GLI ITALIANI ALL’ESTERO FANNO RETE: A PALERMO DAL 16 AL 19 APRILE. PER L’ASSOCIAZIONE “INCANTOS” DI COPENAGHEN, PARTECIPERA’ EMANUELE MELIS

ph: Emanuele Melis
di OLIMPIA GRUSSU

Centoquindici ragazzi italiani che vivono all’estero si troveranno a Palermo, dal 16 al 19 aprile 2019, per fare rete. I partecipanti sono stati selezionati dai Comitati degli italiani all’estero (Com.It.Es.) e dalle Consulte regionali per l’emigrazione, aderenti all’iniziativa, con l’intento di mobilitare tutte le comunità d’italiane all’estero e rafforzare le reti istituzionali di rappresentanza di base. La tre giorni è stata organizzata del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie).L’evento arriva nel decennale della Conferenza mondiale dei giovani, che nel dicembre del 2008, sempre per iniziativa del Cgie, portò a Roma 400 delegati da tutto il mondo. Il Cgie è un’istituzione composta di 43 volontari eletti in tutti i paesi dove è insediata una comunità di italiani, a cui si aggiungono 20 membri di nomina governativa. Sono stati coinvolti tutti i ragazzi tramite videoconferenze preparatorie e tramite questionari per incoraggiarli ad un massimo impegno e spiegare loro il potenziale di questa iniziativa.Alta l’aspettativa per il contributo di questi ragazzi e ragazze, per il 60% di seconda e terza generazione di italiani all’estero e per il 40% da quella nuova emigrazione, che finalmente potrà avere voce propria e possibilità di usarla.

E in questo contesto, parteciperà anche un delegato della recente associazione “Incantos” con sede a Copenaghen.

Emanuele Melis, nato nella capitale danese da una famiglia Sarda, contribuisce insieme ai familiari alla gestione di numerose attività nell’ambito enogastronomico. Nonostante la forte passione per il proprio lavoro, ne ha un’altra: l’antropologia. La vocazione per questa disciplina è nata dopo un viaggio a Cuba dove ha avuto l’opportunità di incontrare altri usi e costumi. Per i seguenti motivi ha in progetto di proseguire gli studi approfondendo questa affascinante realtà che apre nuovi orizzonti. Da sempre il giovane Emanuele è stato inserito in un contesto dove la cultura danese e quella italiana si sono abbracciate nel suo percorso di crescita. Questa esperienza gli ha conferito gli strumenti per comprendere le diversità culturali e le problematiche di integrazione che si manifestano quando si incontrano popoli con retaggi lontani tra loro. Nelle sue mani c’è una grande potenzialità analitica ed espressiva per valutare e tentare di risolvere queste dinamiche.

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