RACCONTARE IL QUARTIERE DI SANTU PREDU A NUORO CON GLI OCCHI DI CHI CI VIVE: “NOI CHE RESISTIAMO AL VUOTO CHE CI CREATE INTORNO”

Piazza del Rosario Ph. Gigi Murru

di CHIARA MANCA e MAURA FANCELLO

È del 15 Gennaio l’articolo dell’Unione Sarda: “Noi che resistiamo nel vuoto di Santu Predu” firma di Nicola Pinna, che a pagina intera, racconta il quartiere di Santu Predu. Il riassunto? Una descrizione lamentosa e triste: il patrimonio è trascurato, mancano i giovani, i negozi sono chiusi e il quartiere è un agonizzante regno dei ratti. Se anche fosse vero, e così non è, come si può pensare che leggere quelle parole aiuti a migliorare la situazione? Le parole sono importanti e lo sono ancora di più quando sono scritte e soprattutto pubblicate, bisognerebbe pesarle, prima di usarle. Nonostante le difficoltà, (una pandemia globale e un inverno piovoso e freddo) che in questo momento affronta qualunque quartiere, qualunque attività produttiva, qualunque centro storico, non solo a Nuoro, ma in tutto il mondo, a Santu Predu succedono cose belle. Vorremmo dunque raccontare il quartiere attraverso i nostri occhi: quartiere che non solo abbiamo scelto di abitare ma di cui, insieme a tante altre realtà, ci prendiamo cura. Siamo Chiara Manca 33 anni, e Maura Fancello 31 anni, due giovani in carne ed ossa, fra i tanti che abitano Santu Predu e se ne prendono cura. Vorremo rassicurarla signor Pinna: Santu Predu è viva! Vi proponiamo dunque qualche spunto positivo per le vostre passeggiate in uno dei due centri storici della città di Nuoro. Dovete sapere che a Santu Predu nelle sere d’estate le anziane si siedono in piazza con i nipoti e che avvicinandosi a salutarle, si guadagna almeno un biscotto fatto in casa. Qui, infatti, vive ancora un senso di comunità: per strada ci si riconosce e saluta, si condividono storie e racconti. Il pomeriggio i bambini giocano ancora a palla di fronte alla chiesa del Rosario e non vivono alcun pericolo, ma un’infanzia protetta e serena. E’ decisamente un bel quartiere in cui crescere una famiglia! Nonostante ci siano diverse case disabitate o in vendita, alcuni giovani hanno provato a ripopolare il quartiere con cultura e creatività. E’ questo il caso dell’associazione culturale Tambéne che qualche mese fa ha colorato le mura del mulino Gallisai facendone cornice di un contest internazionale per illustratori. E’ questo il caso di Casa Manconi, una casa storica, riaperta e abitata, foresteria e Hub creativo di Sardegna Teatro, che al suo interno accoglie gli ospiti nazionali ed internazionali che popolano il Teatro Eliseo. Nei suoi già tre anni di attività ha dato vita al Language Garden, un laboratorio di lingua inglese, e oltre 30 manifestazioni ed eventi culturali. Sulla stessa via c’è anche Casa Rossi, un’altra casa storica, in cui hanno luogo presentazioni di libri, eventi e dibattiti. Se girate l’angolo, proprio su piazza del Rosario, troverete il MANCASPAZIO, una galleria d’arte che negli ultimi due anni ha realizzato a Santu Predu 30 mostre, richiamando oltre 150 artisti da ogni parte del mondo, con più di 600 opere esposte. Questa “piccola” galleria è stata selezionato dalla Fondazione MAXXI di Roma come uno dei più innovativi spazi espositivi indipendenti in tutta Europa. Nella biblioteca del Magazzino of Italian Art di New York ci sono proprio i suoi cataloghi, a disposizione di migliaia di lettori ogni giorno, direttamente da Santu Predu. Nonostante l’incertezza di questo momento storico, due nuovi spazi sono stati aperti nell’ultimo anno proprio a Santu Predu. Il primo, fresco di inaugurazione, è il MancaZZino, uno spazio espositivo in via Chironi 28. Il secondo è l’ufficio della StartUp nuorese We Are Shardana, in via Chironi 29. Purtroppo il Covid ne ha impedito l’inaugurazione, ma dietro quelle mura ci sono giovani, tra i 27 e i 35 anni, con idee innovative volte alla valorizzazione del patrimonio culturale, enogastronomico e artigianale della Sardegna. Se passeggiate per le strade di Santu Predu, oltre che il bar di Christine e la pasticceria Coroemendula, trovate Sinzos, il laboratorio di ceramiche artistiche di Laura Puggioni. Proseguendo per la stessa strada c’è il centro estetico aperto appena due anni fa, addentrandosi un poco nei vicoli il laboratorio sartoriale di Ichigo Lab. Anche un’altra sarta ha da poco aperto bottega proprio su piazza Salvatore Satta, quella adornata delle statue di Pinuccio Sciola. Passeggiando per Santu Predu ritrovate inoltre la Casa Museo di Grazia Deledda, Premio Nobel a cui Nuoro ha dato i natali, continua fonte di ispirazione e tenacia per i nuoresi. Tutte queste cose, e sono solo alcune, succedono a Santu Predu, oggi e negli ultimi anni. Quello che abbiamo letto oggi farebbe ridacchiare Salvatore Satta, “Santu Predu è il cuore nero di Nuoro” scriveva, ma non perché manchino i giovani, non perché questi vogliono tutto pronto e comodo, ma perché quando si scrivono certe frasi i nostri sforzi quotidiani vengono affossati e deprimono una città che invece, per una volta, vede rifiorire con i giovani il suo centro storico. In questa continua narrazione pessimistica della città, vorremmo dunque accendere una luce positiva sul “nostro quartiere” ed invitare i nuoresi a passeggiare per Santu Predu e riscoprirne la bellezza. Abbiamo investito ogni minuto e ogni risparmio in un quartiere che a leggere il giornale sarebbe da evitare. La domanda è: abbiamo sbagliato tutto noi? o sarebbe meglio costruire con le parole e con i fatti un futuro prospero e condiviso per Santu Predu?

