PRESENTAZIONE PER IL CATALOGO DELLA MOSTRA “INTERFERENZE – ARTE IN SARDEGNA DAL 1944 AL 2019” (L’IMPEGNO STORICO DELLA F.A.S.I. NELLA PROMOZIONE DEGLI ARTISTI SARDI)

di SERAFINA MASCIA - Presidente F.A.S.I.

Concettina Ghisu, curatrice della mostra “Interferenze – Arte in Sardegna dal 1944 al 2019”, ci informa che «la retrospettiva prende il titolo da quel fenomeno della fisica che nasce dalla sovrapposizione di più onde elettromagnetiche in un determinato punto dello spazio».

Questo vuol dire che il concetto di  “Arte in Sardegna” evocato nel titolo non allude a una produzione artistica nata per partenogenesi nel chiuso, autoreferenziale, spazio dell’isola: al contrario, essa scaturisce dall’ intersecarsi di correnti interne-esterne che hanno influito sulla creatività di artisti che, essi sì nati in Sardegna, si sono lasciati tentare dal vivere in altri mondi, per respirare un’aria ispiratrice, “un’aura”,  diversa da quella di casa.

Nella mostra sono perciò emblematicamente presenti opere di Costantino Nivola, di Maria Lai, di Pinuccio Sciola, cioè di artisti “pionieri” che, lasciata l’isola natìa, hanno fatto tesoro delle  “interferenze” cui è andata incontro la loro poetica primigenia nei periodi caratterizzati da  «nomadismo culturale e spirituale», come sottolinea la curatrice.

Ma, oltre i lavori dei tre Maestri, oggi testimonials di geniale sardità in tutto il mondo, la mostra  presenta opere di altri 23 artisti sardi, alcuni dei quali in qualche modo hanno “interferito” negli anni passati con le proposte culturali organizzate a livello  nazionale  dalla F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde in Italia) e dai 70 Circoli  ad essa affiliati.

Le rassegne promosse dalla F.A.S.I. e dai Circoli sardi operanti nell’Italia continentale nascono dal desiderio di offrire agli artisti sardi uno spazio di visibilità fuori dei confini regionali, in modo che le loro opere possano “interferire”, nel senso di “dialogare”, con produzioni di differente base generativa che gallerie di privati o istituzioni culturali pubbliche espongono frequentemente nelle città in cui si sono addensati i sardi emigrati.

I sardi “di fuori” sentono il dovere morale di riuscire a “fare spazio” alle opere d’arte “made in Sardinia” nelle realtà in cui si sono integrati, per favorire una logica di incontro/confronto interculturale, di condivisione/scambio di saperi materiali (artigianato ma anche arte) e immateriali. 

In passato la F.A.S.I. ha “interferito” fortemente in questa direzione, agevolando la  conoscenza/valorizzazione degli artisti sardi in “continente” e, in Sardegna, quella degli artisti sardi formatisi fuori dell’isola.

Conferenze e mostre sono state realizzate con la collaborazione di studiosi, docenti, direttori di musei, storici dell’arte, attivi sia in Sardegna sia nelle città in cui hanno sede i nostri Circoli.

Ricordo mostre antologiche riguardanti artisti come: Francesco Ciusa, a Venezia e Firenze; Stanis Dessy a Padova; Pino Melis a Roma; Antonio Corriga a Milano, Fiorano Modenese, Padova, Siena; Albino Manca a Roma; Pinuccio Sciola a Padova, Firenze, Novara.

Non sono mancate mostre collettive realizzate intorno ad un denominatore comune.

La prima, “Artisti sardi fuori dalla Sardegna”, è stata allestita a Milano per le cure di  Giovanni Campus.

La mostra “Tracce di identità” è stata presentata a Milano e Bruxelles.

“Mostre per la solidarietà”: opere contemporanee di artisti sardi esposte a Biella.

“Artisti contemporanei” e “Mostra giovani pittori sardi e lombardi”, proposte entrambe a Milano.

Anche a queste mostre si può applicare la definizione di “Interferenze” perché sono nate da proposte della F.A.S.I. e dei Circoli originate dal consolidarsi di reti di influenti conoscenze, di fruttuose relazioni, di incontri produttivi, di proficue collaborazioni sia in ambito nazionale che nei vari contesti  locali.

Ecco le tappe attraverso le quali si è arrivati alla concretizzazione di questa importante mostra retrospettiva che ha nome “Interferenze”.

Tutto  nasce da un incontro al Circolo “Kinthales/Gramsci” di Torino  tra l’allora presidente Rita Danila Murgia e il socio piemontese Alessandro Cacciola,  gallerista, conoscitore del mondo artistico sardo, nel quale viene raccolta l’opportunità per una proficua collaborazione nel progetto del coordinamento Donne F.A.S.I. volto alla conoscenza delle protagoniste femminili dell’arte in Sardegna: presso la Galleria Res Publica nel 2017 si realizza la mostra personale di Rosanna Rossi, artista di Cagliari.

Da questa esperienza di successo nasce il progetto FASI “Interferenze – Arte in Sardegna dal 1944 al 2019”, la mostra che il 6 aprile si inaugura nel suggestivo e prezioso spazio della Chiesa del Sacro Cuore concesso dal Comune di Rivoli, città dove ha sede il Circolo “Quattro Mori”, partecipe dell’organizzazione dell’evento.

Siamo felici – come F.A.S.I. e come Circoli della F.A.S.I. – di vedere riunite qui tutte insieme opere di 26 artisti dei quali alcuni già presentati singolarmente in precedenti mostre della F.A.S.I. o di singoli Circoli e di conoscere, attraverso le opere scelte dalla curatrice, tanti altri protagonisti dell’arte contemporanea della nostra isola.

Le opere provengono dagli studi degli artisti, da collezioni private e dall’Università di Cagliari.

Dato che questa è una iniziativa fortemente voluta dal Coordinamento nazionale Donne F.A.S.I. non posso non sottolineare, in questa mostra, la significativa presenza di opere create dalle donne artiste.

Concludo nel ricordo della prof.ssa Caterina Virdis Limentani. Con un ringraziamento particolare  alle numerose storiche dell’arte per l’appassionato lavoro, dispiegato negli anni a favore della F.A.S.I. e dei Circoli,  nell’allestimento  delle  rassegne e nella cura dei cataloghi critici.

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