IL SOGNO INFINITO DI RENATO FANCELLU, DIPINGERE UN MONDO MAGICO E FATATO

ph Renato Fancellu

di TONINO OPPES

Ci sono artisti che hanno ancora la capacità e la voglia di regalare sogni. Prendete Renato Fancellu. Quello che, da da oltre quarant’anni, dipinge il bravo artista sassarese è veramente un mondo magico e fatato, a volte sospeso, in cui è bello vivere, magari tra città invisibili vagheggiate nell’età dell’infanzia.

La sua pittura cattura immediatamente lo sguardo grazie ai colori tenui e ai tratti delicati che caratterizzano tutte le opere su cui spesso prevalgono scene di vita quotidiana. Che dire innanzitutto degli scorci della sua città? Sassari in notturna richiama nostalgia profonda, soprattutto quando la sensibilità dell’artista fa emergere ciò che l’occhio di una persona distratta e frettolosa non riesce a cogliere.

Un omaggio alla creazione dell’uomo si può osservare ammirando le ziqqurat che, costruite su piani diversi, si proiettano verso l’infinito. La magia del passato traspare tra le nuvole; la luna alta si staglia su un cielo popolato non solo di uomini e donne perché, se osserviamo con attenzione riusciamo a scorgere anche animali zebrati: “il mondo è di tutti”, suggerisce l’artista.

La torre di Babele sembra il richiamo alla grande confusione di oggi, o forse alla Storia, ma non occorre recarsi nell’antica Mesopotamia per capire: Renato Fancellu sa bene che quell’altare prenuragico, testimone di una civiltà millenaria, si può incontrare, con tutto ciò che custodisce, anche non lontano da casa. Basta percorrere le strade vicino a noi, magari quella che da Sassari conduce a Porto Torres.

L’arte, allora, diventa pretesto per unire l’architettura di ieri e quella di oggi, due mondi distanti e a volte contrapposti proprio come accade sopra e sotto gli abissi. Naviganti, balene solitarie e danzatori si muovono tra le onde; e poi, ancora lei, la luna a fare compagnia agli uomini della notte, pronta a danzare con chiunque lo desideri per regalare qualche sogno ancora.

Il mondo magico incontra quello reale. Nell’arte ogni cosa è possibile, come ci ricordano i quadri della serie “Pulcini gialli”. Eccoli i piccoli pennuti: armati di gessetto si sostituiscono all’uomo colorando la vecchia lavagna di ardesia nera; sì proprio quella diventata simbolo delle scuole di un tempo. Il messaggio è chiaro: i ricordi dell’infanzia durano tutta la vita se l’uomo recupera la memoria e libera il fanciullino che è in sé.

Di sicuro, tra le mani di Renato Fancellu, i pennelli e le matite si muovono, come strumenti delicati, esclusivamente per regalare bellezza e per farci sognare. Questo, in fondo, insegue l’artista grazie anche a un linguaggio figurativo comprensibile a tutti.

La dimensione onirica è presente in tutte le opere di Renato Fancellu che spazia, con consumata abilità, dalla pittura alla grafica, dalle installazioni alla scultura. Osservate bene: in qualunque lavoro emerge il gusto fiabesco e romantico dell’artista che ha al suo attivo decine di importanti mostre che lo hanno portato da Milano a Parigi, da Dublino a Tokio, da San Paolo a Barcellona: perché l’arte che regala sogni non ha confini.

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