“CORONAVERSUS”, L’ANTOLOGIA POETICA CURATA DA LUCIANO PIRAS CON IL COINVOLGIMENTO DEL MONDO DELL’EMIGRAZIONE SARDA ORGANIZZATA

segnalazione di ANGELO CURRELI

Si invitano i circoli degli emigrati sardi ad acquistarne copia, poichè il ricavato verrà donato alla Caritas Diocesana tramite la Curia Vescovile per aiutare i bisognosi

«È successo che all’improvviso la poesia ha avuto i riflettori del mondo puntati addosso. Come a voler ribadire, ancora una volta, la potenza assoluta delle parole. Come se la poesia fosse l’unica via d’uscita possibile in un momento storico davvero difficile da attraversare. Complici i social network, la poesia è riemersa dagli abissi, ovunque. Poeti noti e meno noti sono tornati a essere fari luminosi per naviganti persi nel buio gelido del mare in bufera. Anche chi non era poeta si è scoperto poeta. Chi non aveva mai letto una poesia, ha cominciato a leggerne una, due, tre… ».​ È con queste parole che Luciano Piras apre l’antologia da lui curata “Coronaversus”, sottotitolo: “Poeti sardi al tempo della pandemia”, appena uscita in sole 400 copie numerate a mano per le Edizioni L’Ortobene con il contributo delle Acli di Nuoro (il ricavato della vendita andrà interamente alla Caritas diocesana di Nuoro). Centoventi pagine, 62 composizioni, ben 54 poeti contemporanei viventi insieme per la prima volta per una causa comune: vincere la sfida contro il Covid 19 e soprattutto riaccendere la speranza per un futuro “normale”.

«La poesia come antidoto al Coronavirus. Come un vaccino per vincere la pandemia. Di sicuro per vincere la solitudine, le paure e le incertezze, soprattutto nei giorni più cupi e pesanti di un annus horribilis straziato dal Covid-19, dal lockdown, dalle restrizioni, dal distanziamento sociale» sottolinea ancora Luciano Piras, giornalista della Nuova Sardegna e scrittore, autore di diversi libri di chiaro impegno sociale.​

È così che è nata questa piccola antologia di poeti sardi al tempo della pandemia. Poeti sardi che Piras è riuscito a radunare insieme attorno al suo blog, @ddurudduru (sul sito internet de “La Nuova Sardegna”), una piazza di incontro virtuale, dove poter condividere speranze, preghiere, illusioni. Un blog diventato una finestra aperta sulla vita in quarantena. Vista, vissuta, subita e comunque testimoniata dai poeti di Sardegna, terra di nuraghi e di pietre, di vento e di mare aperto, terra di poesia. In lingua sarda, soprattutto, ma anche in lingua italiana. Tra i 54 poeti, delle Barbagie come del Sassarese, del Cagliaritano come dell’Oristanese, delle Baronie, del Monteacuto e del Marghine, c’è chi scrive rispettando l’antica tradizione della metrica, c’è chi scrive a briglie sciolte, chi sperimenta e si spinge oltre ogni confine possibile e immaginabile. C’è chi firma veri e propri capolavori, chi lavora di lima e di cesello, chi semplicemente si lascia cullare dai versi che sgorgano spontanei e magari ancora grezzi, appena appena abbozzati.​

«Queste pagine ci fanno riflettere sui fondamentali della vita», evidenzia Giacomo Mameli nella introduzione al volume.

Tanti sono i poeti che scrivendo poesie, stanno implorando il Dio del cielo e i Santi del Paradiso affinché corrano in aiuto dell’Essere umano in pericolo estremo. Tanti altri poeti scavano nel profondo dell’animo alla ricerca di una speranza che vibra. Altri ancora raccontano. Raccontano e invocano maggiori attenzioni e rispetto per Madre Terra, sfruttata e bistrattata, troppo spesso violata e imbrigliata dalle mani ingrate di uomini e donne senza cuore né futuro. “Coronaversus” è questo: una piccola testimonianza di un grande momento storico. «Luciano Piras ha fatto bene a sottolineare “la potenza assoluta delle parole” che una qualificata schiera di artisti sardi gli ha affidato per il suo popolare blog @ddurudduru – sottolinea ancora Mameli -. Perché sono le parole il verbum per eccellenza. Esistiamo perché siamo. Ma, soprattutto, perché comunichiamo, perché cerchiamo di trasmettere i nostri sentimenti, petali ma anche spine, albe e tramonti, l’inno alla vita nella nascita e nella morte. Se poi usiamo le parole nella poesia, il valore di ogni nome, di ogni fonema si esalta. Da Omero a Dante, dalla preistoria a oggi, da Remundu Piras a Peppe Soggiu, la vera arte è l’Ars poetica».​

I poeti protagonisti dell’antologia: Bruno Agus, Alessandro Arca, Antonello Bazzu, Lucia Becchere, Leonardo Angelo Berria, Paolo Francesco Berria, Sandro Biccai, Mary Blindflowers, Gino Calvisi, Lussorio Cambiganu, Giovanni Luciano Canu, Totore Cappai, Angelo Carboni Capiali, Mirko Carta, Luciana Ceriale, Mario Cherchi, Giuseppe Chessa, Sandro Chiappori, Simona Corona, Angelo Curreli (circolo sardo di Trieste), Giuseppe Delogu, Pietro Delogu, Francesca Doddo, Luciano Doddo, Rachel Falchi, Gino Farris, Frantziscu Ghisu, Nicola Loi, Gianni Manca, Elena Loredana Manni, Sebastiano Mariani, Savina Dolores Massa, Alessandro Mele, Peppe Montesu, Tonino (Antonello) Mulas (circolo sardo di Milano), Davide Mureddu, Antonio Murru, Lino Murru, Giovanni Pau, Lorenzo Penduzzu, Jubanne Piga, Nicolò Pinna, Claudio Piras Moreno, Luciano Piras, Antoni Piredda Manca, Mauro Piredda, Pietro Paolo Piredda, Silvestra Pittalis, Enea Pòddie (dae Brebìe), Marino Porcu, Rosalba Satta Ceriale, Gianpaolo Serra, Elettra Vidili e Juanne Villa.   

Una risposta a ““CORONAVERSUS”, L’ANTOLOGIA POETICA CURATA DA LUCIANO PIRAS CON IL COINVOLGIMENTO DEL MONDO DELL’EMIGRAZIONE SARDA ORGANIZZATA”

  1. Se le tristi condizioni attuali, purtroppo create dalle nostre menti e dalle mani, ci costringono a stare a distanza e spesso segregati, a parlare con le maschere e a pensare in sordina, dobbiamo essere davvero grati a questo evento che ci dà la spinta per sognare e vivere!

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