I FINALISTI DI VISIONI SARDE 2019: “THE WASH – LA LAVATRICE” DI TOMASO MANNONI

di BRUNO CULEDDU

The Wash è un documentario con un originale sguardo contemplativo. Venti minuti intensi, che immergono lo spettatore nel territorio, nell’ambiente e nella sua storia, suggerendo la denuncia e non cavalcandola. Acqua e silenzio, vita e distruzione.

Il film

Capo Teulada. Una donna raccoglie i panni lavati,  stende su una terrazza. Alcuni militari ritirano le divise lavate e stirate. A Capo Teulada c’è un poligono militare. Esercitazioni che fanno tremare la città e inquinano. Militari silenziosi vivono questa terra come un campo di battaglia. Un avvocato aiuta M. a intraprendere un percorso legale che si inserirà in un più ampio lavoro di ricerca della verità sulla causa dei decessi per tumore riconducibili alle esercitazioni militari.

Un silenzio assordante, un paesaggio bellissimo e terribile allo stesso tempo.

Soggetto e sceneggiatura: Tomaso Mannoni. Partecipano: Fabiana Meloni, Giandomenico Murgia, Avv. Giacomo Doglio, Andrea Calabrese, Massimiliano Stara, Martina Naitana, Lina Gala, Renata Serpi, Stefano Montinari. Direttore della fotografia: Alberto Badas. Fonico di presa diretta: Edoardo Sirocchi. Musiche: Dimitri Porcu. Montaggio: Alberto Badas. Consulenza editoriale: Salvatore Pinna. Promozione e comunicazione: Martina Cloro e Ottavia Vedani. Produttore esecutivo per POPCult: Giusi Santoro.

The Wash è prodotto da POPCult con il patrocinio di Fondazione di Sardegna e Fondazione Film Commission Sardegna

Note di regia

Il desiderio di realizzare The Washnasce da un personale incontro con i personaggi e i luoghi della vicenda narrata. C’è qualcosa di grottesco nel fatto di essere ammazzati da divise vuote, senza i soldati dentro, e l’atto di filmare e raccontare questa storia è stato all’inizio molto doloroso. Al girato, che doveva cercare i sentimenti più profondi, le sofferenze e le speranze, si è aggiunto un complesso lavoro di montaggio in contrappunto che intende restituire un’articolazione narrativa tra ricostruzione e paesaggi spettacolari, tra scarti e sovrapposizioni temporali” (Tomaso Mannoni).

Il regista

Tomaso Mannoni è uno sceneggiatore e regista cagliaritano. Ha frequentato un corso della scuola di cinema Holden e diversi corsi di cinema come quello di regia curato da Eugenio Premuda, quello sperimentale e documentario con Giuseppe Ferrara; ha anche seguito due Atelier cinematografici su “filmare le culture” e sul documentario  antropologico.

 Ha collaborato con alcuni festival internazionali di cinema e teatro.

È docente di Teoria e Analisi del Cinema presso l’istituto IED, Istituto Europeo di Design di Cagliari.

Tra il 2006 e il 2007 realizza come regista diversi cortometraggi indipendenti e per SKY Cinema. Nel 2012 si aggiudica il premio per la migliore sceneggiatura scritta con Antonio Manca al Sonar Script Festival di Agliana (Pistoia). Nel 2014 il suo documentario “Fino in fondo”, realizzato con Alberto Badas, è selezionato al Milano Film Festival nella sezione Colpe di Stato (unico film italiano) e vince per la miglior regia al CinemAvvenire Film Festival di Roma. Il cortometraggio “Del prossimo orizzonte” partecipa alla finale di Visioni Italiane,  vince al Valsusa Filmfest il Premio Detenuti Casa Circondariale di Fossano (CN) e il premio Miglior Corto Sardo al Figari Film Festival di Olbia.

Attualmente sta lavorando alla sceneggiatura del suo primo lungometraggio e al trattamento di un documentario antropologico.

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