LA FESTA DEL “VECCHIACCIO” GIUSEPPE FERRARI: I 90 ANNI DEL SOCIO CO-FONDATORE DELL’ASSOCIAZIONE “QUATTRO MORI” DI LIVORNO

in primo piano Giuseppe Ferrari fra Antonio Deias e Giorgio Canu

di ROBERTO OLIVATO

Un compleanno fuori dal comune quello che l’Associazione Culturale Sarda Quattro Mori, ha organizzato per il socio co-fondatore Giuseppe Ferrari per il suo 90esimo genetliaco. Per gli intervenuti si è trattato di un’interruzione dei vincoli pandemici, anche se le misure anti Covid erano severamente rispettate, ma il ritrovarsi amici, soci e parenti del “vecchiaccio” ha rappresentato un tentativo di ritorno alla normalità, dove gli affetti e l’ospitalità sarda erano palpabili, anche per chi era estraneo a quei legami. Il festeggiato è una di quelle figure di origini sarde, precisamente della Maddalena, trapiantate a Livorno ma con tanta nostalgia nel cuore, che hanno saputo crearsi uno spazio nella nostra città. Beppe, soprannome affibbiatogli dai soci dell’Associazione, sin dal 1949 e per 63 anni ha diretto il Teatro Pio X in Borgo Cappuccini, creando la compagnia teatrale Metello, composta da cinquanta elementi.

Maestro cosa ci può dire di quegli anni? “Fu un periodo bellissimo, erano gli anni del dopoguerra e c’era tanta voglia di rinascita e la nostra compagnia aveva una grande voglia di riscattare i tanti anni di sofferenze belliche e così mettemmo in scena molti spettacoli dove, partendo da Livorno girammo tutta Italia, da nord a sud comprese le isole.”

Oltre a spettacoli teatrali di prosa facevate anche l’operetta? “Assolutamente si. Grazie all’operetta riuscimmo ad attrarre molti giovani che si entusiasmarono e ci seguirono per anni.”

Gli interventi di Antonio Deias, l’attuale presidente e di Giorgio Canu primo presidente dell’Associazione, hanno sottolineato il contributo fondamentale che Ferrari dette alla costituzione dell’Associazione, che ebbe una nascita travagliata come ricordato da Canu, ma che, grazie alla volontà dei trentacinque soci fondatori riuscì a prendere il volo partendo dalla creazione del simbolo che grazie ai quattro Mori presenti nel logo, riuscì ad unire la Sardegna a Livorno. Quasi un gemellaggio come era ed è nello spirito di tutti i soci e nelle attività svolte dal sodalizio. 

Il piacevole incontro è stato allietato da alcuni interventi canori del novantenne Giuseppe, accompagnato alla fisarmonica dal maestro Giorgio Dari, la cui carica emotiva e il mai sopito spirito artistico hanno coinvolto i presenti, toccante anche una sua poesia ”La mia Isola” . Il taglio della torta ha suggellato il momento dello spegnimento delle candeline.

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