NUOVE OPPORTUNITA’: LONDRA COME OBIETTIVO PER GIULIO CARTA, NEL SUO VIAGGIO DA URZULEI

ph: Giulio Carta
di VANESSA CONTI

Giulio Carta, 28 anni, di Urzulei, lavora come barman a Londra, città che gli ha permesso di crescere tanto dal punto di vista umano e lavorativo.

Giulio Carta ha 28 anni, è originario di Urzulei e, da più di un anno, lavora come barman a Londra. Dopo aver conseguito la qualifica professionale presso l’Istituto Alberghiero di Tortolì, ha deciso di abbandonare gli studi, per addentrarsi nel mondo del lavoro.

Ha cominciato subito a esercitare la professione del barman in diversi locali ogliastrini, ma si è reso presto conto che questa realtà gli stava stretta; così ha preso la decisione di fare i bagagli e lasciare la sua terra alla ricerca di un posto che potesse offrirgli maggiori possibilità.

«Faccio un lavoro molto bello ma molto stressante, che però riesce sempre a darmi tante soddisfazioni. Dopo aver lavorato per diversi anni in Sardegna, però, mi sono reso conto che la situazione lavorativa non riusciva a soddisfarmi e che, nonostante avessi una forte passione per il mio mestiere, i miei sforzi non sempre erano ripagati. Per questo motivo, principalmente, ho deciso di partire: come la maggior parte delle persone che lasciano l’Italia, avevo bisogno di provare qualcosa di nuovo e vivere altre esperienze, scoprire posti nuovi e provare ad allargare i miei orizzonti.»

La destinazione scelta da Giulio, non è stata casuale, ma ha deciso di partire per Londra, perché sapeva che in questa città avrebbe trovato l’appoggio di un conoscente, che l’ha poi indirizzato alla ricerca di un lavoro. «Londra mi piace tantissimo, ma ha anche i suoi lati negativi: mi piace il fatto che sia una grande città e ci siano tantissime persone, ma questo, allo stesso tempo, mi fa sentire come se fossi solo un numero. Qui ho capito quanto ciascuno di noi è piccolo e quanto, nel mondo, la realtà sia diversa da quella del mio paese in Sardegna, dove tutti si conoscono e la gente è sempre la stessa. Non nego che ci siano giorni in cui mi sento stanco della città e vorrei essere in un altro posto, anche perché Londra è sempre molto cupa e le giornate di sole sono rare, ma in fin dei conti sono molto felice della scelta fatta.»

Dal punto di vista lavorativo, chiaramente ci sono grosse differenze tra la realtà sarda e quella inglese; si tratta, in entrambi i casi, di un’isola, ma la mentalità e, di conseguenza, l’approccio al lavoro, sono molto diversi.

«La Sardegna e l’Inghilterra sono due grandi isole, ma la differenza è subito evidente: basta considerare il fatto che solo nel mio quartiere, il numero di abitanti supera quello di metà Sardegna. Qui a Londra, a livello lavorativo, c’è molta concorrenza, ma allo stesso tempo, le opportunità sono tantissime, quindi se non ci si trova bene in un posto, con un determinato lavoro, non è difficile abbandonarlo e trovarne un altro. Le aziende sanno che, la maggior parte delle persone in cerca di lavoro, non sono appassionate del settore, ma lo fanno semplicemente per scopi economici, quindi quando trovano qualcuno che lavora con passione e dedizione, non esitano a premiarlo per i suoi sforzi. Personalmente, nel giro di un anno ho ricevuto tre promozioni, sono passato da portapiatti a capo bartender in 11 mesi e, probabilmente, a breve ne riceverò un’altra; sono felicissimo ma, allo stesso tempo, sono consapevole del fatto che, in Sardegna, per diversi motivi, questo non sarebbe mai potuto accadere.»

Alla domanda “Ti manca l’Ogliastra?”, Giulio risponde serenamente. «L’Ogliastra è casa mia, ci sono cresciuto, ho i miei ricordi e tutti i miei affetti, quindi è chiaro che ne sento la mancanza, soprattutto quando sono lontano da tanto tempo. Allo stesso tempo, però, sono contento della strada intrapresa, quindi non rimpiango la mia scelta: l’Ogliastra mi manca, è vero, ma non è mai un pensiero fisso.»

Giulio racconta che tornare in Ogliastra gli fa sempre piacere, infatti, prende un volo ogni circa quattro mesi per tornare a casa, ma semplicemente per salutare gli affetti e godersi qualche giorno di vacanza. «Tornare a casa mi fa sempre piacere, ma non ho nessuna intenzione di costruire un progetto di vita in Sardegna. Il mio sogno più grande è quello di riuscire a realizzarmi nella vita, ed è proprio per questo che sono a Londra, perché sono convinto che questo posto possa aiutarmi e che, le esperienze che sto facendo, mi permetteranno, pian piano, di poter andare avanti contando esclusivamente sulle mie gambe.»

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