FEDERICA GALLUS, DA NUORO AGLI ESORDI NEI CLUB DI LONDRA. ORA LA NUOVA DIMENSIONE IN PORTOGALLO

ph: Federica Gallus
di FRANCESCO PIRISI

Il Nuorese esporta designer per l’industria, manager, ma anche giovani cantanti. Federica Gallus, 31 anni, natali nel quartiere di Montejaca, da qualche anno percorre in lungo e in largo il Portogallo, per portare nelle piazze e nei club la sua voce. Come compagno di palco, sotto il nome “Soulight”, ma anche nella vita, Tiago Rosado, chitarrista portoghese e ingegnere del suono. Da Faro, capoluogo dell’Algarve, nel sud del Paese, l’artista di Nuoro racconta: «I nostri spettacoli sono soprattutto nelle località turistiche, frequentate da francesi, inglesi, svizzeri. Nello stesso tempo abbiamo messo su una sala di registrazione proprio a Faro, la città del mio compagno, dove componiamo musica, con il coinvolgimento di altri artisti».

Il Portogallo è la seconda tappa straniera, dopo gli anni vissuti a Londra, per la “voce” nuorese che sin da bambina sognava di fare la cantante. Scuole elementari al “Podda”, medie all’istituto “Deledda”, in via Asproni. Le magistrali al “Sebastiano Satta”, con indirizzo musicale. Dove la combinazione vincente è l’incontro con la docente Angiola Serra, che la spinge verso il canto lirico. «Le ore dedicate alla musica erano le più belle, perché per il resto avevo una certa ritrosia sia alle regole della scuola sia allo studio schematico e ordinato. Ma, in qualche modo, ho preso ciò che mi serviva per coltivare la mia passione».

La lirica sembra la strada giusta. Per seguirne il percorso di assimilazione si iscrive al conservatorio di Sassari. L’amore non scocca e il ritorno a casa è anche il preludio per la partenza verso l’Inghilterra, poco più che ventenne. Perché più dell’indicazione stabilita per le lei nelle scuole appena lasciate, può l’inclinazione naturale, con la quale è cresciuta sin dall’adolescenza. I motivi li spiega la stessa interessata: «Mentre a Sassari portavo avanti gli studi classici, mi accorgevo che la lirica e la vita da cantante lirica non facevano per me. Mi tornava alla mente la “black music”, degli afroamericani, con i miti della mia infanzia, dal mito del gospel, soul e R&B Aretha Franklin a Ben E. King, cantautore pop, entrambi statunitensi. I miei genitori erano appassionati della canzone nazionale e straniera, tanto che acquistavano tutti i cd, con generi che andavano dal jazz, alle più importanti scuole d’autore italiane, sino alla musica leggera, da Mina a Fiorella Mannoia».

Federica con il compagno Tiago Rosado

Prima che a rubare almeno parte della scena domestica non fosse la piccola artista, Federica, insieme ai fratelli Salvatore, oggi musicista a Londra, e Chiara, che studia teatro e ha già recitato per la Rai. Altri ricordi di quel tempo: «Avevo tanta voglia di cantare e mi esibivo in casa, nel sottoscala. Mi entusiasmava sentire l’eco della mia voce. Ricordo anche lo spettacolo d’esordio, all’età di sette anni, al “Podda”. Nel momento di iniziare sentivo un vortice di paura e gioia così forte che sembrava mi dovesse scoppiare il cuore». Per questo le prime uscite in compagnia dei coetanei sono dedicate ad assistere ai concerti. La Nuoro provinciale, sospesa tra le conquiste del passato e l’incertezza su cosa possa essere il futuro, riesce comunque a dare presenza e prospettiva all’arte. A maggior ragione a quella musicale.

Gli anni a cavallo del millennio sono quelli dei gruppi emergenti, degli spettacoli in piazza Satta e all’anfiteatro, dove è di scena il festival estivo “KomuniKarte”, promosso dall’amministrazione comunale. C’è anche lo scambio tra complessi locali e forestieri. Tra gli spettatori e poi interpreti la giovanissima, arrembante, Federica: «Passavo molte notti davanti a quei palchi e stavo fuori casa con amici, anche più grandi di me, orchestrali o comunque appassionati della musica. Per certi versi ero un’adolescente irrequieta».

Ci sono anche i seminari jazz, organizzati da Paolo Fresu, trombettista di Berchidda. Tra gli allievi non può mancare la figlia della famiglia Gallus, che alla musica nata tra i ghetti afroamericani degli Usa ha già promesso sentimenti e fedeltà. La cui prima prova è l’abbandono delle lezioni di lirica al conservatorio. A cui succede la partenza per Londra: «Per mantenermi ho lavorato nei ristoranti, in compagnia di colleghe colombiane. Nei momenti di pausa le davo in mano pentole, coperchi, mestoli, tutto quanto potesse produrre un suono. E io iniziavo a cantare e ballare. Ricordo bene quelle ragazze, da loro ho ascoltato storie di vita forti, indimenticabili».

Dalla cucina si passa ai pub, tra cui il Ronnie Scott Jazz Club, molto famoso nella “city” londinese, dove per un po’ di tempo Federica Gallus fa coppia col chitarrista di Cagliari, Luca Faraone. Tra i bei momenti di quei giorni anche la richiesta da Nuoro, da parte dei “Menhir”, gruppo “hip hop”, per essere la voce femminile nella loro ultima produzione discografica. Nel frattempo ha smesso di fare la cuoca, per lanciarsi “2senza rete”, dice lei, nel mondo artistico: «Nonostante non sia stato facile. È una realtà competitiva e certe volte spietata. Io però vivo la musica come scoperta di me stessa e di unione con il prossimo». Un cammino, professionale ed emozionale che si è traferito in Portogallo, con Tiago Rosado e il loro gruppo “Soulight”, che compone anche per un influente agente musicale locale.

L’ultimo progetto di Federica è un lavoro da solista: «Si tratta di un album con pezzi e musiche scritti da me. Spero di realizzarlo in tempi stretti».

http://www.lanuovasardegna.it/sassari

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