‘LA CASA CANTONIERA’, L’ULTIMO LIBRO DELL’ORISTANESE RITA SANNA, TRAPIANTATA A ROMA

ph: Rita Sanna
di GIAN PIERO PINNA

Rita Sanna, oristanese trapiantata a Roma per seguire i figli, dopo anni di successi letterari e sei libri pubblicati con importanti case editrici della penisola, si definisce “una persona che ama scrivere”, però allo stesso tempo confessa che mai avrebbe pensato di fare la scrittrice, perché “come insegnante, mi ritenevo più capace di correggere, che di scrivere”. Andata in pensione abbastanza giovane, quest’ozio le fece cambiare idea e adesso, oltre che scrivere romanzi, ha prodotto anche una serie di bellissime poesie. Si ripresenta al pubblico con un’interessante opera, pubblicata dalla Armando Editore, nelle librerie dalla fine di aprile, dal titolo  La Casa Cantoniera, dove racconta di Antonicu, un giovane bello quanto rozzo e determinato lavoratore. Costui, dopo aver realizzato il sogno che coltivava da ragazzino, quello di possedere la casa cantoniera ferroviaria dove aveva vissuto la sua infanzia e parte della sua adolescenza. Costui, vive serenamente la sua vita da scapolo, ma  un tradimento inaspettato e un grande fascino personale, lo convincono a mutare abitudini di vita e a concedersi numerose avventure sino a guadagnarsi l’appellativo di “gran bagasseri”. Tuttavia, come spesso accade, la vita ha in serbo delle sorprese ed è sempre pronta a rimescolare le carte.

Nonostante avesse raggiunto i quarant’anni,  Antonicu non aveva mai pensato di sposarsi e non ne aveva neanche l’intenzione. Gli piaceva divertirsi, andare in giro, a ballare nelle piazze per le feste nei paesi vicini per corteggiare, a modo suo,”sas femminas”.

Non bello, ma alto e robusto, scuro di pelle, di donne ne aveva avuto tante e tante ne avrebbe potuto avere perché riusciva a conquistarle per la simpatia e per la capacità di abile seduttore. Sposate o nubili gli andavano tutte bene, purchè fossero in polpa. Con queste sfogava tutta la sua virilità, ma non gli era andata bene quella domenica d’estate quando, all’imbrunire, in cerca di una piazza dove si potesse ballare, percorrendo lentamente la strada principale  di un paese non troppo distante dal suo, era stato attratto dalla musica assordante che si sprigionava da un locale gremito di gente e qui avviene un incontro che lo fa alquanto riflettere, ma i suoi tormenti sono appena all’inizio, complice anche l’incontro con una giovane suora di nome Imma, al secolo Lucia, che all’età di ventiquattro, fu consacrata suora dell’Ordine delle Sacramentine. Non era stato difficile per Lucia il percorso ed il “passaggio ”da laica a quella di suora, dopo aver pronunciato i Voti  di obbedienza, di castità, di povertà.

Ubbidiente lo era sempre stata con tutti, così come era stata sempre povera. Della castità forse non ne conosceva neppure il vero significato, per non averne mai parlato con nessuno e per non aver mai conosciuto o frequentato nessun ragazzo, rinchiusa per anni in quell’Istituto, senza quasi mai uscire e senza aver mai letto storie d’amore, ma solo libri “di chiesa” e quelli scolastici.

L’epilogo della storia, che come ci ha spiegato la stessa autrice, si è ispirata ad una fatto vero, è un crescendo di intrecci, emozioni e tormenti interiori, che Rita Sanna descrive con dovizia di particolari.

La Casa Cantoniera, è un libro che si legge tutto d’un fiato, perchè la storia raccontata, avvince il lettore impaziente di conoscere l’epilogo di quell’amore particolare.

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