MAGIA, PASSATO E PRESENTE IN “TORNIAMOCENE A CASA”: MARIA GRAZIA GROSSO IN LIBRERIA CON UNA STORIA CHE RACCHIUDE LA SARDEGNA PIU’ ANTICA

Maria Grazia Grosso

di FEDERICA CABRAS

Ci sono le spiagge, in Sardegna. Bellissime distese magiche fatte di ciottoli bianchi come la neve. Ah, e l’acqua è così trasparente, in queste oasi di paradiso, e così azzurra che ci si innamora di ogni pietrolina del fondo. Poi, ci sono le montagne. Maestose. Imponenti. Che proteggono, avvolgono come mantelli i paesi. E c’è anche la natura incontaminata e talvolta selvaggia. Potente e prorompente come solo nell’Isola – nella nostra Isola – si può trovare.

Ma c’è una Sardegna nascosta, anche se non troppo, che ogni abitante – nasciamo con il bollino di “figli della nostra terra” – conosce, che sente viva sulla propria pelle nonostante l’epoca moderna e la scienza avanti anni luce rispetto a cinquanta anni fa.

È la Sardegna degli amuleti, del malocchio, delle credenze e delle superstizioni. È la Sardegna della magia, bianca o nera a seconda dell’animo – buono o meno – di chi la partica. È la Sardegna delle donne, soprattutto. Donne forti, che non abbassano mai il capo, che affrontano i problemi a petto in fuori e portamento fiero. E che mandano giù il dolore come si fa con un buon bicchiere di vino, non certe di risolverlo, quel particolare dilemma che le affligge, ma certe che si farà di tutto. Ecco, è la Sardegna delle donne che, fiere e indomite, sono pronte a tutto per proteggere quello che hanno. La propria famiglia, il proprio nome, la propria serenità.

Questa parte, quella spesso considerata cupa ma che a me sembra la più importante e preziosa, dell’Isola è custodita tra le pagine del libro di Maria Grazia Grosso, “Torniamocene a casa”.

Siamo a Nuoro. Luisa è una ultra-novantenne che ha vissuto una vita di patimenti. In un tempo che ora sembra lontano ma che ha lasciato cicatrici importanti, venne mandata via di casa per qualcosa di grave, un segreto di famiglia al quale, fino alla fine, noi lettori non possiamo accedere. Da lì, una vita fatta di tribolazioni.

Arianna è sposata con Giacomo. Ha quarant’anni e dipende da lui a livello economico e affettivo. Grossi macigni risalenti alla sua infanzia le impediscono di vivere i legami in modo normale, sereno. Quindi appare nervosa e insicura, perennemente alla ricerca di attenzioni, anche a costo di umiliarsi.

Le vite di Luisa e di Arianna, però, si uniscono. È il destino stesso a fare in modo che loro si trovino e che vivano insieme un’esperienza magica. A permetterlo, una porta che nasconde, dietro un vento travolgente, un portale per il passato. Un passato dove venne commessa una colpa gravissima, un abominio. Un orrore da sistemare.

Sì, le due donne capiscono presto che esiste un gran legame, tra presente e i giorni che furono. Un filo, quello del fato, unisce quello che siamo con quello che avremmo potuto essere. D’altronde, ognuno di noi lo sa: da ogni azione, deriva una condizione.

Pensiamo alla nostra vita, al nostro presente, a quello che conosciamo come l’unico modo in cui sono andate le cose; bene, ora invece concentriamoci su tutte quelle scelte che, fatte cinque, dieci, vent’anni fa avrebbero potuto renderci persone diverse, con una vita diversa, pensieri diversi e quotidianità diverse.

Ho adorato questo libro in ogni sua pagina. Ho centellinato ogni parola come si fa con lo champagne, prendendomi il tempo di analizzare ogni parte. Di perdermi dentro tradizioni così familiari. Di rinnamorarmi di una terra, la mia, che ci culla come una Madre e che, esattamente come una Madre, ci insegna tanto e ogni giorno e le lezioni non sono sempre semplici ma fanno crescere. Sempre. Comunque.

In questo testo, il legame tra donne che, quando in Sardegna si crea, è più forte di qualsiasi convinzione. In questo testo, il potere dell’orgoglio. In questo testo, l’opportunità di redimersi – ‘ché alla fine tutti noi facciamo degli errori e se, talvolta, ci viene dato il modo di rimediare completamente è solo un bene, un modo per addormentarsi sereni. In questo testo, colpe e perdono, affanni e gioie. In questo testo, destino e fili che si intrecciano e si uniscono creando trame pregevoli e particolari.

2 pensieri riguardo “MAGIA, PASSATO E PRESENTE IN “TORNIAMOCENE A CASA”: MARIA GRAZIA GROSSO IN LIBRERIA CON UNA STORIA CHE RACCHIUDE LA SARDEGNA PIU’ ANTICA”

  1. Ho ricevuto il libro come regalo di compleanno e l’ho gradito tantissimo.
    Una storia bellissima, magica ed emozionante fino all’ultima pagina.
    Complimenti !

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