“PRAGA CANTAT”, IL CONCORSO E FESTIVAL INTERNAZIONALE NELLA CAPITALE CECA: SUCCESSO PER IL CORO ILUNE DI DORGALI DIRETTO DA ALESSANDRO CATTE

di ALESSANDRA ATZORI

“Praga Cantat” è un Concorso e Festival internazionale, che si svolge ogni anno in autunno a Praga, la città delle cento torri. Si tratta di un importante concorso e festival corale di cori provenienti da tutto il mondo. Le manifestazioni si tengono nelle maestose sale Majakovsky e Raisuv presso la National House, un bellissimo edificio neo-rinascimentale progettato dall’architetto Antonin Turek.

I cori possono scegliere di partecipare al concorso, valutati da una giuria internazionale, oppure cantare solo per il piacere di cantare nella categoria festival.

Il 2 novembre 2019 si è conclusa la 33^ edizione del concorso internazionale corale   cui ha partecipato il coro femminile Ilune, la formazione di Dorgali nata nel 1997, per volontà di alcune ragazze accomunate dalla passione per il canto corale e diretto fin dalla sua fondazione da Alessandro Catte.

 Il coro Ilune ha gareggiato nella categoria folklore in competizione con altri cori di altissimo livello che rasentavano la perfezione come i due cori provenienti dall’Indonesia che hanno fatto man bassa di premi in diverse categorie, così come i cori sloveni, tedeschi o americani di ragazzi che hanno mostrato una maturità e una solidità impressionante figlia di un contesto sociale e musicale distante dal nostro mondo.

In questo contesto il coro Ilune ha ben figurato ed è stato premiato con una medaglia d’argento ma, inaspettato è arrivato, tra i premi speciali del concorso, il premio legato alla categoria folklore dove il Coro Ilune ha ritirato un diploma particolare come miglior interpretazione della categoria, legata alla veridicità del repertorio. Un riconoscimento seguito dagli scritti dei tre giurati che hanno mostrato tutto il loro entusiasmo sia nei giudizi che nelle parole.

Il coro Ilune è un coro per sua natura di difficile collocamento in un contesto del genere, per via di un repertorio e di una vocalità che si sposta dai cosiddetti binari classici della polifonia tradizionale. Per l’occasione ha eseguito 4 brani: A duru dai, In brazzos de mama, Su duru duru ‘e Maria Caderina e Plena de grassia “messi in scena” stavolta in maniera inedita e con abito tradizionale (camicia e verdetta).

Così si esprime a caldo il direttore Alessandro Catte dopo aver ricevuto questi importanti riconoscimenti: ” Voglio ringraziare chi ci ha sostenuto anche in questa avventura e ha gioito con noi di questo riconoscimento. Questa bellissima esperienza dall’alto valore formativo ci ripaga degli sforzi fatti e ci da nuova linfa per andare avanti. Un grazie ovviamente va alle donne del coro Ilune che ho il privilegio di dirigere. Donne che si sacrificano si appassionano gioiscono e all’occasione piangono con me per amore della musica e della nostra terra. Grazie per tutto quello che mi fate vivere”.

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