LE CITAZIONI, LE RICOMPENSE NEL CORSO DELLA GRANDE GUERRA

di DARIO DESSI’

5 novembre 1915 – ore 18.00 Comando Supremo Bollettino  di  guerra  N. 173.

In valle di Ledro, l’avversario dopo l’intensa preparazione di fuoco d’artiglieria segnalata dal bollettino di ieri, attacco insistentemente le nostre posizioni a settentrione della Conca di Bezzecca.

Gli attacchi, respinti il giorno 13, si rinnovarono il 14 con maggior violenza, ma furono parimenti ributtati,

 Sul Carso è continuata, ieri, l’azione.

Per tutto il giorno l’artiglieria nemica concentrò violento ed interrotto  fuoco di pezzi d’ogni calibro sul trinceramento detto Frasche a fine di snidare le nostre fanterie.

Gli intrepidi sardi della Brigata “Sassari” resistettero però saldamente sulle conquistate posizioni e con ammirevole slancio espugnarono altro vicino importante trinceramento detto dei “Razzi”.

Fecero al nemico 278 prigionieri dei quali 11 Ufficiali”.        

Generale Cadorna.

 

AUDACI SARDI

 

La  prima Medaglia d’ Oro alle bandiere del 151° e del 152° Reggimento Fanteria.

Ministero della guerra  –   12 agosto 1916, disposizione 66.

 

“S. M. il Re con decreto del 3 agosto1916 ha concesso la medaglia d’oro al valor militare alle bandiere della Brigata “Sassari”   

Conquistando sul  Carso salde posizioni nemiche e fortissimi trinceramenti, specie delle Frasche e dei Razzi, e sotto nutrito fuoco rafforzando le difese; riconquistando nell’altopiano dei Sette Comuni (Monte Castelgomberto, Monte Fior, Casera Zebio) posizioni dalle nostre armi perdute; sempre non curanti delle ingenti perdite, diedero ripetuta prova di  sublime audacia e di eroica fermezza.

 (25 Luglio  – 15 novembre 1915   –  giugno 1916)”.

 

MAGNIFICI SARDI

 

Comando   Supremo  –  16 settembre 1917   ore 13.00  –  Bollettino  di guerra N. 845.

 

“Ieri nell’altopiano di Bainsizza la valorosa Brigata “Sassari” (151  –  152) con  magnifico impeto guadagnò terreno verso l’orlo sud orientale e catturò 17 ufficiali, oltre 400 uomini di truppa e alcune mitragliatrici”.          Generale Cadorna.

 

EROICI SARDI

 

30 gennaio 1918 0re 13.00 – Comando Supremo   –  Bollettino di guerra N. 981.

 

“Valorose truppe della zona Altopiani hanno felicemente coronato  l’azione da esse iniziata li giorno 27 ad est di Asiago strappando al nemico munite posizioni ad occidente della Val Frenzela.

Conquistati fin dal giorno 28 e mantenuti con gran valore il Col del Rosso e il Col d’Echele, premuto e sospinto l’avversario nella regione del Sasso Rosso, ribattuti  all’arma bianca i numerosi suoi contrattacchi, nella giornata di ieri il successo venne ampliato con l’espugnazione di Monte Valbella.

Fortissime furono le perdite inflitte al nemico, che ebbe due divisioni quasi completamente distrutte …

Durante le azioni dei giorni 28 e 29  l’eroica Brigata “Sassari” (151 e 152) ed in particolare il 151° reggimento fanteria riconfermò il valore della sua gente e la gloria delle sue bandiere”;                                                                             Generale Diaz.

 

INVINCIBILI SARDI

 

Il comandante della 1° Armata generale Pecori Girardi elogiò le sue truppe vittoriose con questo vibrante proclama:

 

“Soldati della 1° Armata! Nei combattimenti dei giorni 28 e 29 gennaio, truppe del  XXI e del XX Corpo d’Armata e Reparti d’Assalto d’Armata hanno valorosamente attaccato il nemico, ritogliendoli importanti posizioni, infliggendogli gravi perdite, e catturando 2500 prigionieri, armi e materiale in grande quantità.

