LA BELLEZZA SELVAGGIA DELLA NATURA IGLESIENTE: UNO DEI TANTI LUOGHI CHE IN SARDEGNA CREA UNA DIPENDENZA INCURABILE

immagini del fotografo professionista Ettore Cavalli

di CLELIA MARTUZZU

Sono un’osservatrice attenta e scrupolosa, follemente innamorata della mia terra e come buona parte dei sardi, non riesco a trattenermi dal decantarla. 

Penso che la Sardegna sia una delle opere meglio riuscite di Madre Natura, essa è stata realizzata con l’intento di sedurre i suoi abitanti e i suoi visitatori. Ogni suo scorcio desta meraviglia e conferisce emozioni che cibano l’anima.

Uno dei suoi tanti scorci si trova nel Sud-Ovest dell’Isola e mi riferisco alla baia di “Masua”, fiore all’occhiello del “Sulcis Iglesiente”. Il suo arenile ambrato, è piccolo, ma ha un grande pregio, gode della vista sul faraglione più alto del Mediterraneo: il “Pan di Zucchero”, uno dei Monumenti Naturalipiù spettacolari dell’Isola che emerge dal mare color cobalto per ben 133 metri. Credetemi, é impossibile non restare affascinati dalla sua maestosità e la sua selvaggia autenticità. Oggi quest’imponente faraglione, chiamato un tempo “Su Concali e su Terràinu”, è diventato metà prediletta per: arrampicatori che scalano le sue vertiginose pareti millenarie; snorkelers che esplorano i suoi fondali mozzafiato e canoisti che fanno il periplo e attraversano le due grotte a galleria che si aprono nelle sue pareti.

Ma le sorprese non si limitano a ciò, perché a Masua c’è ben altro. Infatti dinanzi allo scoglio calcareo del “Pan di Zucchero”, si affaccia lo straordinario sito minerario di “Porto Flavia”, un porto scolpito nella roccia e sospeso a picco sul mare, dal quale un tempo i minerali estratti nel territorio, come il piombo e lo zinco,  venivano calati direttamente sulle imbarcazioni che poi giungevano alle fonderie europee, riducendo in maniera drastica tempi e costi di trasporto. Porto Flavia è un capolavoro di ingegneria che fa parte del patrimonio di archeologia industriale del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna e domina con orgoglio la costa Iglesiente, sconosciuta a molti. È un sito minerario sorprendente, intriso di storia, unico nel suo genere e capace di ipnotizzare anche i viaggiatori più audaci e navigati.

Per via delle sue attrazioni, a Masua (frazione di Iglesias) fanno tappa: il “Cammino Minerario di Santa Barbara” che comincia da Iglesias e attraversa buona parte del Sulcis Iglesiente e del Guspinese, per quasi 400 chilometri, suddivisi in ben 24 tappe; e il “Sentiero Costiero delle Miniere del Blu”, considerato “uno dei ventuno migliori trekking del Mediterraneo” che parte invece da Portoscuso e arriva a Capo Pecora.

Se non avete ancora visitato questo angolo di Sardegna, vi consiglio di venirci per scoprire l’interno della galleria e se le condizioni meteo lo consentono, per fare un tour in gommone che vi permetterà di constatare la bellezza sia del “Pan di Zucchero” che di ”Porto Flavia” dal mare, ma non solo, fra le altre meraviglie della costa iglesiente, il tour consente di ammirare un sito ineguagliabile che vi lascerà letteralmente senza parole. Parlo della “Grotta Azzurra”, una cavità marina incastonata nella scogliera, ribattezzata con il nome di “Grotta Sardegna”, per via dei suoi contorni che ricalcano il perimetro dell’Isola sarda.

Per rendere la vostra visita memorabile e concluderla nel miglior dei modi, vi suggerisco di trattenervi in spiaggia sino a tarda sera per poter immortalare uno dei tramonti più belli che abbiate mai visto, capace di regalarvi momenti di grande emozione. A Masua tutte le sere Madre Natura incanta i bagnanti e i curiosi, dando vita allo spettacolo del sole che si tuffa nelle acque cristalline del “Mare Sardo” screziando il cielo di mille sfumature.

Non perdete tempo e pianificate una visita quanto prima. Sono più che certa che l’intero contesto costiero vi stregherà come ha fatto con me.

A si biri kitzi 

P.S.: Fate attenzione perché questo luogo, come molti altri della Sardegna, crea una dipendenza incurabile. In caso di astinenza è consigliato tornarci.

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