DALLA PRIGIONE IN GERMANIA ALLA CARRIERA SCOLASTICA: PRESIDE PILI, ESEMPIO DI FEDE E RIGORE MORALE

Sebastiano Pili

di LUCIA BECCHERE

Sebastiano Pili, nato ad Orune nel 1921 primogenito di 5 figli, compagno di scuola alle elementari del futuro giurista Antonio Pigliaru, ha conseguito a Nuoro il diploma magistrale. Insegnante di prima nomina ad Aritzo, qualche anno dopo fu richiamato alle armi e prima di essere inviato tenente carrista sul fronte greco albanese, ha frequentato la scuola militare per allievi sottufficiali a Rieti.

A Tirana fu fatto prigioniero e deportato in Germania per 3 anni e mezzo in un campo di concentramento. All’arrivo degli americani riuscì a sfuggire ai tedeschi che avevano tentato più volte di fucilarlo, salendo su di un treno che ruotava per portare in salvo i prigionieri.

Dato per disperso, ai familiari giunse inaspettata una cartolina con i suoi saluti. Al suo rientro ad Orune, un paese intero lo accolse con grande affetto ed emozione.

In seguito verrà insignito della medaglia al valore militare.

Sopravvissuto ai maltrattamenti, alla fame e alle malattie, aveva perso tutti i capelli e pesava poco più di 30 chili, era fisicamente e moralmente distrutto. Presto volle riprendere in mano la propria vita e proseguire gli studi. A Nuoro consegui la maturità classica da privatista e nel ’53 si laureò in chimica all’Università a Cagliari. Per qualche anno insegnò al tecnico e alle magistrali e nel ‘58 fu direttore della scuola di avviamento professionale di Orune istituita nel ‘56. Dal ‘60 ha guidato la scuola media sezione staccata di Bitti che diventerà autonoma nel ’63. Nel ’67 la scuola troverà collocazione in una moderna struttura dotata di aule speciali, laboratori, biblioteca, palestra e perfino di un campetto per le varie attività sportive.

Un fiore all’occhiello di edilizia scolastica che accoglierà 15 classi con circa 300 alunni, un corso serale per lavoratori a fronte della realtà odierna che annovera una sessantina di alunni in sole 3 classi. Guiderà per 18 anni l’Istituto scolastico con impegno e rigore avendo a cuore la formazione dei giovani. Sguardo diretto, franco nel parlare, amava l’ordine, le regole e la pulizia.

Varcato l’uscio dell’Istituto si veniva pervasi dal profumo di caffè e di pulito. Bustianu Pili era La Scuola Media.

Chi, come la sottoscritta, lo ha avuto come preside – ho fatto il battesimo del mio insegnamento nella sua scuola – ha potuto apprezzare le sue indubbie qualità umane e professionali. Riservato e discreto, il suo esempio era la lezione più incisiva.

Ricordo il mio primo scrutinio da lui presieduto, quando giunti all’alunno Pili Giuseppe, rivolgendosi a noi giovani insegnanti disse: «Questo è mio figlio – disse – non toglietegli nulla, ma non dategli nulla».

Rimasi colpita dalle sue parole, erano la misura della sua integrità morale.

«Bustianu aveva il cuore d’oro – questo il ricordo della sorella Mariuccia, 88 anni – la sua era una rigorosità prima imposta a se stesso e poi agli altri, era così anche in famiglia». Da bambino lo raccontano vivace, uno stimato giovane leader che sapeva trascinare i ragazzi del vicinato nei momenti di vita comunitaria.

Appassionato di fotografia, aveva una spiccata dote per il disegno ornato. Era un fervente credente impegnato nel sociale.

Componente del consiglio pastorale di Orune, responsabile della sezione Asci (Associazione scout cattolici italiani) sotto la guida di don G. A. Pala e Monsignor R.

Calvisi, organizzava i campi regionali con monsignor Ottorino Alberti con il quale aveva un rapporto privilegiato.

Consigliere comunale nel ’46 con la prima sindachessa d’Italia Margherita Sanna, sua zia materna.

Qualche anno dopo il suo pensionamento, venuta a mancare la moglie si ritrovò solo con due figli ancora troppo giovani, assumendo su di sé la responsabilità di entrambi i genitori. Il 20 agosto 2005 si è addormentato per sempre, in punta di piedi come era vissuto. Aveva 84 anni.

per gentile concessione de https://www.ortobene.net/

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