L’ invincibile Brigata ‘Sassari’, i Bersaglieri del 14° Reggimento, i Reparti d’Assalto del 5°, il 14° e 20° reggimento Bersaglieri, i Battaglioni alpini “Monte Baldo”, “Tirano”, “Val d’Adige”, “Stelvio”, i Reparti d’Assalto 1°, 2° e 16° tutte le nostre artiglieri e le alleate, il Genio, gli aviatori, che presero parte all’azione, gareggiarono d’impeto, di bravura di perizia, e già ebbero l’onore di venir segnalati all’Esercito ed al Paese dal Bollettino del Comando Supremo”.

 

Valorosi  SARDI

 

21 giugno 1918 – ore 13.00 – Comando Supremo – Bollettino di guerra N. 1123.

 

“Nella zona ad occidente di San Donà l’avversario tentò una forte azione contro Losson. Arrestato una prima volta dal nostro fuoco rinnovò invano per ben quattro volte l’attacco finché esausto dalle perdite eccezionalmente gravi subite dovette  cedere di fronte all’incrollabile valore dei sardidella Brigata “Sassari (151 e 152); validamente coadiuvati dal 2° battaglione del 209° fanteria (Brigata Bisagno) e dal IX battaglione bersaglieri ciclisti”.                                                       Generale  Diaz

 

FORTI E LEGGENDARI SARDI

 

“Esprimo il mio più vivo compiacimento per la bella condotta tenuta dai reparti che così validamente difesero ieri Losson. Tutti bersaglieri ciclisti, quelli del 209°, i bravi sardi del 152° hanno mostrato di sentire altamente quanto ogni più piccolo lembo della patria nostra sia per noi sacro fino alla morte

La mia lode ed il mio compiacimento siano resi a tutti indistintamente capi e gregari. Sono certo che i forticombattenti della  bella “Sassari”, dal valore ormai leggendario, formeranno nel pugno del loro compatriota  –  il   valoroso comandante della 33° divisione  –  quella  potente massa d’urto, forte d’animo come di volontà tenace, che saprà ovunque scagliarsi  al contrattacco per ributtare queste orde di barbari che avidità di preda spinge verso di noi”.

Generale Petiti di Roreto, comandante del XXIII Corpo d’Armata.

 

Il comandante della 33° divisione dava immediatamente comunicazione del fonogramma del comandante del Corpo d’Armata con  questo ordine del giorno:

 

“All’elogio tributato da S.E. Diaz, si aggiunge quello di S.E. Petitti per la Brigata Sassari e per gli altri reparti.

In quest’ora solenne per i destini d’Italia la lode dei nostri capi deve alimentare diuturnamente gli sforzi che ancora ci sono chiesti; la gloria di ieri sia garanzia di quella di domani.Contro il Piave burbanzosamente varcato, l’impeto nostro preme ad ogni ora le orde nemiche; il loro furore non è che il frutto della loro disperazione.

Un altro sforzo e il fiume sacro sarà sgombro da ogni minaccia. In questo compito degno della loro fama sono certo che le truppe della mia XXXIII divisione mieteranno nuovi allori per le loro bandiere e per la salvezza d’Italia.

Con questa fiducia rivolgo a tutti i reparti dipendenti il mio cordiale saluto”.

Il comandante la divisione Gen. Carlo Sanna.

 

FIERISSIMI SARDI

 

Giovedì 18 luglio 1918.Lettera dell’augusto Comandante della III Armata, diretta al Comando della 33° divisione.

 

“Fin dal giorno della recente battaglia, la 33° divisione si è slanciata sul nemico con l’indomabile volontà di vincere che le è propria, sbarrando alle prevalenti e bramose masse austriache la strada di Venezia.

