UN CAMMINO DA PERCORRERE DENTRO SE’ STESSI, NEL LIBRO DI RITA CODA “DIVAGAZIONI OLTRE I CONFINI DELL’EMPATIA”

ph. Rita Coda

di RITA CODA

Rita Coda, nasce a Donori, piccolo paese nel cuore del Campidano della Sardegna.

Specializzata in archivistica e biblioteconomia, scrive poesie e racconti brevi dalla fanciullezza. Sempre alla ricerca di verità, gioisce al contatto con la natura in tutte le sue manifestazioni, dedicandole svariati elaborati poetici. Dalle critiche costruttive o mortificanti della vita, ha imparato diverse cose a proposito dello stile dell’arte della narrazione, degli effetti e di come si ottengono.

La fotografia, la musica e la pittura sono la sua passione. Dedita al volontariato da molti anni, con le sue prose si accosta alla vita degli umili e degli sfruttati con temi pieni di attenzione quasi mistica. Si è distinta in campo letterario regionale e nazionale, ottenendo buoni riconoscimenti pubblicati in svariate antologie e riviste letterarie.

Il Mare, distesa immensa senza confini, ci osserva e ci accoglie nella sua infinita compassione, ci abbraccia come una madre che rivede dopo tanto tempo i figli partiti in guerra in nome di ideali senza tempo, pregni di sogni e speranze, ci ascolta come in un confessionale senza pareti e senza giudizio e ci insegna il dono dell’Empatia, il significato del cambiamento, gli alti e i bassi della vita attraverso le sue maree.

Quel Mare a cui tutti noi dobbiamo qualcosa, diventa il crogiuolo delle sensazioni del mondo, il fluido imbevuto di pensieri e sentimenti che si ritemprano ad ogni Luna piena.

E proprio da quel Mare ancestrale si genera Poesia, si diramano le correnti ascensionali del verbo, si accumulano versi e strofe di bellezza cangiante che come dardi colpiscono l’anima del lettore, o per meglio dire dello spettatore di tale meraviglia.

Poesia dunque. Parole intelaiate in una ragnatela cosmica che dall’alto dell’intuizione si gettano sulla Terra per essere rese immortali e libere dal giogo del Tempo.

Parole antiche di animica fattezza, che si incarnano nel chiaroscuro della cellulosa per essere imbrigliate e trasmesse ai posteri.

Cos’è Poesia se non un viaggio nei più reconditi anfratti dell’Essere?

E cos’è il Mare se non la casa delle empatiche scissioni del sentimento?

E non è forse espressione del Silenzio questa magica processione corale che prende il nome di “Divagazioni oltre i confini dell’Empatia”?

Quando scrivo non mi pongo limiti nell’espressione della mia sensibilità e scelgo la contorta via del superamento di ogni confine dettato dalla forma o dalla ritmica.

Mi concentro sul sentire e mi porto avanti nel duro cammino dell’esploratore della Vita.

Mi lascio trasportare lungo il fiume del divenire e grazie alla mia versatilità riesco a inviare dei messaggi chiari e concisi che arrivano a destinazione senza perdersi.

“Oltre i confini dell’Empatia, il Mondo sembra così piatto. L’uomo vaga ciecamente alla deriva, nudo e affamato di menti inaridite… non riesce neanche a salvare se stesso dalla paura del timore e dall’utopia…”

I temi trattati spaziano dal sentimento puro alla natura, dalla disperazione della perdita alla gioia del ritrovarsi, dalla bruttura della guerra alla luminosità della speranza.

Sono quasi messaggi crittografati che l’Anima stessa non riesce a interpretare.

E quell’occhio che diventa meschino riesce a vedere solo ciò che gli si palesa davanti, e non conosce compiutezza. A tratti si delinea quasi un contrasto tra Luce ed Ombra, una ricerca di visione più ampia tra ciò che è illusorio e ciò che è reale. La cecità dell’uomo diventa volontaria, implorante verità davanti ad una maschera che scambia il delinquente per il santo, in questo immenso grembo incosciente degli uomini.

E tuttavia la Luce della Vita si fa strada oltre il muro del Silenzio grazie a quei germogli dal fertile grembo che allontanano la disperazione della Tenebra e la sua abissale voragine.

Nasce così il desiderio che la Libertà surclassi la strada dell’agonia e che il ricordo si faccia strada per rinverdire quell’età d’oro dell’Amore che si è perduta dietro la caoticità

dell’esistenza umana. Ed è quasi un pianto lieve quello che dal ricordo passa alla dimenticanza, che dal perdersi si ritrova poi oltre i limiti imposti dell’identità stessa di un Ego che si prostra davanti alla nobiltà d’animo.

Ed è un Vortice di Gioia quello generato da colori soavi che affrescano le pareti oppresse dall’angoscia dell’Oscurità. La stessa continuità della poesia è emblema dell’essenza del cuore che unifica corpo e mente in unica entità.

Si cammina poi su strati di foglie sulle quali una Stella è caduta, ignara che la teneva su solo un filo, e si cammina sulla pelle di questa Meravigliosa Madre che è stata vestita di morte, lasciando l’anima della poesia su un mare di tenebre.

L’invettiva contro quel fradicio sudiciume di armi si trasforma in un Rosso sudario della Terra, nella quale sono state sparse pietre confusamente come fossero lapidi di un cimitero fantasma avvolto dalla nebbia dell’incerto Fato dell’Uomo.

Dispersa è la coscienza, nuda carne della macchia che si aggira avida di vittime. E di fronte a tutta questa disperazione la Poesia diventa un bastione di difesa contro l’indifferenza della gente, contro la stupidità e la cecità di chi non vuol vedere.

Disperazione che si scontra con l’ipocrisia e il menefreghismo dell’uomo che tenta di migliorare se stesso senza affrontare i propri demoni che da dentro lo divorano come un cancro. La ricerca di sè diventa una ricerca di Luce, di quella lampada moribonda che proietta l’Anima nascosta dietro l’ombra del Cuore.

La pioggia diventa il mascheramento delle lacrime che divengono l’unica sorgente di calore che riscalda il cuore, in quel Silenzio che in solitudine danza, e nella cui oscurità esulta la musica dello Spirito, ondeggiando come acqua e vibrando alla luce lunare, per trovarvi piacere. L’Esistenza diviene quindi Vento che libera l’anima dal Tempo, scorrendo dentro come torrente spavaldo che si rianima sotto le dune desolate del deserto.

“Divagazioni oltre i confini dell’Empatia” è un viaggio che dall’interno conduce a se stessi, passando attraverso le vie dell’empatico sentire e superandone ogni confine per poi rigettarsi in Mare dopo una perigliosa navigazione. Attraverso la sofferenza della guerra, la disperazione dell’assenza, la speranza dell’amore, la bellezza della Natura e la lotta tra Luce e Ombra, emerge la dolce amara consapevolezza che solo l’ascolto del Silenzio potrà condurci alla Verità del nostro cammino, rivelandoci il miracolo della Vita e della Morte.

10 risposte a “UN CAMMINO DA PERCORRERE DENTRO SE’ STESSI, NEL LIBRO DI RITA CODA “DIVAGAZIONI OLTRE I CONFINI DELL’EMPATIA””

  1. Sono commossa e felice e non ho parole per ringraziare la testata online TOTTUS IN PARI, per questo inaspettato e meraviglioso dono. Grazie di tutto cuore per la considerazione e la fiducia nei miei confronti.

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