23 risposte a “RACCONTARE IL QUARTIERE DI SANTU PREDU A NUORO CON GLI OCCHI DI CHI CI VIVE: “NOI CHE RESISTIAMO AL VUOTO CHE CI CREATE INTORNO””

  1. Brava Maura…brava Chiara, Santu Predu é magia…avete dimenticato circoli famosi come quello di Ivan o di “Malapedda” ricchi di storia e aneddoti.
    Il comitato del “fuoco di Sant’Antonio” santupredini doc ….che fieri e orgogliosi…di adoperano per il quartiere in cui vivono!
    La mia esperienza a Santu Predu é stata fantastica….mi hanno voluto tutti bene, mi hanno adottato e coccolato ed io anche se distante…mi sento e sono in Santupredino!
    Forza e coraggio!
    Sono con voi!
    Roberto di S’ISCOPILE…il pugliese

  2. Bravissime! Bella risposta😊Tre date dello scorso Patapum festival gremitissime hanno fatto tappa in Piazza Su Cuzone in collaborazione col Comitato di quartiere, esperienza magnifica❤️due anni fa in Piazza Su Rosariu altra magnifica esperienza

  3. Basta con le narrazioni del pessimismo cosmico, a Santu Predu succedono un sacco di cose belle ed é sopratutto nei momenti bui che stiamo vivendo che é importante ricordarle e tenerle strette. Noi continuano a seminare, e come noi tantissime realtà che vivono ogni giorno il quartiere. Coraggio: la primavera si avvicina!

