A VICENZA IL 6 NOVEMBRE, CON L’ASSOCIAZIONE “DELEDDA”, LA RAPPRESENTAZIONE DI VALENTINA SULAS “LA MADRE DEL PRETE”

evento segnalato da LUCIANA SEDDA

Venerdì 6 novembre 2019 – ore 21:00 – Auditorium dei Carmini – Corso Fogazzaro 254 – Vicenza

LA MADRE DEL PRETE di Grazia Deledda
con Valentina Sulas

regia Valentina Sulas
supervisione artistica Marco Parodi

Liberamente tratto dal romanzo “La madre” di Grazia Deledda, “LA MADRE DEL PRETE” ne mantiene la qualità poetica e fortemente immaginifica, evocando una natura selvaggia, bellissima ma aspra, che accompagna e illustra le emozioni dei personaggi.

In un paesino di campagna fuori dal tempo, la madre di un giovane prete vede il figlio innamorarsi di una donna e allacciare con lei una relazione segreta.
Disperatamente cercherà di salvarli entrambi, ma la situazione precipiterà verso un finale inaspettato.

Una storia sull’amore, il fallimento e la colpa. Valentina Sulas incarna i tre personaggi, passando dall’uno all’altro con semplicità: la madre, che ha lavorato duramente per tutta una vita per
assicurare al figlio l’istruzione del seminario e che adesso si strugge, cercando di aiutarlo, forte e dura, ma vivendo in segreto tutta l’angoscia di lui;
lo stesso Paulo, dilaniato tra la sua fede e una passione irresistibile, incapace di distinguere i suoi desideri da quelli di sua madre e della sua amante, intrappolato tra le due donne che ama, e il ruolo e la maschera che si è imposto;
la giovane Agnese, fiduciosa in una nuova vita con Paulo e sicura della legittimità del suo amore, che rischia di essere messa da parte come un vestito vecchio.

Il testo ha debuttato con successo nel 2014 in lingua inglese – “The mother of the priest” – al Festival Fringe di Edimburgo, prestigioso festival delle arti che si svolge ogni anno nella capitale della Scozia.
I giornali scozzesi scrissero: “…Nella sua interpretazione della Madre, Sulas è l’incarnazione della grazia e della potenza. Sulas ha l’abilità di dire molto con pochissime parole. Siamo affascinati da lei anche nei momenti di silenzio; in questi momenti ci viene offerta una tale emozione che possiamo ben comprendere le profondità del suo personaggio. L’intensità della sua presenza scenica è tale da lasciarci stupiti dai suoi movimenti spesso quieti e introversi. Parole squisite, offerte da un’attrice brillante. Il testo è inondato di immagini poetiche, che evocano il paesaggio idilliaco della Sardegna con generosa eloquenza…”.

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