IL “SARDINIA FILM FESTIVAL” PRESENTA A SASSARI IL 26 GIUGNO “ALTURA” DI MARIO SEQUI, RITORNATO ALLA LUCE PER MERITO DEL GREMIO DEI SARDI DI ROMA

di BRUNO CULEDDU

Dal 24 al 26 giugno si terrà a Sassari la XIV edizione del Sardinia Film Festival. Molte le proiezioni previste, tra cui quella del film “Alturadi Mario Sequi, vecchio film del 1949 ritornato al cinema grazie all’Associazione “Il Gremio”, i sardi di Roma.

“Altura” sarà proiettato mercoledì 26 giugno, alle ore 20.30, presso il Teatro Civico – Palazzo di Città, il cuore culturale di Sassari. Con legittimo orgoglio sarà presente Antonio Maria Masia, presidente de “Il Gremio” e principale responsabile della riscoperta dell’opera, a tutti gli effetti il primo film girato in Sardegna nel dopoguerra. 

È stato un puro caso che ha permesso di sottrarre il film dal buio degli archivi.

Antonio Maria Masia racconta che nello scartabellare le migliaia di documenti usati per la stesura del libro “Il Gremio. Ha + di 100 anni, ma ne dimostra 67!” edizioni Nemapress del 2015, si è imbattuto in un vecchio verbale del circolo con oggetto “Un film sardo da girare in Sardegna”.

Pasquale Marica di Sanluri, fondatore del circolo e cinefilo con esperienze di sceneggiatura, aveva organizzato nel giugno del 1949 presso il Mediterraneo di Ostia la presentazione del progetto “Altura” alla presenza della signorina Eleonora Rossi e del regista Mario Sequi, anche lui legato all’associazione quale socio co-fondatore.

Con compiacimento Masia ha avuto la conferma che già allora, come oggi, “Il Gremio”  riuniva intorno alla figura del presidente sardi di ogni ceto ed estrazione sociale, tra cui molti intellettuali e artisti di tutte le discipline, arrivati nella capitale per studio o lavoro. L’elenco dei fondatori e frequentatori annoverava infatti personaggi come il compositore Ennio Porrino e il giornalista Pietro Lissia, che ebbero entrambi un ruolo attivo nella realizzazione del film. Porrino ne curò la musica, Lissia la sceneggiatura.

Sotto l’egida de “Il Gremio” il progetto fu portato a termine. La pellicola venne girata ad Aggius con interpreti di grande livello e al tempo molto popolari: Massimo Girotti e Roldano Lupi e l’esordiente Eleonora Rossi Drago. Il film venne rieditato, verso la metà degli anni ’50, col sotto titolo Rocce insanguinate.

 La pellicola dopo le proiezioni in alcune sale italiane, sempre preventivamente autorizzate dalla ferrea censura governativa di cui tempi, in seguito cadde nel dimenticatoio.

La scoperta del verbale ha convinto Masia che bisognava ritrovare il film a tutti i costi.

Impresa non facile che non sarebbe stato possibile realizzare senza il concorso determinante di una professionista. Il compito di rintracciare la pellicola e salvarla dagli effetti del tempo è stato quindi affidato alla dottoressa Franca Farina, ozierese doc. ladirigente del Gremio che segue il comparto cinema per l’Associazione, che da anni organizza in collaborazione con la Cineteca Nazionale l’evento “Incontri con il Cinema Sardo” per la diffusione e valorizzazione nella Capitale di registi e attori e temi sardi. Ma   Franca Farina è  anche funzionaria del Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si occupa proprio della salvaguardia del patrimonio filmico e che del resto può vantarsi di avere contributo alla ricerca e alla ricostruzione di numerosi capolavori come “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, “La terrazza” di Ettore Scola e “Italiani brava gente” di Giuseppe De Santis.

Comunque per lei recuperare “Altura” non è stato per niente facile. Risultate vane le ricerche presso la Cineteca Nazionale di Roma, l’indagine è stata estesa dapprima presso le varie cineteche ed infine nelle collezioni private dove finalmente la pellicola è stata trovata presso Paolo Martinelli, amministratore unico di Broadmedia service che gentilmente ha aderito alla richiesta di mettere a disposizione i materiali in suo possesso: negativo scena e colonna nitrato originali su pellicola 35mm.  I documenti vennero depositati temporaneamente in Cineteca Nazionale, nell’ambito di un accordo teso al  recupero dell’opera filmica con acquisizione digitale su scanner a risoluzione 2k. Alla fine del processo di restauro e digitalizzazione sono stati realizzati un Blu-ray e un Digital Cinema Package (DCP) di proiezione.

Così, finalmente, a inizio del 2019, è stato possibile visionare il film privatamente  nella sala cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia, insieme alla stessa Franca Farina, al presidente del Gremio Antonio Maria Masia, alla conservatrice Daniela Currò che ha sostenuto e dato il via all’iniziativa, al tecnico specializzato della Cineteca Antonio Commentucci, che ha effettuato il delicato lavoro di restauro  lavorazioni e al regista sardo Gianfranco Cabiddu.

Valutata positivamente la qualità del documento, si è deciso di mostrarlo per la prima volta ai soci ed amici, in forma pubblica e gratuita, il 27 aprile 2019, nell’accogliente Sala Italia dell’Associazione, nell’ambito della festa istituzionale per i sardi “Sa Die de Sa Sardigna”.

L’evento ha suscitato un condiviso e grandissimo interesse.

È stata una serata indimenticabile per il folto pubblico, i numerosi critici e i tanti cinefili presenti. Con manifesta emozione hanno assistito alla proiezione e sono intervenuti nei commenti di fine spettacolo Arabella, figlia di Massimo Girotti, Malgari Onnis e Stefania, rispettivamente moglie e figlia del grande maestro Ennio Porrino e Marco Sequi, nipote del regista monserratino scomparso a Roma nel 1992.

Adesso il film si presenta come nuovo nelle sale italiane a partire dalla data prestigiosa del Teatro Civico – Palazzo di Città di Sassari del prossimo 26 giugno.

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