IL TOUR DE FRANCE PER CAPIRE IL FUTURO: PER FABIO ARU E’ COME SE DA OGGI COMINCIASSE UNA NUOVA CARRIERA AGONISTICA

ph: Fabio Aru

Chissà se da bambino quando si allenava sulle strade di Villacidro, in sella a una mountain bike, Fabio Aru immaginava un giorno di arrivare a correre il Tour de France da professionista. Il ciclista sardo, infatti, è stato confermato dalla sua squadra, la UAE Emirates, per la corsa a tappe francese che prende il via il prossimo 6 luglio e si conclude domenica 28. Per il Cavaliere dei Quattro Mori, come è soprannominato Aru, questo Tour sarà un vero e proprio spartiacque. Lo scalatore sardo arriva senza pressioni sulle strade francesi e senza ambizioni di classifica. Lo scopo sarà quello di continuare il percorso di crescita post operazione all’arteria iliaca che ne ha limitato il rendimento nel 2018 e preparare al meglio l’obiettivo stagionale: la Vuelta di Spagna di agosto. Inutile nascondersi però, con una buona carriera alle spalle e nuove possibilità di crescita all’orizzonte, se Fabio dovesse far bene in Francia, magari con una vittoria di tappa, potrebbe rilanciarsi definitivamente.

Il Fabio Aru che arriva al Tour 2019 è totalmente diverso da quello visto l’anno scorso al Giro d’Italia. Già prima di scoprire di essere incappato nella stagione più negativa della sua carriera Aru era sembrato stressato, forse appesantito nelle gambe dalle troppe aspettative su di lui. Quest’anno invece il ciclista di Villacidro pare sereno. Ha fatto delle lunghe vacanze, anche nella sua Sardegna, e in più la sua compagna, Valentina Bugnone, è in attesa di una bambina. E ha appena festeggiato i suoi 29 anni. Proprio questa ritrovata calma potrebbe essere l’arma in più per far bene al Tour de France. Non sarà semplice comunque perché Aru ha mostrato segnali positivi al Giro di Svizzera ma comunque ha corso di fatto solo quella corsa a tappe di un certo livello prima della Grande Boucle.

In che tappe dobbiamo aspettarci qualche scatto da Fabio Aru? Il primo appuntamento da segnare in calendario è l’11 luglio nella sesta tappa del Tour de France da Mulhouse a La Planche des Belles Filles. Nome che evoca dolci ricordi a Fabio visto che qui nel 2017 ha vinto in solitaria, dopo uno scatto bruciante, in maglia tricolore. Ripetersi sarà durissima perché la tappa arriva presto e Aru probabilmente sarà in maggiormente in forma nella terza settimana. Parlando di arrivi storici il 20 luglio, quattordicesima tappa, si arriva sulle pendenze da incubo spalmate per ben 19 chilometri del Tourmalet. Siamo nella seconda settimana e qui Fabio se fosse in fuga e con una buona gamba potrebbe tentare il successo. Aru che avrebbe chance anche il giorno dopo nella quindicesima difficoltà del Tour con quattro GPM e l’arrivo a Foix. Nell’ultima settimana, forse quella dove Fabio potrebbe stare meglio se continua su questo percorso d’allenamento, arrivano le Alpi. Si inizia giovedì 25 luglio con l’arrivo a Valloire dopo aver affrontato due mostri sacri come l’Izoard e il Galibier. Il giorno dopo tappa breve ma dura anche questa buona sulla carta per il Cavaliere dei Quattro Mori con l’arrivo in ascesa a Tignes. Infine ultima possibilità sabato 27 luglio con l’arrivo a Val Thorens, salita non complessa con pendenza media del 5,5% ma che arriva dopo tre settimane e soprattutto che misura quasi 34 km, un incubo senza fine.

Aru che prima della partenza al Tour ha lasciato comunque dichiarazioni positive, quasi promettendo un successo di tappa: «Pensare al Tour fino a due mesi fa era quasi impossibile, però dopo il Giro di Svizzera è diventata un’opzione. Partirò con calma ma non penso di andare per allenarmi. I primi 10 giorni saranno duri, Dan Martin avrà bisogno di me ma l’obiettivo è quello di arrivare in buone condizioni nel finale per cercare un successo di tappa. Tornare in bici dopo l’operazione mi ha ridato sicurezza nei miei mezzi. Mi auguro di tornare presto a lottare per una vittoria e nel cuore della battaglia».

Sulla carta i due principali favoriti per questo Tour De France sono compagni di squadra. Parliamo di Geraint Thomas, maglia gialla l’anno scorso, e del colombiano Egan Bernal, entrambi alla Ineos nata dalle ceneri della Sky. Il primo si sta riprendendo da un infortunio mentre il secondo dopo la rottura della clavicola che gli ha impedito di essere al Giro d’Italia è pronto a rifarsi, e al recente Giro di Svizzera ha dimostrato di essere il più forte. Ultimamente la strategia del doppio capitano è scelta comune nelle squadre di vertice ma bisognerà capire quanto questa strategia influenzerà in negativo il percorso di Thomas e Bernal. Secondo i bookmaker alte le quotazioni anche per Quintana, anche lui però avrà molta concorrenza in casa alla Movistar con Landa e Carapaz pronti a salire di grado. Un po’ indietro veterani come Richie Porte e Jakob Fuglsang, che sta attraversando a 34 anni la miglior stagione forse della sua carriera. E i francesi? Ci sono Pinot e Bardet, il secondo leggermente favorito ma entrambi hanno dimostrato di non reggere le tre settimane. Per l’Italia ci sarà Nibali che dopo lo sfortunoso ritiro dell’anno scorso vorrà rifarsi. Ma ha corso il Giro e dunque non ha una condizione ottimale, almeno in teoria.

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