EMIGRAZIONE, POLITICA E TRASPORTI I NODI SALIENTI DA RISOLVERE IN SARDEGNA: VISITA AL CIRCOLO SARDO “SEBASTIANO SATTA” DI VERONA

Salvatore Pau presidente dell’associazione Sebastiano Satta di Verona nella foto di Alberto Medda Costella
di ALBERTO MEDDA COSTELLA

Alla velocità massima di 130 chilometri orari, limite consentito in autostrada, scorrono le insegne degli stabilimenti industriali di grandi multinazionali e di aziende che dal Veneto sono partite e hanno fatto fortuna nel mondo. Devo raggiungere il quartiere Chievo. Per gli sportivi è il nome di una favola iniziata nei campetti di periferia e culminata nel 2001 con la promozione in serie A. Una squadra che porta questo nome in una città in cui fino a quell’anno aveva sempre dettato legge l’Hellas, l’altra compagine locale scudettata nell’85. Questi ultimi, per irridere i loro fratelli minori, anni addietro esposero uno striscione: Quando i mussi i volarà faremo il derby in serie A. Gli asini spiccarono il volo.

In questa porzione di città, che negli anni passati ha richiamato troupe televisive da ogni dove per raccontare la storia del Chievo, ha sede anche il circolo sardo di Verona, in attività dal 1983. Ad accogliermi trovo  il presidente Salvatore Pau con la moglie Annalisa e Mauro Bianchini, sposato in Sardegna e parte integrante del direttivo.  Oltre al Cagliari, salvo qualche eccezione, qui tutti simpatizziamo per il Chievo – dice Salvatore.

Siamo quasi in aperta campagna. E lo smog non ci disturba più. Il sole è radioso. In un contesto dove sono maturate storie da favola non potrebbe essere diversamente.

Questa è una delle più belle sedi di tutta l’Alta Italia – riprende Salvatore, aprendomi la porta che affaccia sulla sala convegni.

Spazio alla bellezza e alla storia. Bandiere sarde e venete ben in vista. Nella parete centrale una grande foto del poeta nuorese Sebastiano Sattaa cui è intitolato il circolo e una del primo presidente, Efisio Maxia.

Di lato, una grande opera del pittore di Bovolone, Franco Quinto: un fiume unisce la sponda della città di Verona alla Sardegna. Ma è sicuramente l’esterno del locale che colpisce. Lo stabile è proprio dirimpetto al forte austriaco voluto dal feldmaresciallo Josef Radetzky.

La bandiera dei quattro mori ben in vista all’esterno sembra quasi evocare i fatti della Grande Guerra, benché i luoghi del conflitto fossero poco più a nord.

Il Trentino quasi lo tocchi con mano. E poi un grande giardino dove poter fare varie attività durante la bella stagione.

Dopo aver attraversato gli uffici ci accomodiamo nella biblioteca, e Annalisa ci fa trovare un caffè fumante con i dolcetti di Ollolai portati da Tonino Bussu, ultimo relatore ospite.

La prima parte della conversazione è incentrata sui problemi dei trasporti da e per la Sardegna. Pochi gli aerei a disposizione. La conclusione per tutti, me compreso, è il fallimento di questa politica. Si passa poi all’idea, o meglio ai pregiudizi, che esistono in Sardegna sui circoli:

Molti sardi pensano che viviamo di assistenzialismo, quando in realtà portiamo avanti varie attività per sostenerci. I contributi che mette a disposizione la Sardegna non sono sufficienti – continua Salvatore.

Quindi come vi sostenete? Quanti sono i tesserati? E quali i servizi offerti? La bigliettazione è uno di questi. Abbiamo un rapporto privilegiato con la Sardinia Ferries. Diamo assistenza anche a nuovi emigrati in cerca di lavoro o di un alloggio. Poi il servizio biblioteca e le attività culturali, dalla presentazione di libri, relazioni, fino ai concerti. Siamo attualmente 184, divisi tra sardi e veronesi. Il costo del tesseramento è di 25 euro.

Cosa pensate si debba fare per avvicinare i giovani al circolo? (Risponde Mauro) Insistere con gli eventi in cui sono presenti scrittori, archeologi, artisti, musicisti e mostre. In queste occasioni la partecipazione è molto alta. L’anno scorso per Sa die de sa Sardigna abbiamo organizzato un evento all’esterno della sede con circa duecento persone.

Oltre a Zevio con Arborea, quali altri comuni veronesi sono gemellati con quelli della Sardegna? Bovolone con Sinnai, Montecchia di Crosara con Desulo, Peschiera del Garda con Capoterra e Ula Tirso, Fumane con Tratalias.

I sindaci di Verona hanno mai fatto visita alla vostra sede? Flavio Tosi, l’ex sindaco, veniva spesso. Ma anche Federico Sborina, l’attuale, è passato in sede.

Tra un mese in Sardegna ci saranno le elezioni. In passato avete avuto visite di esponenti politici isolani? Sì, ricordo Soru come presidente della Regione. All’epoca avevamo evidenziato le difficoltà economiche dei circoli e avanzato la richiesta di finanziamento per un evento. Gli dissi: “Preside’, qualcosa ci ha dato pure la Regione Veneto…”. E lui: “Eh, ma nosu non teneusu dinai”.

Cosa pensate del voto agli emigrati per le elezioni regionali? Favorevoli. Il legame tra gli emigrati sardi e la loro terra si rinsalderebbe un’altra volta e verrebbero così coinvolti in prima persona sui problemi e sulle opportunità dell’isola.

per gentile concessione de https://www.arborense.it/

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