CON “ISTIDDIGOS DE LUNA”, A VERONA CON L’ASSOCIAZIONE “SEBASTIANO SATTA” PER CONOSCERE FRANCESCA SANNA, ALL’ESORDIO LETTERARIO

ph: Francesca Sanna e Francesco Casali
di GIUDITTA BOLOGNESI e FRANCESCA SANNA

E’ stato presentato in un’affollata sede dell’Associazione dei Sardi “Sebastiano Satta” di Verona “Istiddigos de luna”, esordio letterario della poetessa Francesca Sanna. Nata a Ula Tirsu (OR), Sanna si è trasferita agli inizi degli anni ’70 a Peschiera del Garda (VR), in seguito all’incontro con Luciano Gianello, marito e amore di tutta la sua vita. Ma nonostante il forte legame con il territorio e con la comunità della località gardesana – un legame nato e rinforzato dagli anni di lavoro come insegnante accompagnati e seguiti da una costante presenza in ambito sociale e culturale attraverso l’impegno in diverse associazioni -, per Francesca Sanna sono la sua Sardegna e la sua Ula Tirsu (“su logu istimau”) a racchiudere le radici di tutta un’esistenza. Radici che non solo testimoniano il passato – l’amore mai sopito per quella terra e ancor di più per la famiglia, a cominciare dai genitori – ma raccontano ancora oggi della fonte privilegiata dell’energia per affrontare il quotidiano.

Ed è da questa radice che nascono le “Istiddigos de luna” che racchiudono liriche dedicate non a caso agli affetti, agli echi più profondi dell’anima. Un titolo, quello scelto dalla poetessa, che spiega del suo legame con la luna certo ma soprattutto della sua familiarità con le ore notturne.

“Quella delle notti insonni è una caratteristica che ancora oggi mi appartiene”, ha raccontato Sanna durante la serata di presentazione del volume riprendendo quanto scritto da lei stessa. “E’ un tempo prezioso per me. UN tempo di serenità e di proficua attività mentale. In compagnia di un’amica fedele, chiara e luminosa: la luna. Queste “Gocce di luna” sono nate così, quasi tutte nel cuore della notte, dove l’oscurità è fedeltà al mistero, a quella consapevolezza del prodigio che siamo”.

Le poesie, ha sottolineato ancora l’autrice, “sono pensate e scritte come esito di riflessioni e sentimenti che un po’ alla volta si sono colorati di ricordi vissuti nella “mia terra” che adoro e che nella memoria si fa immagine di una serenità ancestrale. Memoria che si traduce poi in versi dedicati al mio paese, ai miei genitori, agli amici, i fratelli e ai luoghi così amati della mia terra-patria. Da tempo tutto questo ha iniziato a tradursi in versi spontanei, quartine e terzine, sonetti. Quasi una meditazione la mia che trova per così dire rifugio nei ritmi della metrica, in poesia”.

Tra gli interventi di rilievo della serata presso l’Associazione dei Sardi “Sebastiano Satta” di Verona quello del professor Tonino Bussu, che oltre a ricordare il percorso personale e professionale di Francesca Sanna ha sottolineato il ruolo attuale della poesia nella cultura sarda. Quindi Francesco Casali, già dirigente scolastico di Peschiera del Garda e fondatore nella cittadina arilicense del gruppo culturale “Spazio Aperto”, autore tra l’altro della post fazione di “Istiddigos de luna” che si è soffermato sulla lingua sarda, sulla sua musicalità; su versi “che includono, ben oltre la barriera linguistica, quanti hanno vissuto l’esodo, l’esilio, la migrazione in terra straniera, chi spera in un riscatto oltre ogni evidenza contraria”; e sul significato del titolo scelto da Sanna per la sua raccolta di liriche “che richiama quei tempi notturni in cui, nel tacere del mondo esterno, il mondo interiore è più presente a se stesso.”

Da segnalare la prefazione di “Istiddigos de luna” scritta “cun animu e coro sardu” dall’attuale prefetto di Verona Salvatore Mulas che ha voluto evidenziare come “la poesia di Francesca Sanna, oltre a manifestare un particolare intenso attaccamento alla propria terra, esprime al meglio il sentirsi speciali ambasciatori della Sardegna nel mondo”.

ph: Tonino Bussu e Francesca Sanna

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