ANCHE LE FIABE AIUTANO A CONOSCERLO: A TU PER TU CON LAURA MELIS, STUDI E LAVORO SUI DISTURBI DELLO SPETTRO DELL’AUTISMO

Laura Melis

di LUCIA BECCHERE

Il 2 aprile scorso è stata celebrata la Giornata Mondiale per l’autismo, istituita nel 2007 dalle Nazioni Unite.

Una giovane nuorese, la dottoressa Laura Melis, studia e lavora sui disturbi dello spettro autistico. Laurea specialistica in intervento psicologico dello sviluppo e nelle istituzioni socioeducative alla Sapienza di Roma e laurea di primo livello in psicologia dello sviluppo e dell’educazione a Firenze, abilitazione all’esercizio della professione di psicologa, conta al suo attivo numerosi corsi di formazione, specializzazione in psicoterapia cognitivocomportamentale.

Laura, perché ha scelto di fare la psicologa? «Il mio desiderio è sempre stato quello di capire i comportamenti e le interazioni tra le persone e essere d’aiuto a curarne le alterazioni».

Cos’è l’autismo e qual è la situazione nel nostro Paese? «Un disturbo del neuro sviluppo che si manifesta con un’ampia gamma e livelli di gravità. Impedisce di interagire in maniera adeguata con le persone e l’ambiente. In Italia 1 bambino su 77 (età 7/9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi. In Sardegna abbiamo 1800 casi di cui 400 femmine e 1400 maschi con il 6% a Nuoro».

I segnali? «Nei primi anni di vita il bambino può manifestare una debole attenzione al coinvolgimento dell’altro, scarso sviluppo del linguaggio e di strumenti alternativi per farsi capire, quali la gestualità e la mimica facciale».

Come avviene la diagnosi? «Dallo specialista in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (età evolutiva) e dal medico specialista in psichiatria (età adulta)».

Parliamo di prevenzione. «Le conoscenze dell’eziologia (scienza che studia le cause di un fenomeno) dei disturbi dello spettro autistico sono ancora insufficienti per avere indicazioni specifiche a carattere preventivo.

La letteratura scientifica conferma che i fratelli dei bambini autistici hanno una maggiore probabilità di avere un disturbo del neuro sviluppo rispetto alla popolazione generale. Certo un monitoraggio specifico per la diagnosi precoce permetterebbe interventi tempestivi».

Come viene percepito dalla società questo fenomeno? «L’opinione pubblica è sempre più sensibile a tematiche come la diversità e l’inclusione, tuttavia nei diversi settori (sportivi, commerciali, di ristorazione, ecc.) c’è molto da fare e le best practice (le procedure più significative) restano delle eccezioni. “L’autismo non è un errore di sistema, è un altro sistema operativo”, questa fetta di società è poco rappresentata nel mondo del lavoro dove devono avere uguali opportunità di dimostrare le proprie capacità».

Quanto è importante la scuola? «La legge 104 del 1992 che prevede la scolarizzazione di tutti i minori in situazioni di handicap, ha consentito ad insegnanti e alunni con disabilità una esperienza reciproca. Molto spesso all’istituzione è stato erroneamente richiesto un impegno eccedente finalità e possibilità intrinseche e si è confuso il suo ruolo pedagogico e sociale con il percorso riabilitativo vero e proprio. Ciononostante il corpo docente si è distinto in questa sfida con notevoli risultati, ma sono molti ancora gli errori, le intolleranze e i silenzi».

Parliamo di lockdown e autismo. «Le difficoltà socio-comunicative non giovano ai soggetti autistici. Il contenimento del disagio e degli effetti del lockdown è stato direttamente proporzionale alla capacità/possibilità di ricevere risposte ottimali dall’ambiente fisico e relazionale delle famiglie. Per consentire di tenere in piedi un meccanismo interattivo fra specialisti, genitori e bambini, i terapeuti hanno proposto delle attività che vanno dalla neuro psicomotricità, alla musicoterapia, dal lavoro osteopatico alle attività ludicoricreative fino alla favola cantata».

Sua la fiaba “Cingo, un cinghialetto speciale”. Perché le storie aiutano? «Il racconto fiabesco utilizza il linguaggio della fantasia e della metafora: strumento che consente di affrontare temi, situazioni e accadimenti in maniera protetta permettendo ai piccoli non solo di relazionarsi coi loro amici autistici ma anche di comprendere concetti altrimenti impossibili da veicolare». 

per gentile concessione de https://www.ortobene.net/

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