IL 3 FEBBRAIO AL CIRCOLO “AMIS – EMILIO LUSSU” DI CINISELLO BALSAMO, LO SPETTACOLO “UNA GABBIANELLA SOLIDALE – VOLA SOLO CHI OSA FARLO”

di ELENA MONTANI TOCCO

L’evento si articola in tre momenti: uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal racconto di Luis Sepulveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” seguito da un breve aggiornamento scientifico di tipo divulgativo  sulla enzimopenia G6PDH, meglio nota con “Favismo” ed assai diffusa in Sardegna e per finire una apericena. Il ricavato della serata sarà devoluto al Centro malattie rare della Fondazione IRCCS Policlinico-Cà Granda, che si occupa fra l’altro di talassemia.

Lo spettacolo può essere definito “concerto di parole” ed è liberamente tratto da “Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepulveda. Il progetto artistico è di Lucia Invernizzi, che ne è anche l’interprete, affiancata da Marco Confalonieri (pianoforte), Roberto Gelli (contrabbasso), Riccardo Invernizzi (batteria)

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. “Banco di Aringhe a sinistra” stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa insieme ad altri. Ma quando riemerge, il resto dello stormo è volato via e il mare è una distesa di petrolio.  A stento Kengah spicca il volo e raggiunge la terra ferma, poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C’è un gatto su quel balcone, un gatto nero grande e grosso di nome Zorba, cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto tre solenni promesse: che non avrebbe mangiato l’uovo, che se ne sarebbe preso cura fino alla nascita del piccolo e che poi gli avrebbe insegnato a volare.   Se per le prime due promesse sarà sufficiente l’amore del gatto, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti.

Leggendo questo racconto, che ha la grazia di una fiaba, si riscoprono valori come l’amore per la natura, la solidarietà tra i vivi e la generosità disinteressata. Gli animali diventano archetipi umani e l’uomo, rappresentato inizialmente come elemento distruttore e inquinatore del mondo, assume infine il ruolo di salvatore. Lo spettacolo, attraverso la lettura e la voce degli strumenti, vuole dare spazio all’immaginazione degli spettatori. I suoni nascono da azioni che vibrano nell’aria rendendo l’ambiente intorno tridimensionale e l’attrice ricrea sensorialmente i luoghi dove si svolge la storia, oltre che i personaggi nelle loro differenti caratterizzazioni, in un ritorno alla forma antica dei cantastorie.

Dopo lo spettacolo breve aggiornamento scientifico sulla enzimopenia G6PD (favismo) a cura di un ricercatore della Fondazione Policlinico-Cà Granda

Sottoscrizione 25 €. Ingresso gratuito per bambini e ragazzi fino a 14 anni.   E’ richiesta la prenotazione scrivendo a cultura@circoloamis.it oppure telefonando al n. 0266048257 (da lunedì a venerdì, dalle 15.30 alle 17.30)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *