I PENNELLI E LA VISIONI ARTISTICA DI MARIO DELITALA: FU CANTORE DELLA SARDEGNA PIU’ AUTENTICA

ph: Mario Delitala
di GAIA DALLERA FERRARIO

Mario Delitala (Orani 1887 – Sassari 1991) è considerato uno dei massimi rappresentanti dell’arte del Novecento in Sardegna. Nel corso della sua lunga e fortunata carriera (morì a 103 anni il 16 settembre di ventotto anni fa) si dedicò a diverse tecniche quali la pittura ad olio, il pennarello, il pastello, l’acquerello, il mosaico e l’incisione. Artista e grafico, godette di una fama internazionale e le sue opere sono riconosciute per il loro grande valore; suo è, ancora oggi, il simbolo dell’etichetta del mirto Zedda-Piras.

Dopo una prima formazione da autodidatta la sua carriera artistica iniziò nel 1907, quando venne assunto dalla ditta Duchesne, specializzata in cartellonistica pubblicitaria, lavorando dapprima come contabile e poi come grafico.

Trasferitosi nuovamente in Sardegna, dopo pochi anni, gli furono commissionate due opere per il Municipio di Orani. Entrò successivamente nella ristretta rosa degli artisti impegnati nella decorazione del Palazzo Civico e nel 1913 dipinse alcune opere da esporre nella sala sarda della Mostra della Secessione romana.

La sala non venne realizzata ma, da questo momento, Mario Delitala iniziò ad esporre nelle più importanti città italiane: Bologna, Venezia, Roma, Torino, Milano. Nel frattempo continuò a viaggiare e studiare per perfezionare la propria tecnica. La svolta nell’attività artistica arrivò nel 1924, quando vinse il concorso per la decorazione dell’Aula consiliare del Municipio di Nuoro. Seguirono alla commissione numerosi incarichi per opere pubbliche. Nel contesto nazionale godette del prestigio necessario per essere invitato alle più importanti manifestazioni artistiche come le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma vincendo, tra l’altro, diversi riconoscimenti.

Pittore attento, talvolta ieratico, potrebbe essere inserito nel movimento del realismo che, inteso come tendenza programmatica, trovò esplicita affermazione nel 1855, anno in cui il pittore francese Goustave Courbet definì i suoi ideali artistici in un opuscolo scritto in occasione dell’Esposizione universale di Parigi: “Ho voluto essere capace di rappresentare i costumi, le idee, l’aspetto della mia epoca secondo il mio modo di vedere, fare dell’arte viva, questo è il mio scopo”.

Così anche Delitala colse, nella sua produzione, una realtà sociale, schietta, con poche allegorie e con una maggior attenzione verso i dati di fatto. I suoi soggetti continuarono ad essere reali anche dopo la Prima guerra mondiale, periodo in cui, nonostante l’affermazione predominante delle Avanguardie, si sviluppò, per alcuni artisti, la necessità di un “ritorno all’ordine” espressione del desiderio di riappropiarsi della classicità come un porto sicuro dopo aver vissuto gli anni feroci segnati dal conflitto.

Delitala, con i suoi compagni o allievi Figari, Floris, Dessy, Cabras, Maca, Sassu, favorì nel campo artistico sardo uno dei periodi di maggior successo. La sua produzione ebbe come oggetto principale due grandi temi: i soggetti di carattere religioso e il mondo popolare. Le sue tele celebrano i valori “sacri” della cultura isolana, ritraendo un universo agro-pastorale di cui preservò i tratti più autentici. La sua opera compone un catalogo di soggetti che testimoniano modi e abiti autoctoni, realizzando uno straordinario patrimonio di memorie etniche.

Non esiste un inventario esatto delle sue opere, disperse fra collezioni pubbliche e private in ogni parte d’Italia.
Tra i suoi capolavori ricordiamo: l’affresco al Duomo di Lanusei (1927), affresco all’Aula magna di Sassari (1930-’31), decora la cupola della Chiesa Di Santa Maria di Sassari (1931). Ad Orani è presente, presso il Palazzo comunale, una collezione a lui dedicata: questa raccolta di opere grafiche documenta le straordinarie capacità espressive di Delitala, tuttora considerato, a livello internazionale, uno dei massimi esponenti per quanto riguarda l’arte dell’incisione. Nello specifico è possibile ammirare sessantasei opere tra xilografie, acqueforti, litografie e due significativi dipinti ad olio donati da lui stesso al Comune di Orani, in occasione del suo centesimo anno di età.

Nelle xilografie di Mario Delitala si può vedere quasi una epopea della Sardegna antica, con i suoi costumi e i sentimenti che rimangono immortalati nelle stampe dell’artista oranese. Come incisore sentì inoltre la necessità di esprimere la fede religiosa del popolo sardo in una serie di stampe da legno che sono tra le più belle incise nel nostro tempo. Delitala fu dunque un grande artista, che seppe rappresentare con amore e devozione le abitudini, le credenze e l’animo della Sardegna a cavallo tra ‘800 e ‘900, rimanendo fedele alla propria terra e al proprio approccio creativo in contrasto con la tendenza che, in quel centennio, rincorse il mito del cambiamento quale espressione della potenza dell’uomo.

Una risposta a “I PENNELLI E LA VISIONI ARTISTICA DI MARIO DELITALA: FU CANTORE DELLA SARDEGNA PIU’ AUTENTICA”

  1. Nel 1975, anno del mio primo viaggio in Sardegna (veda il mio libro “Sardaigne au coeur [Sardegna nel cuore] Premio Sardegna 1976, ho avuto l’onore d’ incontrare Mario Delitala nel suo bello appartamento di Sassari. Era gia in eta di 88 anni e l’ho quasi paragonato a Matisse e a Jean Renoir, vedendolo come “un monarca dopo l’abdicazione, lui stesso regista d’una fiaba dove si strega e si smarrisce “…
    Claude SCHMITT

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