TERRA UNICA E PREZIOSA: I MILLE VOLTI DELL’ARTE E DELL’ARCHITETTURA IN SARDEGNA

La Sardegna, madre terra incontaminata e selvaggia, è conosciuta nel mondo per le bellezze delle sue coste e la particolarità del suo stile antico. Ma di Sardegna se ne parla in quanto terra unica e preziosa, soprattutto nella sua dimensione urbana, tra architetture moderne e costruzioni antiche, nelle quali è possibile ricostruire il passato ma al contempo guardare al futuro. Il suo capoluogo, Cagliari, è un esempio di come l’architettura moderna si incastona perfettamente nella storia dei suoi quartieri.

I Bastioni sono imponenti mura nel cuore della città vecchia: il Bastione del Balice, fa parte delle fortificazioni murarie di Castello, il Bastione di Santa Caterina realizzato nel XVI secolo, il Bastione di Santa Croce che si trova nel quartiere Castello, a pochi passi dalla Torre dell’Elefante e il Bastione di Saint Remy, che  rappresenta uno dei monumenti più importanti di Cagliari e uno degli spazi espositivi più prestigiosi del centro storico. I quartieri della città antica sono suggestivi e affascinanti: il quartiere Castello vale la pena visitarlo per le numerose testimonianze storiche e artistiche che vi trovano percorrendo viuzze, scalette, riservate piazze, e terrazze dalle quali osservare bellissimi panorami. Il quartiere Castello è una perla di architettura civile e militare: fortificazioni come le torri, la Torre dell’Elefante con la porta di accesso al quartiere da Stampace, la Torre di San Pancrazio, la Torre dell’Aquila, inglobata oggi nel Palazzo Boyl, costituisce ancora oggi un accesso a Castello da Sud, dal quartiere Marina, tramite il Portico delle Grazie. E lo splendido Bastione di Saint Remy, che, tramite la sua scalinata monumentale, collega direttamente Castello e Villanova e incorpora gli antichi bastioni della zecca e di Santa Caterina. Le infinite passeggiate nel quartiere offrono spunto per una visita ai palazzi storici delle principali autorità e delle famiglie nobili sarde, tra cui il Palazzo Regio, l’ex Palazzo di Città, il Palazzo Arcivescovile, il Palazzo delle Seziate, il Palazzo dell’Università, il Conservatorio delle Figlie della Provvidenza e il Palazzo Boyl.

Ma se il volto urbanistico e architettonico di Cagliari incanta per l’armonica fusione tra antico e moderno, l’esaltazione dell’architettura medioevale in Sardegna è rappresentata dalla basilica di Saccargia, meta ogni anno di visitatori provenienti da tutto il mondo. Ci trasferiamo dal capoluogo della Sardegna al territorio del Coros. La maestosità della chiesa, sin dai primi decenni del 1100, domina la piana di Saccargia, nel comune di Codrongianos. L’impianto è a croce commissa, con una sala unica e transetto. Dalla navata, attraverso archi a tutto sesto, si accede ai bracci del transetto, dove si aprono due cappelle con volta a crociera. Dietro ci sono tre absidi. Quella centrale fu affrescata da un artista umbro-laziale: è l’unico esempio in Sardegna di pittura murale romanica. Straordinario il ciclo di affreschi: il Cristo in mandorla con serafini, angeli e arcangeli, la Madonna con i santi e scene della vita di Cristo, che ricordano i dipinti di San Pietro di Galtellì. In facciata si possono notare tre ordini: nel primo un portico con tetto a capanna, intervallato da sette archi e sormontato da architrave. Saccargia resta impressa per la maestosa imponenza sulla vallata e per la bicromia bianca e nera di calcare e basalto che contrasta con il verde brillante della conca.

