L’UOMO CHE SUSSURRA AI CAVALLI: GIOVANNI PORCELLA, IL VETERINARIO DELLE CONTRADE AL PALIO DI SIENA

in primo piano Giovanni Porcella
di ENRICO CAMBEDDA

Una vita dedicata all’animale più nobile. Per Giovanni Porcella, anzi dottor Porcella, medico veterinario, specializzato in ginecologia, chirurgia ed ortopedia equestre, impegno, professionalità e passione hanno prodotto un prestigioso riconoscimento: per il secondo anno consecutivo sarà il Veterinario del Magistrato delle Contrade al Palio di Siena. Dopo la brillante attività svolta nel 2018, lariconferma per quest’anno è stata quasi giocoforza. Apprezzato dagli organizzatori e da tutte le contrade della cittadina toscana è stataìo scelto per il difficile ruolo che prevede persino l’esclusione di un cavallo dalla corsa se dovesse essere tirato in ballo, per motivi fisici, dopo l’estrazione a sorte che assegna i cavalli alle diverse contrade. Un compito delicato che si svolge in sintonia con quello dei veterinari di ogni contrada e con le visite dei veterinari comunali: “Mi sono immerso in un mondo fantastico che non conoscevo – spiega – per me è stato un grande onore. Ho capito cosa significhi per i senesi il Palio e quanta passione nasca e si sviluppi senza sosta in ogni contrada di questa meravigliosa città. C’è grande amore ed un rispetto, quasi sacro, per il cavallo. Dura tutta la vita, 365 giorni all’anno: non è limitato ai pochi giorni del Palio.Oltre ad un’immensa emozione ho sentito anche tutta la responsabilità di un incarico così prestigioso”.

Giovanni Porcella nutre una vera e propria passione per il cavallo sin da bambino. Quando i suoi amici correvano dietro ad un pallone, egli sfruttava ogni occasione per leggere libri sul fantastico mondo di questo animale e ogni tanto (non era facile allora) riusciva a trovare qualcuno disposto ad aiutarlo a stare in sella e ad insegnarli i primi rudimenti di questa passione. Poi gli studi veterinari e la scelta, tanto agognata, di dedicarsi esclusivamente al cavallo. Il suo tirocinio avviene nella prestigiosa Clinica Veterinaria di Merano. Si appassiona alla medicina Sportiva e in poco tempo diventa veterinario FISE (Federazione Italiana Sport Equestri). Il suo curriculum professionale si arrichisce con una preziosa collaborazione esterna con l’Esercito Italiano, con l’Istituto Carcerario Sardo e con i Vigili Urbani di Cagliari, dove la sua attività nella cura del cavallo, diventa sempre più preziosa: “Il mio primo contatto e l’esperienza decisiva col mondo del Palio, avviene nel 2001 – aggiunge – quando fui veterinario di contrada ad Asti. E’ anche questa una manifestazione molto importante e sentita dagli abitanti della cittadina piemontese. Per me fu un incontro decisivo col mondo delle corse, la cultura e la tradizione del cavallo. Ma è la Sardegna che mi ha forgiato”.

Non c’è paese, infatti, nell’isola che non si trovi più o meno coinvolto direttamente nell’interesse per il cavallo. Dappertutto è un fiorire di iniziative, un proliferare di attività. Dove non è Palio è Rodeo, oppure giostra o corsa sfrenate, con un sottofondo ora pagano, ora religioso, ora laico. Giovanni Porcella in questo vasto mondo vive e lavora ogni giorno. Cura i cavalli, viene chiamato in tutta l’isola per interventi e consulenze nel campo delle diverse patologie legate al settore equestre. Si occupa sempre più spesso, inoltre, di allevamenti e di tecniche di riproduzione delle razze più pregiate. Da qualche tempo ha un allevamento equino con oltre venti soggetti di grande valore, alcuni dei quali sono stati venduti all’estero, acquistati direttamente da ricchi appassionati arabi. Ma Giovanni Porcella conosce e pratica i tanti modi di ‘vivere il cavallo’, di godersi il fascino, a volte anche spettacolare delle sue esibizioni. Perché, in fondo, c’è una grande verità: egli come tutti i sardi ha il cavallo nel sangue, fin dalla notte dei tempi. E’ un sentirlo quasi pulsare nelle vene, quasi fosse un tutt’uno con il proprio essere. Questa straordinaria simbiosi uomo/cavallo non è mai morta, né mai morrà, perché affonda le sue radici profonde nella cultura stessa della nostra gente. Dappertutto. Non poteva essere altrimenti per Giovanni Porcella che sempre più coinvolto, sperimenta il brivido e l’emozione dell’andare a cavallo in occasione di manifestazioni sportive anche molto importanti. Partecipa alle più importanti gare di Endurance e insieme ad altri atleti del suo gruppo conquista dei prestigiosi, primo e secondo posto, nella Coppa Sardegna e persino un quarto posto nel Campionato Italiano ANICA. Fra i risultati importanti, infine, un ottimo piazzamento, a Pisa, in una gara organizzata dagli Arabi: Mohamed Cup. Ci sono poi le decine di escursioni di trekking in tutta l’isola con il coinvolgimento di centinaia di appassionati: “E’ uno dei momenti più belli – conclude – vivere alla mia età, ormai alle soglie dei cinquant’anni, queste esperienze con tanti giovani è davvero stimolante. Sono orgoglioso di aver suscitato e di avere ancora io stesso, un concreto e positivo interesseper questo superbo animale, vero amico dell’uomo”.

Per il futuro ci si augura che l’esempio positivo del dottor Porcella possa produrre anche in un piccolo paese come Teulada quell’entusiasmo indispensabile per favorire l’effetto positivo nell’ambito dell’economia locale, soprattutto nel comparto turistico. La cultura del cavallo è in crescita. Si può ipotizzare, ormai, la creazione di impianti e servizi connessi, con innegabili riflessi anche nel campo occupazionale, sia nel settore specificooltre che nell’indotto.  

per gentile concessione della rivista LACANAS

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