LA CANZONE “BUGGERRU” (IN RICORDO DEI MINATORI UCCISI IL 4 SETTEMBRE 1904)

testo di PAOLO PULINA; musica di ANTONIO CARTA; arrangiamenti di SANTI ISGRO’

La canzone “Per i morti di Buggerru” è stata composta da Antonio Carta nel 2004 insieme a Paolo Pulina (autore del testo) con la preziosa collaborazione di Santi Isgrò per gli arrangiamenti.

La canzone racconta un episodio di cruenta violenza antioperaia, avvenuto, il 4 settembre 1904, a Buggerru, un piccolo paese della Sardegna nel Sulcis Iglesiente.

I 2000 lavoratori della miniera manifestavano contro l’imposizione, da parte dei vertici aziendali, di ridurre di un’ora, durante il periodo estivo, la pausa fra i due turni, mattutino e pomeridiano.

I minatori si erano riuniti di fronte alla direzione generale per manifestare il proprio appoggio alla delegazione sindacale, che era impegnata nella trattativa con i rappresentanti padronali. Questi non solo non intesero accogliere la protesta della massa operaia ma addirittura chiamarono l’esercito, che non esitò a sparare sui manifestanti, uccidendone quattro e ferendone undici.

L’eccidio dei minatori da parte dei soldati provocò fortissime reazioni in tutta l’ Italia. L’undici settembre, a Milano, la Camera del Lavoro, per protestare contro la violenza manifestatasi a Buggerru, approvò una mozione con la quale indiceva uno sciopero generale nazionale da organizzare in tutt’Italia. Fu questo il primo sciopero generale nazionale nel nostro Paese.

Il testo della canzone è stato tradotto in francese, in un sito che riporta le parole di canzoni contro la guerra. Si veda al link:

http://canzones.over-blog.com/article-buggerru-110029372.html

Per un approfondimento della storia dell’eccidio di Buggerru si possono trovare notizie su Google digitando “Buggerru eccidio minatori”.

Pro sos mortos de Buggerru  Per i morti di Buggerru
   
  Chent’annos sun passados   Cent’anni sono passati
Da-i su millenoighentos bàttoro, dal millenovecentoquattro,
s’annu  de sas  dies  de ifferru l’anno delle giornate di inferno
chi sos lìberos no de faulas che i libri non di bugie
giàmana cun duas  peràulas: indicano con due parole:
su degogliu de Buggerru. la strage di Buggerru.
Su degogliu de Buggerru. Su degogliu de Buggerru.   La strage di Buggerru. La strage di Buggerru.
Pedìana sos minadores   Chiedevano i minatori
Dirittos giustos e sagrados: diritti giusti e sacri:
un’ora de sole de istìu   un’ora di sole estivo
ca fit ancora cabidanni. perché era ancora settembre.
Repondian  sos padrones: Rispondevano i padroni:
bois sezis sos nostros  fiados;   voi siete le nostre bestie;
comomai semus in s’ierru,  ormai siamo in inverno,
o cherides Mastru Giuanni? o volete far la fame?
   
Sos padrones cheren aer rejone  I padroni vogliono avere ragione
e, si pessan chi est  netzessariu, e, se pensano che è necessario,
cambiàna  puru sas istajones cambiano pure le stagioni
e magari su calendariu. e magari il calendario.
   
A sos padrones de Buggerru Ai padroni di Buggerru
no interessaìa trattare, non interessava trattare,
ma usare solu su ferru ma usare solo il ferro
e sa zente minatare. e la gente minacciare.
Sos dirittos cherìana furriare in muntonarzu ’e iscoria, pro  resesside a frimmare s’ivviluppu de s’istoria.   I diritti  volevano buttare in immondezzaio di scorie, per  riuscire a fermare lo sviluppo della storia. 
Sos soldados an giamadu I soldati hanno chiamato
e s’ordine lis  an dadu e l’ordine gli han dato
de tirare cun su fusile: di tirare col fucile:
battor mortos bi sunu istados. quattro morti ci sono stati.
In tott’Italia an scioperadu In tutt’Italia han scioperato
cun manna protesta tzivile. con grande protesta civile.
Cun manna protesta tzivile. Cun manna protesta tzivile.     Con grande protesta civile. Con grande protesta civile.
De  sos minadores de Buggerru Dei minatori di Buggerru
Ammentamus sa triste sorte. ricordiamo la triste sorte.
Mèritana  giustu considèru Meritano giusta considerazione
a chent’annos da-i sa morte. a cent’anni dalla morte.
Sos dirittos ana affirmadu pro su tempus benidore; e mannu ’ene est toccadu a ogni trabagliadore.   I diritti hanno affermato per il tempo a venire; e gran bene così è toccato a ogni lavoratore.
Sos padrones cheren aer rejone   I padroni vogliono aver ragione
e de  si  leare tottu su logu  e prendersi tutto lo spazio  
pro non perdere  s’occasione  per non perdere  l’occasione
de iscontzare regulas e giogu. di rovinare  regole e gioco.
   
Sos padrones cheren aer rejone  I padroni vogliono aver ragione
e, si pessan chi est  netzessariu, e, se pensano che è necessario,
cambiàna  puru sas istajones cambiano pure le stagioni
e magari su calendariu. e magari il calendario.

2 risposte a “LA CANZONE “BUGGERRU” (IN RICORDO DEI MINATORI UCCISI IL 4 SETTEMBRE 1904)”

  1. Una pagina triste della storia della Sardegna.
    Fu certamente un evento doloroso non solo per la comunità di Buggerru, ma per tutta la Sardegna e per l’Italia intera.
    Un ricordo verso i minatori vittime di quella triste circostanza era doveroso.
    Paolo Pulina, Antonio Carta e Santi Isgrò hanno saputo trasmetterlo a tutti noi nel migliore dei modi.
    Complimenti a tutti e tre.

  2. Meravigliosa! Un intreccio di narrazione canto e arrangiamento straordinari. Un autentico omaggio che ridà voce al silenzio e alimenta la memoria dell’impegno e del sacrificio dei nostri conterranei ovunque nel mondo…grazie di cuore Paolo a te paroliere, al cantante e all’arrangiatore.

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