LA MANIFESTAZIONE “CON LA SARDEGNA NEL CUORE” IL 22 E IL 23 SETTEMBRE A CIAMPINO (ROMA) CON L’ASSOCIAZIONE “GRAZIA DELEDDA”

il gruppo folk di Guasila

di BARBARA REGINA

È un’emozione particolare passeggiare nel parco sotto casa, in piena città, quella città che ti accoglie tutti i giorni ma che non è nella tua isola e sentir suonare nella piazza Su passutorrau. É un colpo al cuore per tanti emigrati sardi ed è quello che è successo, infatti, sabato pomeriggio, 23 settembre, a Ciampino, grazie alla manifestazione “Con la Sardegna nel Cuore”, appunto.

La manifestazione organizzata dall’ Associazione Culturale Grazia Deledda, ha portato l’isola più vicina al continente, con la presenza dei bravissimi ragazzi del gruppo folk di Guasila e con stand di artigiani che hanno mostrato ai presenti le opere nascere direttamente delle sapienti mani degli artisti sardi.

Incominciamo dall’inizio. Il Presidente dell’Associazione Culturale Grazia Deledda, Pierluigi Frigau, ha presentato il giovanissimo gruppo folk di Guasila. Un gruppo formato da giovanissimi, a cominciare da Lucia che é la più giovane, una bambina di 7 anni che ha vissuto sabato la sua prima esibizione, per finire con il più anziano, che é anche presidente della proloco e del gruppo folk, Giorgio Luigi Diana di 27 anni

Nonostante la giovane età, il gruppo sta da tempo girando il continente e anche l’Europa. Si è esibito infatti in Portogallo e in varie città italiane. Anche qui nel parco Aldo Moro di Ciampino ha presentato i balli classici, come Su ballutundu o il Ballo della Sposa, ma con delle coreografie molto simpatiche e anche complesse. I ragazzi hanno poi fatto conoscere, attraverso una rappresentazione, una tradizione antichissima di Guasila che è quella della Caccia alla giovenca che si svolge nel paese sardo il 14 agosto di ogni anno.  Per questa caccia tradizionale veniva liberata nelle campagne del paese una giovane vacchetta; gli uomini sposati cominciavano a darle la caccia e solo dopo era concesso ai non ammogliati di darle la caccia anch’essi, ma con varie difficoltà e impedimenti, perché il premio per la cattura è proprio la possibilità di chiedere alla propria bella il matrimonio entro l’anno. Anche se per una festa, le regole sono molto severe. La vacchetta infatti può essere catturata solo prendendola per entrambe le corna, senza prendere le orecchie e solo se é in corsa.

A chi riesce nell’impresa veniva data una canna con in cima un fazzoletto e con quello lui poteva correre dall’amata a chiederla in sposa, mostrando il simbolo del vincitore rappresentato da un ramo di palma. La vacca veniva portata prima davanti al parroco per la benedizione e poi macellata distribuita a tutto il paese. Ora i tempi sono un po’ diversi da quelli antichi e ci si è adeguati apportando delle modifiche, ma la festa resta comunque molto sentita e partecipata da tutti i guasilesi.

E sempre di Guasila sono gli artigiani che hanno esposto le loro opere durante la manifestazione sabato pomeriggio.

Si è potuto ammirare l’intaglio del legno, con cassapanche e madie di pregiatissima fattura. E poi i coltelli, un classico dell’artigianato sardo, e la loro trasformazione da corno e acciaio ad arma precisissima e finemente decorata.

In ultimo la maestria della tessitura della paglia per le sedie realizzata davanti agli astanti che hanno potuto capire e apprezzare la pazienza e precisione che richiedono questi lavori.

Il folto pubblico presente ha inoltre potuto ascoltare e godere delle molte canzoni e musiche tradizionali sarde, cantate dal duo “Frores de Acantu”, nelle persone di Rosy e Ivo.

La manifestazione è proseguita fino al giorno dopo, quando i soci e il gruppo folk, di nuovo in costume, hanno partecipato alla Messa domenicale nella chiesa di Ciampino. Nel pomeriggio nella sede dell’associazione, sono stati a disposizione dei soci e di chi ha voluto incontrarli per ballare ancora il ballo sardo.

Sono stati due giorni molto emozionanti.

“I sardi, ovunque vadano nel mondo, restano sempre molto legati alla propria terra, forse più di qualsiasi altro popolo e cercano di portarla sempre con sé”. Questo è ciò che ha detto davanti ai cittadini di Ciampino il Presidente Frigau. Ed é vero, e grazie alla Fasi e ai circoli sardi sparsi in tutto il mondo, gli emigrati cercano di far conoscere la propria terra anche a chi non ne è nato.

Una cosa passa sempre su tutto, oltre la bellezza, oltre la storia e la tradizione, oltre la maestria, oltre la forte identità, è rappresentata dall’amore indissolubile che la Sardegna sa generare.

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