna non poteva darci un futuro, né per noi, né per la famiglia che vogliamo costruire.»

E proprio questa prospettiva negata ha motivato i due ragazzi a rimboccarsi le maniche e darsi da fare, affrontando insieme le sfide che una megalopoli come Londra presenta. «All’inizio non è stato per niente facile – continua Erika – la distanza dagli affetti, il problema della lingua e il doversi ambientare in un mondo nuovo è stata dura. Ma la stabilità economica e trovare datori di lavoro che ti rispettano e premiano quando occorre ci ha aiutato a scacciare via la nostalgia di casa.»

Molte sono state le esperienze lavorative intraprese: Roberto è stato assunto dalla compagnia Nobu, di Robert de Niro, come Head barback e successivamente come Senior bartender nell’hotel di superlusso “The Stafford London”, famoso per essere aperto da oltre un secolo, Erika invece ha cominciato come cameriera da Nobu per poi ricoprire il ruolo di barista. Una “scalata verso il successo” che ha incontrato però l’ostacolo della pandemia, costringendoli a ricalibrare molto di quanto costruito nel tempo. «Durante il lockdown gli alberghi sono stati chiusi a causa delle restrizioni dettate dal governo inglese. Ma la vita a Londra è cara, specialmente se non si lavora. E così, a luglio, ci siamo spostati nel North Devon, a Exeter.»

Qua Roberto ha abbandonato la ristorazione, riprendendo il lavoro di Operatore Socio Sanitario per cui si era qualificato in Sardegna, mentre Erika è addetta al Tecnical support della compagnia John Lewis. Scelte su scelte che hanno aperto non solo nuove porte a Roberto e Erika, ma anche ulteriori consapevolezze riguardo quello che verrà. «A distanza di quasi 5 anni non ci pentiamo di niente. Nonostante amiamo la nostra terra, il mondo è vasto e tutto da scoprire. Ci sono tantissimi posti ricchi di bellezze naturali, senza tralasciare le differenze tra mondi lavorativi e gestionali. Per quanto riguarda il nostro futuro vorremo sistemarci definitivamente qua: Exeter ci ricorda la Sardegna, è una cittadina con poco più di 100 mila abitanti a circa 20 minuti dal mare e 45 dalle spiagge della Cornovaglia. Logicamente, da sardi, non scambieremo mai le nostre spiagge con altre ma quando vivi a chilometri distanza, allora, vanno più che bene!»

#gazzettamediocampidano

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