DUE “INDIANA JONES” RACCONTANO LA SARDEGNA: L’IMPRESA PIONIERISTICA DI UN’ARCHEOLOGA E DI UNA VIDEOMAKER ALLA SCOPERTA DELL’ISOLA MENO CONOSCIUTA

Ilaria Montis e Adriana Giangrande

Un viaggio no stop, lungo un mese e 3000 km, per scardinare il limitativo cliché sulla Sardegna isola delle vacanze estive e mostrare i sui sorprendenti itinerari fruibili anche nel mese più freddo e meno turistico dell’anno: febbraio. Con questa idea è nata “Sardegna sacra on the road”, l’impresa pionieristica di Ilaria Montis, archeologa e divulgatrice e Adriana Giangrande, fotografa e videomaker che dal dal 1° al 27 febbraio 2021 hanno coinvolto migliaia di follower collezionando 22 video documentari e altrettante dirette giornaliere che hanno raccontato 30 località sparse in tutta la Sardegna. Il viaggio si è svolto lungo un itinerario che ha coperto gran parte dell’isola: dalla Marmilla, al Guilcer, dal Montiferru al Meilogu fino ad Alghero per poi spostarsi in Anglona toccare il Logudoro e arrivare fino all’estremità della Gallura. Il viaggio è poi proseguito verso sud nelle Baronie e passando per la Barbagia è arrivato in Ogliastra. Infine nell’ultima settimana sempre a bordo del furgoncino Volkswagen, base operativa mobile anche per eventuali montaggi e pernottamenti on the road, Ilaria e Adriana hanno affrontato la discesa a sud per raggiungere l’Iglesiente e le isole di Sant’Antioco e San Pietro, risalire nel Campidano e terminare il percorso nell’alta Marmilla con due puntate sul Monte Arci.

Laureata in archeologia all’Università di Pisa con una specialistica in Geotecnologie Ilaria Montis torna in Sardegna con l’idea di approfondire il suo lavoro di ricerca sul territorio. «Il mio interesse – dice Ilaria Montis – da sempre è quello di studiare il patrimonio ultramillenario della Sardegna, di raccontare quella storia che non si trova nei libri di storia, ma che da sempre ci raccontano le pietre e monumenti che le antiche civiltà della Sardegna ci hanno lasciato in eredità. Con questa idea nel 2016 ho dato il via al progetto “Sardegna Sacra” di cui la recente esperienza on the road è una costola. Ciò che mi interessa non è solo organizzare visite agli spettacolari monumenti della nostra isola ma invitare anche i visitatori ad una comprensione più profonda, interiore, di quello che sono stati e sono ancora i luoghi sacri ancestrali. Nei nostri itinerari l’approccio divulgativo parte dai dati ricavati dalla moderna ricerca archeologica, e in particolare di quella che è definita “archeologia del Sacro”. Ma gli spunti di riflessione provengono anche da altre discipline come l’antropologia, la storia delle religioni, la psicologia».

Montis seguendo questa strada decide anni fa di ampliare il suo curriculum conseguendo il titolo di insegnante “mindfulness” scegliendo così di affiancare alla ricerca scientifica un percorso formativo professionale di alto livello che insegna a vivere in modo più consapevole. In questi cinque anni di attività “Sardegna sacra” ha organizzato centinaia di eventi seguiti da migliaia di persone e ha superato abbondantemente i 20.000 follower nei canali social. «I luoghi che invitiamo a conoscere – prosegue Montis – esprimono una saggezza antica quanto universale, che in questo periodo come non mai ci può essere di ispirazione nel ritrovare noi stessi, il contatto con chi siamo veramente, il rapporto con la terra, con gli elementi, con la natura, con gli archetipi che ci abitano in quanto esseri umani. Riscopriamo una conoscenza antica che legava la terra al cielo, che celebrava le leggi della natura e del cosmo con il perfetto equilibrio di realizzazioni architettoniche che ancora oggi ci sbalordiscono per la bellezza e la grandiosità, e che ancora oggi, pur disponendo di tecnologie avanzate, non saremmo in grado di riprodurre».

Ma oltre la bellezza e la riscoperta del fascino ancestrale delle località esplorate, molte delle quali poco note perché fuori dagli itinerari turistici tradizionali, il nuovo progetto “On the road” è riuscito a concretizzare un nuovo modo di fare divulgazione e promozione turistica del territorio in maniera sostenibile e a budget zero facendo dialogare gli operatori del territorio. «Accanto a noi in ogni puntata – prosegue Montis – a presentare le peculiarità dei vari siti si sono avvicendati operatori culturali e turistici ma anche semplici abitanti della zona animati dal desiderio di condividere con noi la loro conoscenza di storie, prodotti dell’artigianato e piatti tipici locali. Abbiamo dato voce a guide turistiche e escursionistiche, associazioni, cooperative, imprese agrituristiche. Abbiamo così attivato una rete informale di partner e sostenitori basata sulla circolarità e sullo scambio reciproco».

«Prima di realizzare il progetto – continua Montis – abbiamo lanciato la nostra richiesta di sostegno sui social e ci hanno risposto davvero in tanti così grazie all’ospitalità offerta con pernottamenti e pasti dai vari partner il progetto è stato realizzato a costo zero e le tante donazioni libere arrivate dai nostri follower ci hanno permesso di pagare le spese vive del progetto e del viaggio. In questo particolare momento, nel quale la pandemia ruba la scena a tutto il resto, credo sia un grande risultato. I nostri partner hanno avuto la possibilità di raccontare il loro territorio e le bellezze naturalistiche, i loro beni culturali, le proprie attività e realtà. Abbiamo dato voce e persone esperte e competenti che con la passione e l’emozione del racconto che nasce dall’esperienza personale ci hanno mostrato però anche il loro lato più vero e autentico. Il fatto di aprire con una diretta quotidiana e girare, montare e pubblicare il nostro documentario sui social in serata per poi ripartire per una nuova tappa credo sia stato una formula coinvolgente per le migliaia di follower che ci hanno sostenuto. Abbiamo dimostrato che l’immagine di una Sardegna immobile e cristallizzata, non corrisponde alla realtà dei fatti. I vari partner coinvolti stanno creando già progetti comuni”. I video di On The Road su You Tube descrivono una realtà fatta di persone dinamiche che operano in piccole comunità spesso tra mille difficoltà, spinti dalla passione e dall’entusiasmo». «La Sardegna deve essere raccontata per ciò che è – conclude Montis – con le sue meraviglie e le sue straordinarie bellezze ma anche con le sue cicatrici e i tanti problemi per superare i quali non dobbiamo né possiamo abbassare la guardia».

Il lavoro di “Sardegna sacra” prosegue ora con un nuovo viaggio nel tempo a cui potranno aderire al massimo dieci persone. L’itinerario è ancora top secret ma il titolo annuncia “Un viaggio nell’anima nascosta della Sardegna”. Per sette giorni dal 18 al 24 aprile i partecipanti potranno immergersi in un affascinante percorso di conoscenza alla scoperta dei santuari delle antichissime civiltà sarde. Info sardegnasacra@gmail.com

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