IL PROGETTO “OLYMPIAS” SBARCA NEGLI EMIRATI ARABI: CON ROBERTA MUSCAS, IL RECUPERO DEI GIOCHI TRADIZIONALI DELL’ISOLA A L SHARJAH HERITAGE DAYS

Roberta Muscas

di ANTONIO PINTORI

Un’altra importante vetrina internazionale per il progetto “Olympias” sul recupero dei giochi tradizionali, nato grazie alla promozione del Consorzio turistico “Due Giare”. Proprio Olympias ha rappresentato l’Italia alla diciottesima edizione del “Sharjah Heritage Days”, ovvero “I giorni del Patrimonio” a Sharjah, uno dei sette Emirati Arabi. A rappresentare il format nato in Marmilla dalla ricerca antropologica di Roberta Muscas c’era proprio Roberta Muscas, dell’associazione sportiva “Nayeli”, che da alcuni anni si occupa dell’implementazione dello stesso format gestendo il progetto con il Consorzio “Due Giare”. Sono stati giorni entusiasmanti, ha riferito Muscas, oramai è certo. Il nostro format di Olympias sarà esportato nell’Emirato di Sharjah, che ne farà una manifestazione internazionale con la nostra partnership. L’ha seguita il presidente del Consorzio turistico dei 12 comuni della Marmilla Lino Zedda: E’ stata un’occasione importante per rafforzare i nostri rapporti e far crescere Olympias nel mondo.

La manifestazione è stata organizzata nell’emirato arabo dallo Sharjah Institute for Heritage, una sorta di Ministero della Cultura di Sharjah. L’obiettivo è stato la tutela del patrimonio culturale e identitario e il trasferimento alle generazioni future, ha spiegato sempre Muscas, cibo, artigianato, danze, musiche, letteratura sono stati gli elementi focus del festival. La location è stata Hearth of Sharjah, il cuore di Sharjah, la città storica recuperata grazie all’omonimo progetto di riqualificazione dell’area. Un progetto che anni fa avevamo visto sulla carta e che ora si è concretizzato, ha aggiunto la rappresentante di Olympias al festival, Sharjah è uno degli Emirati Arabi più attenti alla tutela della cultura, delle tradizioni e alla loro trasmissione, appunto, alle nuove generazioni. Oltre 500 eventi e attività in tre settimane, dal 20 marzo al 10 aprile, tutti fruibili ai visitatori in piena sicurezza. Oltre 29 Paesi ospiti, la Repubblica di Montenegro ospite d’onore e Kazakhstan come ospite speciale. E ancora Bielorussia, Macedonia, Tajikistan. Bulgaria, Arabia Saudita, Oman, Kuwait, Bahrain, Maldive, Yemen, Egitto, Italia, Spagna, Francia, Sudan, Libano, Marocco, Palestina, Algeria, Siria, Kenya, Tunisia, Mauritania, Iraq, India. A Sharjah sono riprese anche le attività e le iniziative culturali, 9 milioni di abitanti, di cui 7 milioni già vaccinati contro il Covid e proprio con questo evento il Governo ha voluto dare un segnale di ripresa.

Al festival doveva essere presente anche il presidente delle Due Giare Lino Zedda, che ha però dovuto declinare l’invito all’ultimo momento per problemi burocratici. Ho inviato una lettera di scuse al referente del Ministero di Sharjah per la mia impossibilità a partecipare, ma, grazie agli aggiornamenti della dottoressa Muscas, ho seguito, tappa dopo tappa, la nostra presenza all’evento. Roberta Muscas ha partecipato alla cerimonia di apertura e alle attività in programma con i rappresentanti dell’Institute. Ma è stata intervistata come rappresentante dell’Italia dalla tv nazionale, avendo così modo di promuovere, ancora una volta, i contenuti e la missione di Olympias. La manifestazione da oltre un decennio promuove il recupero dei giochi di un tempo fatto di materiali poveri, coinvolgendo i ragazzi e gli anziani della Marmilla e di altri comuni sardi attraverso laboratori e poi sul campo con una simpatica e entusiasmante olimpiade, un torneo fra archi, trottole e sacchi. Muscas ha assistito a diversi momenti del festival: canti, danze, rappresentazione dei giochi tipi di Sharjah, diverse attività tradizionali, come la lavorazione del pesce appena pescato. Le politiche basate sulla tutela della cultura dell’emirato di Sharjah sono l’elemento centrale, dal quale può ripartire la crescita umana soprattutto in questo momento particolare della pandemia, ha detto Muscas a una televisione dell’emirato, la speranza per il futuro è che ci si ritrovi sempre di più assieme attorno alla cultura per una crescita comune.

Intanto c’è un futuro per Olympias nello stato di Sharjah. Ce lo avevano annunciato in passato, ce lo hanno ribadito durante i giorni della mia presenza al Sharjah Heritage Days: l’Emirato di Sharjah intende adottare il format e trasferirlo nel loro contesto locale, facendolo diventare una manifestazione internazionale, ha precisato Muscas. Il rapporto di cooperazione e amicizia fra Sharjah, l’Italia e la Sardegna, dura oramai da dieci anni e cammina sui binari del recupero del gioco tradizionale. A dicembre 2019 l’ultimo incontro con il Governo di Sharjah, che dichiarò di voler investire sul progetto internazionale. Un incontro in occasione dell’inaugurazione del Cico, un centro internazionale che racchiude organizzazioni culturali di tutto il mondo. Fra le quindici organizzazioni presenti c’è anche uno spazio per il nostro Olympias. Lo stato dello Sharjah inoltre è stato spesso ospite delle nostre edizioni della manifestazione sul gioco tradizionale. Questo è lo scenario futuro interessante. Il presidente Zedda ha chiuso: Percorso dunque già condiviso e ulteriormente definito di realizzare un evento internazionale sul gioco come patrimonio identitario, nel quale la Sardegna, OIympias e il nostro Consorzio avranno un ruolo fondamentale.

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