  4. Sono nato e cresciuto a SANTUPREDU ed ancora ci vivo e farò l’impossibile affinche i miei figli, tutti, possano tornarci a vivere e lavorare! Con loro voglio verder crescere i miei nipoti! Perchè ci vivo bene e son cresciuto bene! Ho letto le vs considerazioni e le condivido e le condivido totalmente e spero che presto “la contaminazione ” culturale in atto cresca trasformando un mare di spazi vuoti pubblici “troppi” e privati “troppi”, in luoghi di cultura socialità, divertimento,piacere di stare insieme in un processo continuo di crescita sociale e, importantissimo ,anche economico. Ma vengo al punto che preme da mezzo secolo: voglio condividere questa qualità di vita con altre famiglie ,con altri giovani,con altri nipoti! Come? Facile, riempendo i troppi vuoti lasciati dalle troppe famiglie trasferitesi a istiritta,al nuraghe,in via lazio,a nugoro nobu a sae sulis a pred’istrada, città nuova, città giardino……………….Vorrei che tornassero presto e basta un po’ di volontà politica ed “il ritorno ” potrà concretizzarsi ! Spero che Comune ed Area vogliano cogliere questa opportunità e non solo a SANTUPREDU ma anche a SEUNA e al CORSO GARIBALDI!

  5. Santu Predu è veramente il cuore di Nuoro, la sua anima più schietta; la scelta di Chiara prima e dei ragazzi che hanno fondato We are Shardana poi ha dato impulso e linfa ad un ambiente già in precedenza vivace, grazie alle piccole e preziose attività già esistenti. Concordo sul fatto che la qualità di vita del quartiere sia assolutamente alta; mi sembra giusto anche sottolineare che santu Predu vanta una scuola eccezionale, in grado di accompagnare i piccoli ( santupredini e non), dalla prima infanzia sino al completamento delle scuole medie.
    Ogni mattina accompagno i miei due figli in via Malta e sono felicissimo dell’ambiente e della formazione di cui beneficiano.
    La soluzione è dare vita ad attività originali, coraggiose e a portata di mano, e fare rete, coinvolgendo le tante persone di buona volontà e talento che popolano il quartiere. Certo, in questo momento storico Ed economico non è un semplice campare e i guadagni sono di certo ridotti all’osso ma bisogna tenere duro.

    Spetta a noi che viviamo a Nuoro continuare a investire e credere alle realtà della nostra città e nelle sue grandi e ancora non espresse, potenzialità

  6. Da nuorese esprimo tutto il mio apprezzamento per quanto scritto da Chiara e Maura e per il loro coraggio nell’intraprendere a Santu Predu un’importante attività culturale. Anche se residente nel cagliaritano seguo le vicende di Nuoro e l’articolo dell’Unione Sarda mi ha profondamente colpito per la sua superficialità. Un saluto e un augurio a tutti i nuoresi e in particolare ai Santupredini. Andate avanti con coraggio.

  7. Io non sono nata a Nuoro, ci sono venuta a vivere con la mia famiglia che avevo 8 anni. Mia sorella ed io abbiamo frequentato le scuole elementari in via Malta, il catechismo al Rosario ed ora fieramente lavoriamo ogni giorno nella farmacia che è santu predina doc da decenni ormai. Santu Pedru è magica ed è fatta di persone di cuore, che sanno bene il fatto loro ed hanno una forza dentro che ogni volta ci colpisce nel profondo. Viva il quartiere storico di Nuoro, perdersi nei suoi vicoli e ammirarne la storia scritta sui muri. È un luogo unico nella nostra città! Grazie per il vostro contro-articolo, Daniela e Claudia

  8. Sono nato e vissuto a Santu Predu fino al 1998. Da allora ogni tanto per me è d’obbligo la passeggiata intorno a que rione che non dimenticherò mai !!

