IL VIAGGIO IN TERRA SPAGNOLA DE “IL COSTO DELLA VERITA’” : OTTAVIO OLITA E IL SUO LIBRO A SARAGOZZA CON IL CIRCOLO DEI SARDI D’ARAGONA

nella foto da sinistra: Rafael Melis, Ottavio Olita e Gianni Garbati
segnalazione di RAFAEL MELIS

La splendida biblioteca comunale ‘Ricardo Magdalena’ realizzata dalla città di Zaragoza (Saragozza) nell’immenso edificio dell’ex mattatoio cittadino completamente recuperato e restaurato, ha ospitato venerdì 11 ottobre la presentazione del romanzo ‘Il costo della verità’ scritto dal giornalista Ottavio Olita (ex Ansa, La Nuova Sardegna e per 26 anni in Rai).

L’iniziativa è stata fermamente voluta ed organizzata dal presidente del circolo dei sardi della capitale Aragonese, Rafael Melis, il quale, grazie alle significative relazioni che ha saputo costruire in città, in tutta l’Aragona, oltre che in Navarra, ha ottenuto il prestigioso spazio per realizzare l’incontro letterario.

Davanti ad attentissimi ascoltatori, tra i quali gli stessi dirigenti della biblioteca ed una delegazione della associazione ‘Dante Alighieri’ che si batte per la tutela, la diffusione e la valorizzazione della lingua italiana nel mondo, Rafael Melis, che si è avvalso anche della collaborazione di Gianni Garbati, presidente del ‘Circolo Ichnusa’ di Madrid, ha costruito curiosità e interesse intorno al romanzo.

Già dalla prefazione di don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione ‘Libera’ che conduce una ultraventennale battaglia contro tutte le mafie, svolgendo parallelamente un’intensa attività di educazione e informazione verso gli studenti, viene chiaramente spiegato qual è il vero obiettivo che Ottavio Olita ha voluto perseguire scrivendo questo romanzo: smuovere l’indifferenza delle istituzioni verso i tanti ‘eroi civili’ che, come don Lino Puglisi, don Pippo Diana, Peppino Impastato, Pippo Fava (solo per citarne alcuni), si battono fino al sacrificio personale per migliorare le condizioni di vita sociale, economica, culturale delle loro comunità.

‘Il costo della verità’ è quello che paga la famiglia di Marco Carboni, sindacalista sardo, di Silanus, ammazzato dalla ‘ndrangheta’ in Calabria perché intende scoprire la ragione dell’omicidio del loro congiunto su cui magistratura e forze dell’ordine sono state incapaci di sollevare la coltre di bugie, calunnie, depistaggi, omertà sotto la quale è stato nascosto.

Solo alla fine si scoprirà se l’indagine privata, avviata sette anni dopo l’assassinio, avrà una sorte diversa rispetto a quella condotta da forze dell’ordine e magistratura.

Grande l’interesse degli ascoltatori, non tanti, in una giornata che era caratterizzata dai festeggiamenti per la ‘Vergin del Pilar’, partecipatissimo rito religioso con le caratteristiche di una grande e gioiosa festa popolare. Un po’ come quella per Sant’Efisio, ma con la sostanziale differenza che a Saragozza le centinaia di migliaia di persone presenti non sono prevalentemente spettatori. Qui, al contrario, quasi tutti – uomini, donne, bambini, disabili, anziani che si trascinano faticosamente – prendono parte ai cortei processionali con i loro costumi e i loro fiori con i quali vanno ad onorare la statua della Madonna nera costruendo intorno al pilastro sul quale – secondo la tradizione popolare – apparve e sul quale viene esposta una sorta di gigantesca gonna.

Un’occasione unica che ha consentito allo scrittore di conoscere un aspetto della cultura religiosa aragonese e spagnola (in processione c’erano delegazioni da buona parte dei Paesi del mondo in cui è stata importante la colonizzazione spagnola, come le Filippine, il Nicaragua, il Cile, la Bolivia, il Perù) che ignorava.

Anche per questo ha espresso la sua forte gratitudine a Rafael Melis e al suo Circolo dei Sardi d’Aragona.

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