I FINALISTI DI VISIONI SARDE 2019: “GLI ANNI” DI SARA FGAIER

di BRUNO CULEDDU

Cominciamo a scoprire i film in lizza per il Premio “VISIONI SARDE”.

Durante la giornata di apertura della 25esima edizione del Festival Visioni Italiane, il 26 febbraio presso il cinema Lumière di Bologna, è in concorso per Visioni Sarde il cortometraggio “Gli Anni” di Sara Fgaier.

Lavorando su numerose sequenze di film di famiglia, conservate prevalentemente presso l’archivio di cinema amatoriale e familiare della Cineteca Sarda, e accostandole  alla lettura di frammenti tratti dal testo Gli anni della scrittrice francese Annie Ernaux, la regista offre una singolare riflessione sul tempo e sulla memoria di una generazione e di una società intera.

Il film

Nel processo creativo di una grande scrittrice del nostro tempo, Annie Ernaux, ogni “immagine-parola” è scelta per far riaffiorare nei lettori una vicenda che valga la pena rivivere, nel modo in cui l’autrice stessa l’ha assorbita.  Una donna dà voce a “Gli Anni”, pochi frammenti raccolti sulle rive di una Sardegna senza tempo. Né la parola né le immagini, tratte da filmati di famiglia, pretendono di esaurire il racconto della sua storia: i luoghi del passato (coste montuose, marine, giardini, terrazze, stanze di appartamento) emergono come riverberi di una memoria frammentaria e cangiante, investiti di una nuova luce. I dettagli di gesti, volti, scene di vita vissuta in famiglia, rimontati e disancorati dal contesto di provenienza, diventano elementi espressivi di una confessione che è allo stesso tempo scoperta di sé e racconto collettivo.

Voce e immagini costituiscono lo scenario pulsante di una rappresentazione che sviluppa nuovi legami di senso. Corpi e ombre, piccoli oggetti e paesaggi del passato compongono le strofe del racconto di una vita, come una promessa da rinnovare, inscritta nello scambio tra l’archivio e la parola: “Tutto ciò che è rifuggito come vergognoso e che ora diventa degno di essere ritrovato, dispiegato alla luce dell’intelligenza. E più la memoria cessa di essere umiliata, più il futuro torna ad essere un campo di azione.” (A. Ernaux)

Note di regia: “Nella residenza alla Cineteca Sarda di Cagliari ho visionato fondi privati, perlopiù inediti, di cineamatori. A poco a poco nei giorni, ho iniziato a focalizzare quello che volevo raccontare scegliendo attentamente, inquadratura per inquadratura, numerose immagini di film di famiglia. Terminata la raccolta ho iniziato a selezionare e a lavorare su molti fondi per poi utilizzarne circa trenta per il film. Cercavo storie in cui emergesse la dimensione privata della vita di un personaggio all’interno della storia collettiva rappresentata dal materiale d’archivio. Volevo utilizzare le immagini come un oggetto finzionale, teso ad allargare la portata della storia individuale, conferendole un tono epico.
Qualche tempo dopo, leggendo
Gli anni di Annie Ernaux, ho trovato il racconto ideale per la partitura visiva e sonora che stavo costruendo. La selezione di alcuni frammenti del testo mi ha spinto a introdurre una voce che via via è diventata un cardine narrativo e a produrre alcune sequenze di un archivio del presente filmate in super8. Lo scopo rimaneva quello di coniugare insieme i diversi elementi espressivi per ottenere
un risultato al di sopra delle singole componenti, che esaltasse e interpretasse gli elementi originali.

“Gli Anni” (Italia-Francia 2018/ 20′) è stato prodotto dalla Dugong Films con Rai Cinema e Films Grand Huit e sviluppato nell’ambito del progetto Reframing home movies / Residenze in archivio, promosso dalla Cineteca Sarda all’interno dell’iniziativa Sillumina, sostenuta da SIAE e MiBACT.

Regia, soggetto, sceneggiatura e fotografia: Sara Fgaier. Montaggio: Sara Fgaier, Davide Minotti. Aiuto Regia: Beatrice Buzi. Suono: Riccardo Spagnol, Paolo Segat. Effetti: Davide Minotti. Voce: Sara Fgaier.

Il regista

Sara Fgaier (La Spezia, 1982) è l’unica italiana ad aver ricevuto il Premio Rolex per le Arti, che le ha permesso di lavorare con W. Murch. Ha diretto alcuni cortometraggi tra cui L’approdo (2013), Arturo (2014) e L’Umile Italia (2014). Ha fondato Avventurosa, una società di produzione indipendente, insieme a Pietro Marcello, con cui ha lavorato per dieci anni come montatrice, aiuto regista e ricercatrice d’archivio realizzando Il passaggio della linea, La bocca del lupo, Il silenzio di Pelešjan, Bella e Perduta.

Ha inoltre collaborato, tra gli altri, con Aleksandr Sokurov, Franco Maresco, Gianfranco Rosi, Vinicio Capossela, Fanny & Alexander e Alina Marazzi.

Sara Fgaier, con il suo particolarissimo “Gli Anni”, ha vinto il prestigioso premio per il Miglior Cortometraggio Europeo alla 31ma edizione degli EFA – European Film Awards 2018, gli “Oscar europei”.

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