IDENTITA’ E AVANGUARDIA ALLE RADICI DELLA MUSICA SARDA: LA FIGURA DEL COMPOSITORE FRANCO OPPO RICORDATA A ROMA DAL GREMIO DEI SARDI

da sx in alto: Irene Oppo (figlia), Antonio Maria Masia , Carla Ivana Oppo (figlia), Plinio Corrado (cognato). davanti , Ida Allegretto (moglie di Franco Oppo), Consuelo Giglio, Toia Gambella.

di CONSUELO GIGLIO

Il Gremio dei Sardi ha ospitato, in una splendida sala Italia, gremita un importante evento dedicato alla figura e all’opera del compositore Franco Oppo (Nuoro 1935 – Cagliari 2016), padre della Nuova Musica in Sardegna anche come didatta, teorico e organizzatore. Docente al Conservatorio di Cagliari dal 1965, Oppo ha elaborato un linguaggio peculiare a partire dall’impiego in forme attuali delle strutture fondanti della musica tradizionale sarda, con particolare attenzione alla monodia arcaica femminile e al repertorio delle launeddas, formando generazioni di compositori noti a livello internazionale. All’impegno didattico è strettamente legata la sua profonda e altrettanto originale indagine teorica, con l’elaborazione di una innovativa teoria semiologica del linguaggio musicale. Musicista sensibile al valore sociale della musica, Oppo ha tratto inoltre stimolo dalle esperienze di studio a Venezia e Varsavia, come pianista e poi come compositore, per dare vita alle intense Giornate di Musica Contemporanea (1977-78) e quindi al tuttora attivo Festival Spaziomusica (1982). Il Festival, oltre a portare a Cagliari le personalità più illustri del mondo musicale contemporaneo, ha agito in profondità sul territorio con la formazione di formidabili interpreti specializzati e l’attività dell’Ensemble Spaziomusica diretto da Riccardo Leone, che al Gremio, in veste di pianista, ha fatto ascoltare le Tre Berceuses e, con Enrico di Felice al flauto, Fasi, il pezzo che lo stesso Di Felice eseguì con Oppo a Tokyo nel 1990.

La ricostruzione dei percorsi biografici e compositivi di Franco Oppo, che ha lasciato emergere tanto lo spessore della sua figura quanto le vivaci realtà musicali dell’isola, è stata affidata a Consuelo Giglio, autrice di una monografia sul compositore pubblicata a Palermo nel 2011 (Franco Oppo. Nuova Musica dalla Sardegna). Il percorso corredato di immagini è stato preceduto dall’ascolto di tre Anninias registrate dall’etnomusicologo Pietro Sassu e “trascritte” da Oppo nelle sue Berceuses; i tre canti simbolo dell’antica civiltà musicale della Sardegna hanno fatto da suggestivo sfondo alle fotografie proiettate dalla figlia Carla Ivana Oppo, che dopo l’introduzione del Presidente del Gremio Antonio Maria Masia ha coordinato gli interventi.

La selezione di immagini, con momenti particolarmente intensi, ha avuto quale punto di partenza l’infanzia trascorsa a Nuoro e presso la stazioncina del Tirso, dove nel punto di ristoro gestito dalla nonna materna Oppo maturò sin da piccolo una speciale sensibilità a contatto con le battorinas a tenore e le danze per launeddas eseguite dai lavoratori di passaggio. Fra le tante, anche la fotografia di Oppo ragazzino al pianoforte e quella con in mano il fucile ricevuto in dono e le quattro sorelle: una delle quali, Sira, presente in sala con il marito Plinio Corrado. Presenti in sala anche la moglie del compositore Ida Allegretto, a lungo docente di pianoforte al Conservatorio di Cagliari, e la figlia maggiore Irene.

Su idea del musicologo Antonio Trudu, autore della voce sul compositore appena apparsa sul Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani), la moglie e le figlie hanno donato l’archivio personale di Franco Oppo all’Istituto per la Musica della Fondazione Cini di Venezia, luogo d’elezione per lo studio e la conservazione dei più importanti archivi musicali italiani. Come ha infine illustrato Francisco Rocca, responsabile dei fondi musicali dell’Istituto, l’imponente corpus documentario, acquisito nel gennaio 2017 e collocato nella splendida sede dell’Isola di San Giorgio Maggiore, è già consultabile attraverso un tempestivo e massiccio intervento di catalogazione e digitalizzazione, con accessi multipli e collegamenti ipertestuali.

Ricordare al Gremio la figura e l’opera di Franco Oppo, legato all’identità isolana tanto da assumerla a fondamento della propria musica e da rinunciare a opportunità professionali quali l’insegnamento al Conservatorio di Milano, ha avuto un valore particolare, ma ancora maggiore è il valore di questo messaggio rivolto dal Gremio a tutti i sardi del mondo per la conoscenza della musica, dell’opera e dell’incisivo operato del grande compositore dell’isola, la cui scomparsa ha lasciato nella cultura e nella musica della Sardegna innanzitutto un vuoto profondo anche di lucidità e intelligenza critica.

L’archivio di Franco Oppo all’Istituto per la Musica

Franco Oppo, foto copertina libro 2011

La Fondazione Cini si riconferma luogo d’elezione per lo studio e conservazione dei più importanti archivi musicali italiani. L’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini annuncia l’acquisizione  dell’archivio personale di Franco Oppo (Nuoro, 1935 – Cagliari, 2016), compositore, teorico, didatta e organizzatore musicale. Grazie alla generosa donazione della moglie Ida Allegretto e delle figlie Irene e Carla,  l’importante corpus documentario troverà collocazione nell’Isola di San Giorgio Maggiore, dove verrà opportunamente catalogato, digitalizzato e messo a disposizione per la consultazione. Questo fondo si aggiunge al ricco patrimonio archivistico dell’Istituto per la Musica, che conferma il suo ruolo come uno dei più importanti archivi musicali dei secoli ventesimo e ventunesimo. “Tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco” (Gustav Mahler)

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