DUE LETTURE PER IL 25 APRILE E PER IL 27 APRILE 2020

nelle immagini Franco Fortini e la copertina del libro di Jean- Yves Frétigné su Antonio Gramsci

di PAOLO PULINA

25 Aprile 2020 (75° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo)

“CANTO DEGLI ULTIMI PARTIGIANI” di FRANCO FORTINI (1917-1994)

Sulla spalletta del ponte /Le teste degli impiccati /Nell’acqua della fonte / La bava degli impiccati. // Sul lastrico del mercato / Le unghie dei fucilati / Sull’erba secca del prato / I denti dei fucilati. // Mordere l’aria mordere i sassi / La nostra carne non è più d’uomini / Mordere l’aria mordere i sassi / Il nostro cuore non è più d’uomini. // Ma noi s’è letta negli occhi dei morti / E sulla terra faremo libertà / Ma l’hanno stretta i pugni dei morti / La giustizia che si farà.

http://www.edu.lascuola.it/edizioni-digitali/Convivio/VB/letture/cantodegliultimipartigiani.pdf

Paolo Pulina, La poesia di Franco Fortini dai “Primi versi” a “Foglio di via”, in “Bollettino per Biblioteche”, n. 34, aprile 1989, pp. 69-76.

Luca Daino, Fortini nella “città nemica”: l’apprendistato intellettuale di Franco Fortini a Firenze, Milano, Unicopli, 2013, pp. 195.

Franco Fortini, “Foglio di via e altri versi”; edizione critica e commentata a cura di Bernardo De Luca, Roma, Quodlibet, 2018, pp. 367.

27 Aprile 2020 (83° anniversario della morte del martire antifascista Antonio Gramsci)

Recensendo nei “Quaderni della Critica” (n. 8, luglio 1947) la prima parziale edizione delle Lettere dal carcere (Einaudi, 1947) del martire dell’antifascismo Antonio Gramsci (Ales, CA, 22 gennaio 1891- 27 aprile 1937), Benedetto Croce, fra l’altro,  scrisse: «Il libro che ora si pubblica delle sue lettere appartiene anche a chi è di altro od opposto partito politico, e gli appartiene per duplice ragione: per la reverenza e l’affetto che si provano per tutti coloro che tennero alta la dignità dell’uomo e accettarono pericoli e persecuzioni e sofferenze e morte per un ideale, che è ciò che  Antonio Gramsci fece con fortezza, serenità e semplicità, talché queste sue lettere dal carcere suscitano orrore e interiore rivolta contro il regime odioso che lo oppresse e soppresse; – e perché come uomo di pensiero egli fu dei nostri, di quelli che nei primi decennii del secolo in Italia attesero a formarsi una mente filosofica e storica adeguata ai problemi del presente, tra i quali anch’io mi trovai come anziano verso i più giovani».

http://gramsci.objectis.net/gramscian-studies/italian/1947-recensione-di-benedetto-croce-alle-lettere-dal-carcere

Oggi le Lettere dal carcere sono  tradotte in  tutto il mondo. Giuseppe Fiori (1923 –2003), scrittore e giornalista, biografo di Gramsci, le consigliava  come la lettura più adatta al giovane che vuole imparare il mestiere  di scrivere perché rappresentano il modello di una lingua italiana forte, viva, vera.

La ricezione delle opere e del pensiero di Gramsci in Francia: atti dei convegni internazionali: Roma, 5 dicembre 2017; Cornaredo (Milano), 7 dicembre 2017; Parigi, 12 maggio 2018, a cura di Paolo Pulina, Regione Sardegna e Federazione Associazioni Sarde in Italia (F.A.S.I.), 2018, pp. 119.  

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