OLTRE IL MARE, UN ITINERARIO IN SARDEGNA DA NON PERDERE: L’ISOLA ATTRAVERSO I MUSEI E I MURALES

Una terra identitaria come la Sardegna si racconta nelle forme artistiche e nei manufatti artigianali. Chi viene in Sardegna non può non portare con sè, un simbolo di questa terra. Dai giganti di pietra alle maschere tradizionali, dalle ceramiche ornamentali ai ricami e agli intrecci di vimini. La Sardegna si racconta nei musei e nei suoi murales. Luoghi in cui il viaggio nella storia è ricostruito nei dettagli e dove è possibile ricordare antiche tradizioni.

A Cagliari, nel quartiere Castello, è sita l’antica sede del Regio Arsenale, oggi divenuta, attraverso un’opera importante di ristrutturazione, la Cittadella dei Musei, il più importante complesso museale della Sardegna. Un’ incredibile immersione nei tesori archeologici, artistici e storici che racchiude il vissuto di genti e popoli nella terra antica. Nel Museo Archeologico si torna indietro nell’epoca preistorica fino a quella bizantina: bronzetti nuragici, monili fenici, e la regina dei simboli fecondi, la Dea madre; nella Pinacoteca nazionale invece sono conservate numerose collezioni, retabli e antiche pale d’altare di tradizione ispanica in legno raffiguranti storie di santi con decorazioni raffinate e colori vivaci. Numerose donazioni integrano un complesso espositivo importante, tra cui una collezione etnografica, comprendente splendidi tessuti e arredi, armi, ceramiche e un acquamanile bronzeo a forma di volatile, simile a un esemplare del Louvre di Parigi. Nel contesto della Cittadella, merita una sosta attenta anche il Museo Etnografico Regionale che raccoglie circa duemila manufatti della cultura popolare sarda, risalenti alla seconda metà secolo XIX ed alla prima del XX. Manufatti tessili, gioielli, mobili, utensili e lavori di intaglio di fine manifattura. Altre due sono le esposizioni permanenti: il museo delle cere anatomiche Clemente Susini e il museo siamese Stefano Cardu. La Cittadella ospita tutto l’anno mostre temporanee, convegni ed eventi culturali, ed è un luogo di grande attrattiva dove poter trascorrere la giornata in totale relax e ammirare dall’alto i panorami mozzafiato di Cagliari. Sempre al Museo archeologico, prendetevi il tempo per una visita ai Giganti di Mont’e Prama. Il Sistema Museale di Mont’e Prama prevede due fasi espositive: una temporanea al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, in cui si offre la lettura delle statue all’interno del disegno complessivo dell’archeologia sarda, e al Museo Civico di Cabras, in cui invece vengono approfonditi il contesto della scoperta, il luogo e il rinvenimento; la seconda fase espositiva invece è permanente e prevede l’ampliamento del Museo di Cabras per poter riunire il complesso statuario in un’unica sede museale. Qui è esposta una selezione di statue maschili e quattro modellini di nuraghe. Grazie alle più moderne tecnologie, i visitatori del museo possono percorrere un viaggio virtuale che consente di esplorare tutto il complesso scultoreo di Mont’e Prama. ( www.monteprama.it ).

Per chi visita il cagliaritano e si sposta nel sud, non può non soffermarsi a Carbonia e visitare la raccolta più ricca di reperti di archeologia industriale. Il Museo del Carbone si trova nell’antica miniera di Serbariu, dismessa nei primi anni sessanta del secolo scorso. All’interno del museo, un’esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e sulle origini della città di Carbonia. Il Museo include i locali della lampisteria, della galleria sotterranea e della sala argani. Meravigliosa la galleria allestita con attrezzi e macchinari degli anni trenta; sul sito www.museodelcarbone.it si può scoprire la storia della grande miniera della Sardegna e prenotare una visita.  Se vogliamo invece tornare indietro nel tempo e unire alla vacanza di sole e mare un po di storia, il luogo ideale dove recarsi è all’isola di Caprera, dove visse e morì Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi. In quest’isola meravigliosa sorse il Compendio garibaldino, dove tutt’oggi si possono visitare i locali della Casa Bianca e altri edifici che costituiscono la fattoria. Gli interni conservano ancora gli arredi dell’epoca, insieme ad una raccolta di quadri, cimeli, armi e altri oggetti appartenuti a Garibaldi e alla sua famiglia. Poco distante dalla casa si trova il piccolo cimitero di famiglia dove si trova la tomba di Giuseppe Garibaldi.

