A GORIZIA CON IL CIRCOLO SARDO E LA FONDAZIONE MARIA CARTA: TEATRO, ARTE E MUSICA A CENT’ANNI DALLA “GRANDE GUERRA”

La ricorrenza dei cento anni dalla conclusione della Grande Guerra è stata celebrata a Gorizia con una serie di iniziative culturali che hanno coinvolto i comuni di Sassari e Gorizia insieme a vari artisti sardi e friulani. Il tutto all’insegna di un consolidato rapporto di amicizia tra le due città, strette in un pluriennale gemellaggio. Il 2 novembre la Sala Bianca del comune di Gorizia ha ospitato la conferenza stampa di presentazione del programma alla presenza di Rodolfo Ziberna, sindaco della città isontina, di Fabrizio Oreti, assessore comunale alla cultura, di Alba Canu, assessora alle politiche educative e sport del comune di Sassari, di Salvatore Garau, presidente del locale circolo sardo e di Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta. Dopo il saluto del primo cittadino e padrone di casa, l’assessore Oreti ha illustrato le finalità e l’importanza dell’iniziativa che vede coinvolte direttamente le due amministrazioni comunali.

Concetto ribadito dall’assessora Canu, che ha posto in risalto i tragici avvenimenti della Grande Guerra e l’esigenza che la nostra sia sempre più una terra di pace. Salvatore Garau si è soffermato sul ruolo del locale circolo sardo, attivo sul territorio dal 1977 e che negli ultimi anni ha consolidato la capillare presenza divenendo punto di riferimento importante di una serie di iniziative non soltanto culturali. Leonardo Marras ha posto l’accento sulla funzione fondamentale che la musica, il teatro e l’arte possono svolgere in contesti anche difficili per creare ponti e unire le persone. Alla conferenza stampa era presente l’artista Liliana Cano, goriziana di nascita, che ha voluto donare due sue opere al comune e al circolo sardo. Sabato 3 novembre la delegazione si è spostata in comune di Sagrado per la commemorazione presso il Cippo della Brigata Sassari. Qui, alla presenza del sindaco di Sagrado e del rappresentante dell’amministrazione goriziana è stata deposta una corona d’alloro cui ha fatto seguito l’alzabandiera e, momento particolarmente toccante, la lettura dei nominativi dei soldati caduti, soci della Società per l’Educazione Fisica Torres, alla presenza dei rappresentanti della Fondazione SEF Torres. Vedendo questi luoghi ciascuno dei presenti non ha potuto fare a meno di pensare, anche per un solo istante, ai tanti giovani sardi strappati ai loro affetti e venuti qui a combattere e morire. Il coro Cantos e Incantos, composto da sardi residenti in Friuli, ha chiuso la cerimonia intonando il “Deus ti salvet Maria” e “Dimonios”, inno della Brigata Sassari. Nel pomeriggio, alle 16, appuntamento al teatro Kulturni Dom per gli eventi di carattere culturale. La Fondazione Maria Carta, chiamata a svolgere un ruolo di coordinamento del progetto affiancando le due amministrazioni comunali, ha voluto concentrare l’attenzione su una proposta diretta a valorizzare la funzione delle lingue minoritarie. In questo contesto, ha trovato collocazione la doppia rappresentazione teatrale in lingua sassarese e friulana affidata a due distinte compagnie.

La Compagnia del Teatro Sociale “Paco Mustèla” è stata fondata a Sassari nel 2005. Fin dal suo esordio ha operato nell’ambito del teatro di etnia diventando in breve una delle principali realtà e punto di riferimento della sperimentazione teatrale sarda. La commedia portata in scena in prima assoluta a Gorizia, il cui titolo è Filodrammatica Belvedere, è stata scritta da Pier Natale Sanna, regista e presidente della Compagnia. Si tratta di una commedia brillante in due atti nella variante linguistica sassarese e narra le peripezie di una scalcagnata compagnia di provincia. Il successo ottenuto fuori dalla Sardegna lascia ben sperare per il debutto in casa che si terrà al teatro Verdi di Sassari il prossimo 15 dicembre.

La compagnia friulana “Collettivo Terzo Teatro” ha la sua sede in Gorizia ed è diretta da Mauro Fontanini. Per l’occasione sono state rappresentate alcune popolarissime e divertenti “Maldobrie” di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, un classico del teatro della Venezia – Giulia in dialetto istro-veneto.

Al termine dello spettacolo teatrale spazio alla musica con il coro giovanile Freevoices, diretto dalla maestra Manuela Marussi, in procinto di partire per l’Argentina per una serie di concerti, il coro Cantos e Incantos, diretto dal maestro Ivan Di Prisco e l’organettista Vanni Masala.

L’iniziativa culturale è stata sostenuta dalla società Abinsula, dall’azienda agrituristica Sa Mandra, dalla F.lli Pinna SPA, dalla Fondazione SEF Torres e dall’azienda dei trasporti pubblici di Gorizia (APT)

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