Nessun sacrificio parve eccessivo ai fierissimisardi della Brigata “Sassari”, che non vollero tregua  fino  a  quando  non  si slanciarono alle calcagna del nemico in fuga, ai fanti  della Brigata Bisagno non  parvero ancora sufficienti i sacrifici già compiuti  e  si

slanciarono con immutato ardore  sul  nemico per strappargli l’ubertosa zona del delta del Piave; alla bravura delle brigate fu pari quella del  II° Reggimento da campagna, del 7° Battaglione del genio zappatori e delle rimanenti unità della divisione.

Ai valorosi della 33° divisione, che lasciano  ormai l’Armata, vada il mio riconoscente ringraziamento ed il mio commosso ed affettuoso saluto, fiero se mi sarà dato di poter annoverare fra le mie truppe nei futuri cimenti per la libertà e la gloria d’Italia”.

Il Ten. Generale Comandante dell’ Armata E. F.  di Savoia.

 

Ordine del Giorno del Generale Sanna per la comunicazione del presente:

 

“A tutti della 33° divisione,

L’alta parola dell’’ Augusto Comandante della III Armata sia scolpita nel cuore di tutti a rammentare e ad incitare.

A rammentare la gloria per la quale la divisione accorse  da altri campi a raggiungersi con ardore all’Armata del Piave, nello splendore del fiume  riconquistato, si faceva riconoscere degna del nome legato alle ardue imprese dell’Armata del Carso, ad incitare a nuovi cimenti degni degli antichi e dei nuovissimi.

Sappia ognuno di noi che deve rendersi e mantenersi degno di appartenere a ‘ la Divisione dall’ indomabile volontà di vincere’ “.

Il comandante  Ten. Gen. Carlo Sanna.

 

FORTI VIRTUOSI  INDOMABILI SARDI

 

La seconda Medaglia d’Oro alle bandiere del 151°  e 152° Reggimento Fanteria.

9 giugno 1920 – Ministero della guerra  –  Bollettino Ufficiale  –  Disposizione 47.

 

“Espressione purissima delle forti virtù dell’intrepida  gente di Sardegna, diedero il più largo tributo di eroismo alla gloria dell’Esercito e alla causa della Patria, dovunque vi furono sacrifici da compiere e sangue da versare. Nei giorni della sventura, infiammati di fede e d’amore, riconquistarono con meraviglioso slancio le  munitissime  posizioni nemiche di Col del Rosso e di Col d’Echele (28  –  29  gennaio 1918). All’imbaldanzito invasore opposero sul Piave l’audacia della loro indomabile volontàdi vittoria, la fierezza sublime e la granitica tenacia della  loro antica stirpe (16  –  24 giugno 1918).

Nella battaglia della riscossa non conobbero limiti d’ardimento nell’inseguire il nemico.

26 ottobre  –  4  novembre 1918

 

La Brigata  fu  inoltre citata all’ammirazione dell’Esercito  e della Nazione, per il suo eroico sostegno e per la sua abnegazione durante la ritirata di Caporetto, dal  tenente generale Di Giorgio, comandante del  Gruppo Speciale di retroguardia dell’Esercito.

 

13 aprile 2007Con decreto n. 218, è stata conferita la 3° Medaglia d’oro alla bandiera del 151°:

 

Naturalmente i piccoli fanti sardi provavano un senso di vivo compiacimento quando ascoltavano le menzioni di merito  rivolte alle loro brillanti imprese sui campi di battaglia. Gli inviati speciali dei giornali italiani, accreditati presso il Comando Supremo, alcuni dei quali  spesso non esitavano a disquisire sulle belle battaglie allegre e piacevoli che si combattevano al cospetto della superba e candida maestà delle montagne, pur tenendosi ben lontani dalle trincee, facevano a gara a tessere lodi sperticate sul valore dei sardi in guerra, sul loro coraggio e sulla loro supremazia nell’arte del combattere corpo a corpo e i loro  articoli, riportati dalla stampa nazionale, inorgoglivano  ancora di più  quei nuclei di contadini e di pastori in armi.

