IL PASCALE DI CAGLIARI, UN VITIGNO A BACCA ROSSA COLTIVATO IN SARDEGNA

Virgilio Mazzei, il nostro esperto sommelier

di VIRGILIO MAZZEI

La sua presenza nel territorio della provincia di Sassari ha una percentuale pari al 20% della produzione regionale; è invece superiore nella provincia di Nuoro, dove la produzione è decisamente abbondante.

Il Pascale di Cagliari è conosciuto anche come Barberone e Giacomino.

Storicamente viene indicato come vitigno di origine incerta, ma trova somiglianza con il Giacomino toscano.

Qualche studioso lo indica quasi come uno stretto parente di quest’ultimo, modificato nel tempo dai vignaioli.

In Gallura – dove è presente in quasi tutte le vigne – quando si parla di Pascale di Cagliari viene spesso menzionato come Giacomino, per cui non si esclude la possibilità che la provenienza possa essere toscana.

Il trasferimento del vitigno dalla Toscana alla Sardegna sarebbe stato favorito dai costanti e lunghissimi scambi commerciali che vi sono stati in passato, soprattutto nel settore mercantile.

Grazie alla sua aromaticità e ad altre caratteristiche organolettiche, il Pascale di Cagliari è un’uva che si presta ad un felice assemblaggio con cannonau e cagnulari: questo lo rende un componente di pregio nel mondo della viticoltura sarda.

Il suo utilizzo in purezza è poco frequente, è invece ricercato per gli assemblaggi di qualità.

È un vitigno che ama i terreni argillosi con scarsa umidità.

È resistente alla peronospora, ma lo è meno all’oidio. Ha buona resistenza al marciume.

Le sue caratteristiche ampelografiche sono:

Foglia: di media grandezza, orbicolare quinquelobata o trilobata, seno a lira peziolare, dentatura regolare;

Grappolo: generalmente grande, semi-serrato e semi-spargolo, cilindro-conico, spesso piramidale. Peduncolo corto e legnoso;

Acino: piuttosto grande, rotondo, buccia consistente, nero violaceo, pruinoso, polpa morbida.

Nel caso di produzione in purezza le sue caratteristiche organolettiche sono:

Colore rosso rubino

Profumo delicato di lampone e frutti rossi maturi.

Sapore vinoso, gradevole al palato, giustamente tannico, fine

La maturazione ottimale di quest’uva si ha alla fine di settembre.

La normativa che regola la produzione e l’utilizzo del Pascale di Cagliari si trova nel Disciplinare del vino “Campidano di Terralba DOC”.

Si presta come uva da tavola.

Considerata la sua ottima struttura si presta a diversi abbinamenti, ma è soprattutto adatto ad accompagnare primi piatti a base di salse insaporite con carni di pregio, arrosti, e grigliate di salsicce.

All’occorrenza, non disdice il connubio con selvaggina nobile.

Il vino prodotto con uva Pascale di Cagliari va servito ad una temperatura di 18 gradi con calici a medio stelo, leggermente bombati.    

4 pensieri riguardo “IL PASCALE DI CAGLIARI, UN VITIGNO A BACCA ROSSA COLTIVATO IN SARDEGNA”

  1. Ringrazio con un cin cin gli amici Roberta, Paolo e Lina per le gentili espressioni. Vi abbraccio. Virgilio.

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