TZIU ZUANNE MICHELI PITTALIS, IL NUOVO CENTENARIO DI ILLORAI E’ UN SOPRAVVISSUTO ALL’AFFONDAMENTO DELLA MOTONAVE NEPTUNIA

di CRISTOFORO PUDDU

Gli apripista dei centenari illoraesi erano stati della classe 1885: tzia Bonaera Carta e tziu Antoni Muredda, dopo che tziu Are e tziu Miu avevano mancato il raggiungimento del secolo di vita per pochi giorni. A seguire negli anni, in linea con l’eccellente percentuale sarda, anche il centro goceanino ha registrato un elevato numero di ultracentenari (si ricordano tzia Pietrina Pischedda, tziu Zuanne Micheli Cocco, tziu Peppe Leone, Don Giovanni Carta e la sorella Bonaria) e di numerosi novantanovenni, come tziu Antiogu Osu.

Ora, dal 27 dicembre, tra l’élite dei longevi locali figura tziu Zuanne Micheli Pittalis, nato a Illorai il 1918. I Comuni sardi più interessati a presenze di centenari sono principalmente nel centro dell’Isola; mentre nel mondo ci sono Okinawa (Giappone), Loma Linda (California), Nicoya (Costarica), Icaria (Grecia).

La Santa Messa di ringraziamento, presieduta dal Vescovo Emerito Giovanni Dettori e concelebrata con il parroco don Pierre Claver Maya e i monsignori Gavino Leone e Tonino Cabizzosu, ha  riunito tutta la comunità parrocchiale di Illorai in momenti di profonda partecipazione e riflessione. La celebrazione è stata accompagnata dal coro maschile Santu Juanne che ha eseguito i tradizionali canti sardi (Mama ‘e su Nie, Attu de cuntrizione, Alleluia, Santu, Deus ti salvet Maria).

La comunità illoraese ha poi festeggiato tziu Pittalis, negli ampi locali della Scuola Elementare, con doni e attestati augurali e di stima; ma il più gradito dal longevo e vivace vegliardo è stato certamente il riconoscimento e presenza dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra e Fondazione (ANMIGF), che conta in Sardegna diverse ed attive sezioni, animate da grandi idealità sociali, e impegnate al consolidamento dei valori della Pace e della Libertà, rappresentata a Illorai dal presidente dell’associazione regionale e dal presidente provinciale della sezione di Sassari, che hanno provveduto alla consegna di targhe, pergamene e medaglia. Tziu Zuanne Micheli è infatti uno dei sopravvissuti alla tragica vicenda bellica dell’affondamento della motonave Neptunia, adibita nel 1941 per il trasporto di truppe italiane verso il fronte libico e colpita da un siluro del sottomarino Upholder del leggendario, e “famigerato predatore delle nostre unità”, comandante David Wanklyn. Il Pittalis, appartenente al XX Reggimento Artiglieria Contraerea, era allora aggregato alla Marina Militare con funzione di difesa del convoglio salpato da Taranto, e destinato a raggiungere Tripoli, fu colpito a largo di Misurata (Tripolitania). Nei ricordi del centenario sono ancora vivi gli “attimi di smarrimento” al segnale di abbandono nave e “la sensazione di sgomento e terrore, mentre ero in balia delle onde, mentre le scialuppe non erano sufficienti per tutti” e le interminabili 6 ore aggrappato, con disperazione e forza, ad una trave di legno. Ricorda ancora: ”Siamo stati ripescati, stremati e increduli, dal cacciatorpediniere Gioberti, che ci ha condotto a Tripoli”. Riflette tuttora con estrema nitidezza, e racconta volentieri a sua moglie Laura, ai quattro figli e agli otto nipoti, sul trauma subito dal naufragio e la pesante condizione vissuta da  soldato e da uomo. Una memoria storica, della tragica vicenda della Neptunia secondo il fedele racconto di tiu Zuanne Micheli, è stata rievocata con partecipazione e profondo affetto dalla nipote Fidalma. Tziu Pittalis, da giovane ha svolto il comune e naturale lavoro di pastore-contadino e nel dopoguerra ha sviluppato continuativamente un’attività commerciale a Illorai.

A medas annos, cun salude!

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