“INFERRU” DI DANIELE ATZENI VINCE Il PREMIO COME MIGLIOR FILM AL BEIJING INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL DI PECHINO

di BRUNO CULEDDU

Incetta di premi  per “Inferru” di Daniele Atzeni.

L’ultimo film del regista iglesiente ha vinto il Premio come Miglior Film al Beijing International Short Film Festival di Pechino. Il riconoscimento bissa quello recentemente conseguito a Brescia quale miglior film alla XIII edizione del concorso nazionale “Roberto Gavioli”, organizzato dal Museo dell’industria e del lavoro.

Premi che ricompensano un’opera originale e potente che restituisce con grande partecipazione le disumane condizioni a cui venivano sottoposti migliaia di uomini nel lavoro di miniera del Sulcis-Iglesiente.

Tutte e due le motivazioni che accompagnano il premio meritano di essere riprese integralmente.

“Inferru rappresenta una descrizione estremamente acuta“, ha scritto la  giuria presieduta dall’artista cinese Yao Mengxi, “della condizione del popolo che vive nel sottosuolo della società. Sensibile e di immediata percezione, la scelta di raccontare la storia dal punto di vista di un fantasma restituisce un senso di orrore: generazioni di lavoratori rinchiuse sottoterra senza via d’uscita; neanche la morte può fermare questa condizione che sarà inflitta alle generazioni future“.

Nella motivazione che ha accompagnato  il premio “Roberto Gavioli” di Brescia si legge:

“Affidato alla voce di un io narrante che da subito ha i toni del narratore epico e che ha vissuto in prima persona una lunga parte della storia dell’estrazione mineraria nella regione del Sulcis-Iglesiente, il documentario si presenta come un racconto originale, complesso, importante umanamente, storicamente e per le sue ragioni politiche. Opera a più dimensioni, capace di ridare voce, respiro e lievito alla memoria di quelle migliaia di uomini, ultimi della Storia, impiegati nell’attività di estrazione, Inferru, con un recupero straordinario di materiali d’archivio, traguarda mezzo secolo di storia di un’attività ormai pressoché estinta. Riconoscendo la maturità e la forza del linguaggio, l’originalità della costruzione narrativa ma anche il coraggio della denuncia di un modello di industrializzazione che non si è curato dei guasti e delle cicatrici lasciati sul territorio e sulle comunità, la Giuria assegna a Inferru di Daniele Atzeni il primo premio della XIII edizione del Concorso nazionale “Roberto Gavioli” per documentari sul mondo dell’industria e del lavoro.”

Il film

“Inferru”, prodotto da Araj Film, è sostenuto dalla Cineteca Sarda, dall’Associazione Culturale Babel, dall’Associazione Paesaggi di Famiglia e dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico AAMOD.

Sinossi

Un anziano minatore, stanco e malato, viene travolto da una frana mentre sta minando una galleria. Sospeso in un vuoto temporale tra la vita e la morte imminente, l’uomo racconta il mondo di Inferru attraverso un immaginifico monologo esistenziale, mescolando passato, presente e oscure premonizioni sul futuro.

Per mezzo dell’utilizzo di materiali d’archivio (da segnalare alcune immagini tratte dal film “L’ultimo pugno di terra” di Fiorenzo Serra), il film rappresenta un ipnotico viaggio tra gli ultimi disperati, folli e al contempo lucidissimi pensieri del protagonista, il quale cerca di chiudere definitivamente i conti con la società e con la propria coscienza.

Il testo, scritto da Atzeni e tradotto in sardo da Ivo Murgia, è interpretato da Giorgio Pinna, mentre le musiche e il sound design sono affidati a Stefano Guzzetti.

Il regista

Daniele Atzeni (Iglesias 1973), dopo il diploma in regia alla Nuova Università del Cinema e della Televisione di Roma, si è dedicato alla realizzazione di documentari e cortometraggi, occupandosi di lavoro, trasformazioni sociali, recupero della memoria storica, ritratti biografici.

Dopo aver lavorato per alcuni anni come aiuto regista e assistente di produzione in cortometraggi e produzioni televisive, realizza nel 2002 il documentario Racconti dal sottosuolo (menzione speciale della giuria al ‘Premio Libero Bizzarri’), storie di vita in miniera e di lotte operaie narrate da tre vecchi minatori e un’anziana cernitrice che lavoravano nelle miniere del Sulcis-Iglesiente. Nel 2005 produce e dirige il documentario La leggenda dei santi pescatori, racconto di una giornata di lavoro dei pescatori di tonno, col quale partecipa a festival e rassegne in Italia, Spagna, Inghilterra, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti, Messico, Australia, ottenendo diversi riconoscimenti. Nel 2010 gira Sole nero (secondo premio nel concorso per progetti cinematografici ‘Il cinema racconta il lavoro’), documentario sui danni sanitari e ambientali causati dal petrolchimico di Porto Torres. Nel 2011 realizza I morti di Alos, falso documentario che racconta la storia di Alos, paese immaginario della Sardegna che fra gli anni 50 e 60 compie un fatale passo verso la modernità. Il film, in concorso a Clermont-Ferrand, riceve numerosi premi in campo nazionale e internazionale. Nel 2012 realizza il documentario Vittorio De Seta e la Barbagia e nel 2015 Madre Acqua. Frammenti di vita di Sergio Atzeni. Ha realizzato inoltre i video museali Cielo di roccia (2004), C’era una volta la miniera e c’è ancora (2005) e La via dell’argento (2008).

Daniele Atzeni ha lavorato in diverse occasioni come operatore di ripresa e montatore e ha insegnato cinema negli istituti superiori e nei corsi di formazione. Nel 2009 ha fondato la casa di produzione Araj Film.

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