E’ sempre il medioevo che conserva le impronte artistiche più solide e durature. Oltre agli edifici religiosi, le architetture più affascinanti sono quelle dei castelli. Dai paesi di Burgos a Bosa, da Posada a Osilo, i Castelli oggi musei a cielo aperto, regalano misteriose pagine di Sardegna. E’ il caso del Castello della Fava a Posada, una delle fortezze medioevali meglio conservate dell’isola, e sorge nel borgo di Posada, in Baronia, nel nord-est dell’Isola. Si erge in cima a un verdeggiante colle calcareo, sul cui pendio è collocato il centro abitato. Scalando agevolmente il rilievo, si può ammirare la torre merlata e i ruderi della cinta muraria. Dall’alto si apre all’orizzonte la valle del rio Posada e le incantevoli spiagge attorno alla borgata marina di San Giovanni. Siamo nel territorio del parco di Tepilora, una delle aree verdi più grandi e belle dell’isola con sentieri che si insinuano tra foreste, sorgenti, lagune e dune di sabbia. Merita una visita approfondita anche il Castello di Serravalle o dei Malaspina a Bosa. Dalla costa ad est di Posada dove albeggia il sole, ci trasferiamo in quella ad ovest, a Bosa, dove i tramonti regalano pennellate di fuoco in un cielo azzurro. Per arrivare al castello, si  accede da scalinate a est e a ovest del borgo bosano oppure dalle sue strette vie del quartiere sa Costa. Il panorama che si può ammirare dal Castello si affaccia sulle case dalle facciate multicolori lungo la riva destra del Temo, sulle antiche concerie e sul Ponte Vecchio che collega le due rive del fiume.

Architettura e arte viaggiano insieme in un itinerario affascinante, che si snoda in ogni singolo paesino. Tutta la Sardegna è raccontata in luoghi ed immagini che ben ne disegnano l’identità. L’arte di cui daremo una fotografia generale, si respira non soltanto nella sua dimensione più classica della forma pittorica, ma in tutte quelle espressioni artistiche artigiane che hanno fatto il giro del mondo. Argille, terracotta, ceramica, legno, vetro: l’arte della lavorazione di questi materiali è stata tramandata nei secoli e in tutti i paesi della Sardegna non mancano i laboratori artigianali. In queste botteghe, si trovano pezzi unici e riproduzioni di manufatti d’ arte ornamentale.

Ma la bravura degli artigiani considerati veri e propri maestri nella decorazione e dell’intarsio, la osserviamo soprattutto nei monili, nei bottoni, negli arazzi, nei vestiti e nei tappeti. Sono soprattutto le donne sarde ad aver tramandato nei secoli questo talento nella lavorazione artistica del filato. L’essenza della Sardegna e le icone della sua storia riecheggiano nella trama di un tappeto o nelle fogge dei suoi costumi. La stessa maestria di lavorazione della corbula d’asfodelo o di giunco dei cestini, si rivela nelle maglie di filigrana che sono il simbolo dell’arte orafa isolana.

L’artigianato artistico racconta della Sardegna più di quanto noi stessi possiamo immaginare: le lame dei coltelli d’arresoja riflettono la luce dei paesaggi selvaggi della Barbagia, il corallo rosso dei gioielli risplende nei raggi del sole in fondo al mare cristallino di Alghero, l’arte dell’intaglio del legno della cassapanche restituisce profumi di terre misteriose immerse nei boschi di lecci e querce secolari della Barbagia. E con lo stesso legno abili artigiani riproducono maschere che diventano il simbolo della Sardegna più autentica nei riti del Carnevale. E’ quasi un peccato chiamarlo solo ed esclusivamente artigianato artistico. Dentro questa sapiente arte esiste un mondo fatto di identità, unicità, saggezza, tradizioni. E se di maestri la Sardegna è mater foecunda, non possiamo non ricordare l’uomo, l’artista, il genio che ha fatto parlare la pietra. Pinuccio Sciola, che durante un suo viaggio a Roma aveva promesso di dare anima e pensiero alle sue sculture, torna in Sardegna e crea una casa giardino per le sue Pietre Sonore, sculturedi pietra “suonate” per la prima volta, nel 1996, dal percussionista Pierre Favre al Festival Time in Jazz di Berchidda. Sono sculture che riprendono le forme del megalitismo sardo ma parlano un linguaggio moderno, attraverso linee che si incrociano simmetricamente e forme geometriche che giocano con il rapporto tra arte e natura, la culla essenziale della sua anima.

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