  9. Bellissima reazione che rimette le cose al loro posto . Per me che sono nata e vissuta fra Santu Predu e Seuna è sempre stato un richiamo fortissimo venire a girare per il vostro fiabesco rione , per conoscere i gutturi con i tanti angolini incantati pieni di storie e di mestieri che al centro mancano ormai da tanto! Quando ero bambina venivo con la mia amica ,che abitava nella stessa casa, a trovare la nonna e le zie a Campo dei fiori passando per quei vicoletti dove i nostri passi risuonavano sull’acciotolato mentre chiaccherando col naso per aria eravamo ammirate del contrasto dei gerani alle finestre e le azalee e le ortensie nei cortili dove sbirciando dai portali potevamo ancora ammirare i cavalli scalpitanti o i carri da buoi e le donne ancora in costume ! Con gli anni non ho mai dimenticato quelle passeggiate e ho cercato persino di replicarle anche da sola per ritrovare i colori , le voci e i profumi che il tempo non ha mai cancellato. Perciò oggi ho grande piacere di trovare delle giovani che difendono a spada tratta la vita di rione che non solo non è mai morta, ma ha trovato sempre nuovi spunti per rivitalizzarsi e rinnovare il fascino della vita comunitaria ! Invidio ancora il vostro piazzale così vissuto che mi fa rimpiangere il piazzale di Santa Maria che ci ha visto crescere chiassosamente coi giochi del tempo nelle lunghe sere d’estate quando anche gli adulti si sedevano fuori a chiacchierare e a prendere il fresco !
    Perciò … complimenti ragazze continuate a salvaguardare le antiche tradizioni comunitarie aggiungendo ci il giusto tocco di novità con eventi incorniciati in quei grandi cortili che danno respiro e fascino alle case di un tempo ancora piene di tracce di un passato mai dimenticato e oggi più rassicurante dei moderni condomini del centro . Continuate a tenerne viva le memoria e a riempirla di nuovi contenuti che spesso ne vengono esaltati . 👏👏👏👏👏😉💝

  10. Personalmente non ho letto l’articolo “incriminato”….so di per certo che dopo anni passati a Roma con il mio compagno abbiamo fatto una scelta di vita e siamo tornati a Nuoro, ho deciso con fermezza di aprire la mia bottega proprio a Santu a Pedru!oramai sono passati quasi 18 anni e sono felice di questa scelta!certo non é stato semplice e ancora meno di questi tempi ma io continuo a crederci a sperare che qualcosa possa cambiare!..sta a tutti noi che la viviamo quotidianamente tenerla viva e a tutti coloro che vorranno crederci come noi, piccole realtà imprenditoriali!….anche io vi ringrazio per la citazione😁

  11. Io vivo da due anni in Santu Predu e ci sto molto bene. Mi piace ciò che si respira e anche la gente. Condivido molto di quanto espresso qui sotto dalla gioventù. Penso che, con un poco di creatività e collaborazione, sii potrebbe fare anche di più.

  12. A Nuoro occorrono queste energie positive per combattere una negatività che non va certo alimentata da valutazioni prive di approfondimenti !
    Santu Predu è il mio quartiere di nascita e nel mio dna c è parte del suo carattere .

  13. Brave! Non ho letto l’articolo di cui parlate, ma posso solo immaginare. Basta parlare male della città e soprattutto di Santu Predu. Mi piacerebbe una politica locale che incentivi i giovani a comprare casa e a stabilirsi definitivamente nel quartiere che è cuore di Nuoro. Era il mio sogno di bambina, quando andavo a casa di mia nonna e dalla finestra guardavamo i cavalli che tornavano da Santu Franziscu… sogno purtroppo mai realizzato. Santu Predu non è da spiegare, è solo da vivere.

  14. Riguardo alla polemica sullo stato in cui versa il quartiere storico di san Pietro a Nuoro, devo dire la mia dal momento che in quel rione trova dimora anche il luogo in cui dipingo e dove ho trascorso parte della mia infanzia. Credo sinceramente che non sia una questione di luogo ma di individui, infatti alcuni sono esattamente come quelli che descriveva la Deledda…che fece di tutto per andare via da li… poi ci sono quelli come me che in quel quartiere sono tornato e ci costruisco il mio futuro. Credo che questa polemica sia basata su cose non vere semplicemente perché ognuno è libero di stabilirsi dove meglio crede, ( il mondo non è santu predu) un clima deleddiano è quello che respiro, un clima pesante e soffocante generato anche da chi è avvezzo alla critica sterile, vive cucendo addosso al prossimo il prodotto del proprie elucubrazioni fecali, vedo un quartiere in cui ci si vuole nascondere dietro all’idea di una atmosfera magica che permetta di girarsi dall’altra parte pur di non vedere il degrado in cui versa…sopratutto in dispregio dei luoghi storici e storicizzati che vi sorgono ma di cui restano solo dei ruderi resi anonimi dall’indifferenza e dal tempo. ripeto il quartiere lo fanno le persone…che per fortuna non sono tutte uguali.

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