I CAMPUS DI PATTADA: UNA FAMIGLIA DI ARTISTI, VESCOVI E PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA

ph: Edina Altara

di ELENA CORVEDDU

A un primo sguardo sembrerebbe un albero genealogico come un altro, ma dopo un’attenta osservazione si iniziano a scorgere i primi nomi illustri. Il paese di Pattada, nel cuore del Logudoro, ha cullato il ceppo dei Campus almeno dal 1680, come si legge nel suo albero genealogico. Dall’unione di Antonio Campus Manca e Lucrezia Virdis inizia la lunga discendenza dei Campus che ci porta fino ai giorni nostri. Nel paese di Pattada il cognome Campus è legato a famiglie di possidenti terrieri benestanti, basta notare i monumenti funerari presenti nel cimitero comunale del paese: i mezzi busti ed epitaffi commemorativi evocano il benessere delle famiglie Campus dell’epoca.

Il cognome dei Campus rivive nel paese di Pattada, in via Roma, dove sorge “Su palatu e Emanuelle” (il palazzo di Emanuele), costruito tra il 1919 e il 1927, sede attuale del municipio. Secondo le fonti storiche il palazzo in stile liberty fu acquistato nel 1938 dal Comune di Pattada, allora governato dal podestà Peppino Pedroni, per la somma di 300 mila lire da pagare a rate per dieci anni. Il palazzo fu venduto dai nipoti di Emanuele Satta Campus dopo la sua morte (1870 – 1936). Nella stessa via sono diverse le abitazioni dei Campus, di ieri e di oggi, tra cui il palazzo de “Mama Ittoria”, Vittoria Chessa Campus, che oggi ospita la biblioteca comunale.
Consultando l’albero genealogico spicca poi una famiglia di artisti: le sorelle Altara. Aurora, Lavinia, Edina e Iride nascono dall’unione di Gavina Campus, appartenente appunto ai Campus di Pattada, con l’oculista Eugenio Altara, originario di Bitti. La famiglia visse a Sassari. Edina (1898-1983), la terza delle sorelle, diventerà illustratrice, pittrice, ceramista e creatrice di moda. Nel 1934 apre a Milano, nella propria casa, un atelier di moda visitato da una clientela di tutto rispetto. Collabora con numerose riviste di moda, illustra libri per ragazzi e lavora alla decorazione degli arredi di cinque transatlantici: Conte Grande, Conte Biancamano, Andrea Doria, Oceania e Africa. L’ultima delle sorelle, Iride (1899-1981), ha la sua stessa vena artistica. Nel 1956 è, con la sorella Lavinia, tra gli espositori della Mostra dell’artigianato di Sassari. Dalle sue mani nascono creazioni in materiali di ogni tipo: dalla pergamena alla palma nana, dal filo metallico al corno.

L’albero genealogico dei Campus vanta tra le sue fila anche un Presidente della Repubblica, Antonio Segni (1891 – 1972). Segni nasce dall’unione di Annetta Campus e Celestino Segni e fu il quarto presidente della Repubblica (1962 – 1964). Donna Annetta Campus (1866 – 1952) nacque da Antonio Campus e Grazia Solinas, tuttora è ricordata a Sassari per le sue opere benefiche verso i più bisognosi. Fu presidente della “Piccola società della carità” e fece parte del consiglio di amministrazione del “Rifugio Gesù Bambino”.

Anche lo stemma comunale di Pattada è una rievocazione dei Campus: riprende infatti lo stemma del vescovo pattadese Filippo Campus Chessa (1817 – 1887). Lo stemma è stato adottato nei primi anni duemila. È sormontato da un’aquila nera sotto la quale è posta, su un prato verde, una chiesa bianca con torre campanaria. Filippo Campus fu eletto vescovo dal concistoro di Papa Pio IX nel 1871 e fino alla morte ricoprì la carica di vescovo di Ampurias e Tempio. E’ sepolto a Pattada in una tomba monumentale realizzata dallo scultore piemontese Giuseppe Sartorio.

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