Per chi ama le tradizioni e ha deciso di fare un salto nel cuore della Barbagia, merita un approfondimento il Museo delle Maschere Mediterranee. Si trova nel caratteristico paese di Mamoiada, dove sono nate le maschere del Mamuthone e dell’Issohadore. Il museo, oltre alla sala multimediale del Carnevale barbaricino che introduce il visitatore nell’universo del carnevale di Mamoiada, propone le maschere tradizionali del centro Sardegna e la “Sala del Mediterraneo”, con l’esposizione delle maschere dell’arco alpino, della penisola iberica e della penisola balcanica. Per non tralasciare nemmeno uno scorcio della tradizione popolare, si può prenotare una visita al Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde, l’ Isre, dove sono in mostra circa 8000 reperti, risalenti in gran parte al periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Si tratta della più completa esposizione etnografica dell’isola. Le collezioni comprendono abiti, gioielli, manufatti tessili e lignei, maschere, pani, strumenti della musica popolare, utensili e strumenti domestici e di lavoro. Particolare attenzione è anche rivolta ai beni immateriali come la religiosità popolare, le feste, le superstizioni, i carnevali tradizionali, la musica, il canto e la danza. Isre significa “sistema museale diffuso”: un concetto intellettuale che rimanda ad altri musei tematici siti nel centro cittadino, legati da un percorso identitario forte e fecondo nei secoli. Sempre nel quartiere storico di Nuoro si trova la casa natale di Grazia Deledda, premio nobel per la letteratura, che conserva intatta la memoria dell’autrice sarda che apri al mondo i confini isolani. Nuoro si può definire il cuore dell’arte e della letteratura: in un punto panoramico della città, vicino alla cattedrale di Santa Maria della Neve, si può visitare lo spazio culturale Tribu e il museo Ciusa, dove sono esposte le sculture del famoso artista vincitore della Biennale di Venezia nei primi anni del 1900. Qui vicino, il Man. Un luogo di grande fervore culturale e artistico che ogni anno ospita mostre temporanee internazionali e permanenti.

Per visitare i famosi Murales della Sardegna, le tappe più gettonate da percorrere sono essenzialmente tre: Orgosolo, nel centro barbaricino, San Sperate nel cagliaritano, e Fonni nel nuorese. Ognuno con il suo stile, i murales di Orgosolo raccontano, descrivono, narrano e fanno sognare. Sono il simbolo di un territorio vivo, brillante e politicamente attivo. Una passeggiata per le vie del paese si trasforma in una lettura profonda, silenziosa e colorata. Immagini ed emozioni si rincorrono nelle pareti affrescate. La vivacità degli anni ‘60 e ‘70 favorì lo sviluppo dei murales collettivi, che descrivono ancora oggi con minuzia di particolari la vita contadina e le lotte di potere, alternando tematiche socio-politiche alla rappresentazione di icone tipiche della quotidianità: donne al lavoro, pastori o uomini a cavallo. Sempre l’emotività guida il visitatore nel viaggio nei murales di Fonni. I muri delle case di questo paese montano della Sardegna sono tappezzati di vere e proprie opere d’arte che raccontano la vita quotidiana degli abitanti, i momenti di festa, la storia del paese. Questo comune, il più alto dell’isola con i suoi 1000 metri d’altitudine, si trasforma così in un museo all’aperto. Filone conduttore dei murales la religiosità e il lavoro manuale, capisaldi della vita e della tradizione sarda.  Più sul filo della modernità, San Sperate è meta di curiosi e appassionati della street-art. Sono centinaia i murales che decorano gli edifici del paese del Sud Sardegna. Questa forma d’arte nasce grazie alle intuizioni del famoso artista Pinuccio Sciola, che verso la fine degli anni sessanta del secolo scorso, rientrò a casa a San Sperate, dopo aver girato l’Europa. Viaggi carichi di nuove esperienze e innovative forme artistiche, che contagiarono la comunità e diedero vita a nuovi mezzi di comunicazione murale, con gli affreschi di vita quotidiana e la creazione di opere pittoriche contemporanee. Un tour emozionante, tra colori, racconti e affreschi variopinti.

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