Dopo secoli di completo isolamento e di prona sottomissione al dominio dei colonizzatori  di turno, i sardi stavano vivendo intensi momenti di gloria e si sentivano dei veri  protagonisti. La loro indole combattiva li  portava ad essere sempre pronti a gettarsi in una qualunque nuova mischia o ad aspettare con impazienza l’annuncio di un qualche prossima offensiva.

La responsabile dedizione ai compiti loro assegnati e la  caparbia determinazione nell’ affrontare, in continuazione, combattimenti  estenuanti e cruenti  non erano, di certo,  sfuggite agli alti comandi  e ai corrispondenti di guerra.

Il comportamento dei sardi veniva spesso menzionato  ed elogiato  con la speranza che questo spingesse  altri soldati a seguirne l’esempio.

Alla fine della guerra, più che le numerose citazioni e le ricompense sarà, purtroppo, il conteggio delle  perdite a testimoniare la loro  assidua partecipazione alla guerra.

Ma non era solo una questione di encomi, di ricompense e di articoli di esultanza.

Sin dall’inizio della guerra, la circolare n. 1 emanata il 24 maggio 1915  dal Comando Supremo aveva evidenziato  quali fossero gli intendimenti di Cadorna in materia di disciplina ferrea ed assoluta: Il paragrafo IX di tale circolare recita:

 

”Alla inesorabile severità verso gli infingardi, i riottosi e i pusillanimi, facciano riscontro la sollecitudine e il premio verso chiunque, fornendo consueta seria prova  di attività, ardire, energia e senso della responsabilità, mostri d’agire – non per deleteria ambizione personale – ma pel bene comune”.

 

Ancora più drastico perentorio è il tono di una seconda circolare, la n. 3225 del 28 settembre:

 

“Nessuno deve ignorare che in faccia al nemico una sola via è aperta a tutti: la va dell’onore, quella che porta alla vittoria od alla morte sulle linee avversarie; ognuno deve sapere che chi tenti ignominiosamente di arrendersi o di retrocedere sarà raggiunto –prima che si infami – dalla giustizia sommaria del piombo delle linee retrostanti e da quello dei carabinieri incaricati di vigilare alle spalle delle truppe, sempre quando non sia stato freddato prima da quello dell’ufficiale”.

 

Il Comando Supremo paventava un completo disinteresse da parte di tanti soldati del Regio Esercito per quel conflitto europeo di così vaste proporzioni e di durata imprecisata e l’assoluta mancanza in loro di nobili ideali e di amor di Patria  nei confronti di  una entità nazionale che aveva da poco raggiunto  il mezzo secolo di esistenza.

Secondo Cadorna, per spingerli a combattere non rimaneva altro che  la minaccia dei carabinieri, delle decimazioni e delle fucilazioni; con tali aspetti punitivi, coercitivi e repressivi si doveva cercare di contrastare gli ammutinamenti, le diserzioni, l’indisciplina, l’odio verso gli ufficiali e l’autolesionismo.

E se questo non bastava si ricorreva all’affissione dell’ordine del giorno sugli albi comunali dei paesi d’origine, in modo che i soldati condannati alla pena di morte  fossero bollati d’infama davanti a tutti i loro compaesani.

Addirittura, in qualche caso,  un manifesto contenente l’estratto della sentenza veniva affisso dai carabinieri sui muri delle case dei militari che erano stati condannati a morte da un tribunale militare.

 

Le decorazioni assegnate alle bandiere della Brigata “Sassari” e ai suoi fanti.

 

Sei Ordini Militari di Savoia

Nove Medaglie d’Oro individuali al Valor Militare

405 Medaglie d’Argento individuali al Valor Militare

551 Medaglie di Bronzo individuali al Valor Militare

Un Ordine Militare di Savoia e due Medaglie d’Oro furono assegnate alle bandiere di ciascun reggimento della “Sassari”.

La Brigata “Sassari” fu l’unità più decorata del Regio Esercito.

 

 

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