DA TETI A NEW YORK, MATTIA MELIS, I SOGNI DI UN FOTOGRAFO

Mattia Melis nella foto di Francesco Fadda

di DANIELA MELIS

Mattia Melis aveva un sogno: diventare un fotografo. Oggi che è realtà, dal suo piccolo paese, Teti, parte per fotografare le fashion week di tutto il mondo.

La sua prima macchina fotografica fu un’analogica, una piccola Kodac rossa. La rubava ai genitori appena poteva, Mattia Melis. E scattava, scattava fino a sentire l’indice indolenzito. Già da allora era un fotografo. E aveva un grande sogno: partire dal suo piccolo paese, Teti, circa 600 abitanti, per fotografare le passerelle di New York. Oggi ha 31 anni, chilometri di rullini alle spalle e negativi in cui rivedere quelle vecchie emozioni. E un sogno in tasca. Realizzato, però. Perché alla fine a New York ci è andato davvero. E proprio per fotografare quelle modelle e quei modelli visti sulle riviste, scattare quelle foto perfette a dei veri professionisti. Forse non conosciamo la materia di cui son fatti i sogni, ma la storia di Mattia Melis insegna una cosa: i sogni viaggiano su ali magiche, e non conoscono confini né limiti.

L’immaginazione è la base della realtà. Il progresso cammina sull’impercettibile essenza della fantasia, senza la quale niente può prendere forma. La passione, però, non basta. E’ necessario costruire il proprio futuro mattone su mattone con rabbia e orgoglio, fatica e lacrime. “Quando avevo 22 anni il Comune di Teti ha organizzato un corso di fotografia con Renato Brotzu. Non ci ho pensato due volte: ho partecipato subito”, ricorda Mattia Melis. Fu l’occasione per scoprire quel mondo conosciuto solo da autodidatta. E per comprare la prima, vera macchina fotografica: una Nikon D5300, una APS-C. Con quella fedele compagna iniziò a immortalare paesaggi e tradizioni, oggetti e natura. Ma la sua vera passione erano i volti delle persone, profondi e intensi come quelli delle modelle delle riviste, o tristi e stanchi, come quelli di chi nella vita ha visto tutto.

Nel frattempo, Mattia ha svolto vari lavori. Levatacce la mattina, giornate senza fine, tutto con una sola idea in testa. Tutto per poter comprare strumenti per la fotografia, manuali e lezioni. Se non c’è l’amore, certi ritmi fanno impazzire. E Mattia ha avuto nella vita un unico amore: testimoniare con la sua reflex ciò che avviene sulla terra. Per farlo, ha seguito corsi di grande livello: di fotografia avanzati e intermedi, di post-produzione, di ritratto, workshop di frontrow e street style. E anche se a volte sentiva l’ansia per il futuro, nel viso rigato di sudore o nelle mani tremolanti, tutto spariva appena prendeva in mano la macchina fotografica. Capita così dove ci si sente al sicuro.

“A un certo punto ho sentito che se davvero volevo che quella passione diventasse realtà, dovevo mollare tutto e buttarmici a capofitto”, aggiunge Mattia Melis. Nel frattempo lo notò anche L’Unione Sarda. E così, tra il sogno di una passerella e l’altra, Mattia Melis ha appreso i segreti del foto-giornalismo. Un’arte, a modo suo, ma non come il ritratto: cogliere l’animo di un individuo in uno scatto. “Ma fra i ritratti, amavo particolarmente quelli costruiti nella bellezza della moda, modelle e modelli che hanno la missione di incantare il mondo interpretando l’arte dei grandi stilisti”. Ma è difficile che un sogno fatto in un bar di Teti possa arrivare sul serio sul red carpet. Invece è stato così.

L’idea della moda continuava a bussare alla porta di Mattia Melis. Fino a quando un’agenzia di Milano non propose un workshop di beauty e fashion: “Partecipai e fu l’occasione per creare un portfolio adatto al settore”. Quelle foto divennero una sorta di lampada dei desideri, da strofinare con gli occhi in attesa che, prima o poi, venisse fuori il genio. E il genio un giorno sbucò. Erano le 11.05 di un freddissimo giorno di febbraio a Teti. Sul computer c’era un’e-mail: Mattia Melis era stato selezionato per fotografare la Fashion Week Donna di Milano. “Ho letto il messaggio diverse volte prima di mettere i piedi per terra: era vero, il primo passo in quel mondo che avevo seguito con passione da lontano”. A giugno 2019, poi, arrivò la proposta di Mondadori per le Fashion Week Donna di New York e ancora Milano. La settimana prossima, invece, il fotografo di Teti sarà a Parigi: altra città, altra settimana della moda.

“Per me era fantastico avere accanto vip, giornalisti, stilisti. Ma l’emozione più grande fu mettere piede in America. Pensavo non ci sarei mai stato in vita mia”, racconta ancora Mattia. E invece è successo: da Teti a New York. Oggi Mattia ha uno studio nel suo piccolo paese: matrimoni, foto tessere, servizi baby born, corsi di fotografia. Ma la vita qui non è così stretta come potrebbe sembrare: ogni tanto fa un biglietto aereo e parte alla ricerca dei ritratti più belli, tra veri professionisti, tra colleghi da cui si può imparare tanto. Ed è così che svaniscono le notti insonni, i desideri appena bisbigliati agli amici in una silenziosa sera paesana. E diventa leggera la materia di cui son fatti i sogni. “La mia famiglia mi ha aiutato a reggerne il peso in questi anni. E’ a loro che devo tutto”.

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